>ANSA-FOCUS/ Italicum:in udienza ‘battaglia’ presidente-avvocati
Ripetuti inviti di Grossi a evitare ‘considerazioni’ politiche
ROMA
(di Meladia Di Giacomo) (ANSA) – ROMA, 24 GEN – Qui si affrontano questioni giuridiche, quelle politiche rimangano fuori: l’irritazione del presidente della Consulta Paolo Grossi, più volte trapela di fronte agli interventi degli avvocati anti Italicum, troppo prolissi, e punteggia l’udienza sulla legittimità costituzionale della legge elettorale voluta dal governo Renzi. Ripetuti gli inviti alla brevità e a non irrompere nella Sala Gialla con la querelle che ha caratterizzato gli ultimi mesi. “Evitiamo concioni politiche e limitiamoci a questioni giuridiche”, è alla fine sbottato il presidente di fronte alla riluttanza dei primi legali (sono sette quelli da ascoltare) ad attenersi alla prassi, con una breve esposizione orale delle questioni sollevate. La comprensibile aspettativa di comunicare, non solo ai giudici, quali valori sono in gioco – la sovranità popolare, l’effettività del voto e la legittimità degli organi elettivi – allunga gli interventi della cordata di giuristi che tanto si sono spesi per chiedere il vaglio della Corte prima ancora che l’Italicum potesse essere inaugurato producendo effetti. E i tempi dell’udienza, che pure aveva avuto un inizio sprint, si dilatano. Puntuale alle 9.30 era stato annunciato l’ingresso dei tredici giudici (uno è assente per malattia, un altro posto è vacante). La Sala al piano nobile del palazzo della Consulta è gremita, oltre 25 avvocati in toga, 40 i giornalisti accreditati, moltissime telecamere, e nel pubblico anche Roberto Calderoli, padre del Porcellum, smantellato tre anni fa dalla stessa Corte. Il presidente Grossi fa subito fatto capire di volere un’udienza veloce per arrivare all’attesa decisione. Infatti l’inammissibilità della richiesta di costituirsi come parti del giudizio avanzata dal Codacons e da altri avvocati, viene decretata con una camera di consiglio di pochi minuti. Nella successiva relazione, il giudice Nicolò Zanon espone le ragioni delle parti in causa, quindi la parola passa al primo dei legali, Vincenzo Palumbo, un veterano delle battaglie sulla Costituzione. E’ con questi che il presidente Grossi ingaggia la ‘battaglia’ sulla tenuta dell’udienza, con un vivace scambio. Prima l’invito alla brevità, poi la preghiera a “non esasperare la Corte”, infine il rimprovero: “Sta abusando della nostra pazienza”. Nonostante i tempi contingentati, il dibattimento non si esaurisce in mattina. Nella coda pomeridiana la parola all’Avvocatura dello Stato, in rappresentanza di Palazzo Chigi ha sostenuto la ragioni dell’Italicum. Quindi la camera di consiglio che si allungherà a domattina. E’ fiducioso l’avvocato Felice Besostri, animatore della sfida al Porcellum, che, col programma radio Rai ‘Un giorno da pecora’, scommette 100 euro su una vittoria piena. (ANSA).
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