25 Gennaio 2017

Tessere, punti, sins e occasioni

Tessere, punti, sins e occasioni

Si fa presto a dire saldi. In realtà, la gran parte dei negozi – soprattutto di abbigliamento – hanno ideato e sviluppato negli ultimi anni un sistema alternativo per «fidelizzare» i migliori clienti. Si tratta delle carte sconto o più semplicemente di mailing list dedicate. I clienti entrano a far parte di un elenco informatico che viene avvisato via email o sms di occasioni particolari e promozioni che avvengono durante l’ anno, in anticipo con i saldi veri e propri fissati ai primi di gennaio e ai primi di luglio. In altri casi, i clienti vengono avvisati di liquidazioni particolari o di offerte (come il 3×2) ghiotte che consentono notevoli risparmi. Si tratta di una pratica lecita e che consente durante l’ anno uno shopping a prezzi contenuti. Anche questo periodo di saldi stracciati può quindi essere l’ occasione per allacciare rapporti commerciali con i negozianti. Basta lasciare il proprio indirizzo email o il proprio cellulare per essere raggiunti da offerte vantaggiose. Legate a questo sistema sono le carte sconti: in questo caso viene consegnato al cliente un tesserino attraverso il quale sono conteggiati dei punti. Raggiunto un certo quorum, scattano degli sconti particolari. Qui occorre fare attenzione perchénon sempre nel periodo dei saldi si può usufruire di questo budget di punti. In ogni caso basta leggere il regolamento o informarsi con i commessi prima di avere brutte soprese alla cassa. Eventualmente ci si può anche rivolgere alle associazioni dei consumatori per vedere tutelati i propri diritti. Secondo il Codacons, che sta monitorando l’ andamento degli sconti di fine stagione nelle principali città «si registra una generalizzata riduzione nell’ affluenza di cittadini a caccia di offerte nei negozi, seppur con delle distinzioni – spiega il presidente Carlo Rienzi – Al momento, infatti, gli unici esercizi che vedono presenze di consumatori in linea con lo scorso anno sono gli outlet e le boutique d’ alta moda. Qui, dalla prime ore della mattinata, si registrano code, alimentate però dai turisti stranieri. Meno bene tutti gli altri negozi e le periferie». «Oramai i consumatori a caccia di affari sono abituati a non comprare subito nei primi giorni di saldi, in attesa che le percentuali di sconto praticate dai commercianti salgano al 40% o 50%», aggiunge Carlo Rienzi consigliando di verificare sempre i prezzi iniziali e quelli finali con lo sconto praticato. ABBIGLIAMENTO, PREZZI GIÙ ) Iniziati i saldi, si prevedono sconti record per la voceabbigliamento:con una media del 23,5%. Ma le catene più popolari prevedono sconti base del 30%. E a fine gennaio queste percentuali aumenteranno ancora. È la stima dell’ Unione Nazionale Consumatori che ha analizzato gli sconti praticati dai commercianti dal 2011 al 2016 secondo le rilevazioni Istat e stimato il trend per quest’ anno. L’ abbigliamento, con un abbassamento dei prezzi del 23,5%, ha fatto registrare il ribasso invernale più alto mai registrato per questa voce dal 2011 ad oggi, anche se inferiore rispetto a quello di altri comparti. Sconti inferiori per le calzature, i cui prezzi scendono del 23,2%, in rialzo rispetto all’ anno precedente (-23%) ma in flessione rispetto al record del 2015: -23,6%.

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