«La sicurezza? Un diritto Lo Stato deve garantirla»
galli: «oltre ai
danni la beffa, cittadini colpevoli di aver paura dei delinquenti?» il
sindacato di ps: «siamo in prima linea, ma senza risorse adeguate si fa
poco»tempio-stazione il comitato civico: «siamo assediati»
In platea, tra le oltre cento persone che occupavano la platea, c’ erano anche Alessandra Schiavoni e Barbara Puliti, storiche fondatrici e animatrici di uno dei più antichi comitati civici per la sicurezza, quello della zona Tempio-Stazione. «I vigili dicono che i controlli sono aumentati – dice Schiavoni – ma i risultati sono invisibili rispetto alla pressione criminale. Ogni giorno, ripeto ogni giorno, in questa zona registriamo aggressioni, scippi, persone colpite per rubare una catenina o una bicicletta senza contare i furti in casa, nei garage o sulle auto parcheggiate. Non possiamo accettare che questa situazione sia data come normale, che questa criminalità cosiddetta minore sia come un male inevitabile per chi abita in centro. Se sento una ragazza che scappa urlando in piena notte non devo chiamare il 113?» di Saverio Cioce A calare sono le denunce, non i reati. E le armi per combattere i reati sono spuntate quando il numero degli aggressori è in vertiginoso aumento e sono appoggiati dall’ anonimato di chi non ha niente da perdere. Però nulla toglie che i cittadini possano organizzarsi al meglio per la sorveglianza e le forze dell’ ordine riescano a usare in maniera ottimale le (sempre più) scarse risorse . È stato questo il filo conduttore dell’ affollata assemblea che si è svolta ieri alla Confcommercio e promossa da Codacons e Siulp. L’ associazione dei consumatori e il maggiore sindacato di polizia sono da molto tempo nella stessa trincea di una sicurezza sempre più impalpabile a dispetto delle rassicurazioni ufficiali. Non era un caso se in prima fila c’ era il questore Paolo Fassari, invitato e presente sino all’ ultimo, e se in sala c’ erano rappresentanti dei Comitati Sicurezza di Formigine, Sassuolo, Maranello e al tavolo dei relatori si sono seduti due deputati in Commissione Giustizia, Vittorio Ferraresi (M5S) e Nicola Molteni. «L’ emergenza della sicurezza, a Modena come nel resto d’ Italia, è una questione sociale prima che politica – ha esordito Fabio Galli, responsabile del Codacons – Guai a dividersi in cinquanta comitati, occorre mettere in comune conoscenze ed esperienze, attivare esperienze di mutuo aiuto tra vicini. Una cosa deve essere chiara: quello che lo Stato fa per contrastare la illegalità di ogni tipo non basta affatto. I cittadini devono sì affiancare le divise ma anche organizzarsi meglio. La sicurezza è un diritto primario che lo Stato deve garantire. “La percezione della sicurezza deve essere migliorata” si sente ripetere da chi affronta, anche professionalmente, questo tema. Ma come? Se i cittadini hanno paura dei delinquenti l’ unica cosa che si sentono dire è che la loro è una paura ingiustificata?». Un concetto ribadito anche da Alberto Crepaldi della Confcommercio: «Se c’ è bisogno di più uomini e mezzi questi devono arrivare». È toccato a Michele Stragapede, responsabile Siulp per Modena, mettere cuore e numeri da poliziotto. «Sappiamo bene quale sia il dramma personale e i danni economici delle vittime dei reati – ha ricordato – Le risorse umane sono presto dette. Dal 2005 al 2015 abbiamo perso 50 unità e per il 2017 i concorsi bloccati non permetteranno alla Polizia di assumere nessuno. Come sostituiremo chi va in pensione? E il Cie, come potremmo gestirlo se riapre? Bene l’ esercito per i controlli esterni ma dentro toccherà alle forze di polizia essere presenti per la parte amministrativa. Anche al nostro interno i numeri sono importanti: all’ inizio all’ Ufficio Stranieri c’ erano cinque persone, ora sono una quarantina, sempre presi da un organico che in tutta la provincia siamo 250 in tutto».
saverio cioce
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