24 Gennaio 2017

Italicum, concluso il dibattito alla Consulta. L’Avvocatura dello Stato chiede una pronuncia di infondatezza

Italicum, concluso il dibattito alla Consulta. L’Avvocatura dello Stato chiede una pronuncia di infondatezza

Si è appena conclusa la discussione, alla Corte Costituzionale, sulla questione di legittimità costituzionale della legge elettorale (il cd Italicum). L’Avvocato generale dello Stato Massimo Massella Ducci Teri, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, ha chiesto alla Conuslta di dichiarare infondata la questione di incostituzionalità. Questa mattina hanno esposto le loro tesi gli avvocati ‘anti Italicum’ sulla base delle argomentazioni contenute nelle 5 ordinanze di rimessione alla Corte da parte di altrettanti tribunali italiani. Sono 13 i giudici che si pronunceranno sulla questione: è infatti assente il giudice Alessandro Criscuolo, come già avvenuto per l’udienza a porte chiuse dell’11 gennaio sull’ammissibilita dei referendum sul Jobs act. Il plenum della Corte è inoltre ancora incompleto dopo le dimissioni del giudice Giuseppe Frigo. I giudici hanno giudicato “inammissibile” e “tardivo” il ricorso presentato dall’associazione a difesa dei consumatori Codacons. Respinte anche le richieste di costituzione in giudizio di altri cittadini. “Abbiamo visto quali sono state le conseguenze di aver votato per 3 volte con una legge elettorale incostituzionale. Questo non deve succedere piu'”. Lo ha detto l’avvocato Felice Besostri, promotore dei ricorsi ‘anti Italicum’, in aula a Palazzo della Consulta. “Se le prossime elezioni dovessero ancora essere fatte con una legge di sospetta incostituzionalita’, la salute della Repubblica sarebbe in pericolo”, ha aggiunto, tornando a sollecitare un’autorimessione davanti alla Corte, poiche’ “il processo di approvazione dell’Italicum ha impedito di sviscerare le contraddizioni”.

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