Il consulente Rinzivillo ha finito la trascrizioni delle intercettazioni
Trascritte tutte le intercettazioni telefoniche e ambientali del processo scaturito dall’ inchiesta “La carica delle 104”, che ipotizza l’ esistenza di due bande dedite a truffare lo Stato, attraverso l’ attestazione di false invalidità e patologie di varia natura. Il perito Giuseppe Rinzivillo ha concluso il lavoro e consegnerà le carte al giudice del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, nell’ udienza del 10 febbraio prossimo. Tutte le conversazioni saranno già acquisite agli atti del processo. Un’ udienza preliminare, che si trascina da tempo, e l’ ulteriore richiesta di altro tempo per le trascrizioni, concessa lo scorso anno, potrebbe avere portato alla definizione di alcune trattative fra procura e difesa per una serie di richieste di patteggiamenti. Gli imputati sono sessantanove, una trentina in meno rispetto ai 101 soggetti inizialmente indagati, nel blitz della Digos di Agrigento. Le accuse a vario titolo sono di associazione a delinquere, truffa, corruzione ed altri reati. Si è arrivati a questo numero di imputati dopo l’ archiviazione di alcune posizioni e la scelta di altri indagati di chiedere l’ applicazione della pena prima ancora dell’ udienza preliminare. Per ventidue persone infatti il procedimento è stato archiviato. Altri tre sono deceduti. Altri sei chiedono di patteggiare. Nella lista medici ritenuti infedeli, pubblici funzionari, imprenditori e semplici faccendieri, che avrebbero messo in piedi il sistema, che serviva ad attestare false patologie o ad aggravare malattie esistenti al fine di beneficiare della legge 104, per i disabili e i loro familiari, e da ottenere trasferimenti, indennità e agevolazioni. Sotto accusa soprattutto il mondo della scuola. Il giudice, alle udienze precedenti, ha già fatto ordine sulle costituzioni di parte civile dopo la consueta raffica di richieste. Ammessi in giudizio sei enti: l’ Inps, la Flc Cgil (sindacato della scuola), le associazioni di volontariato Codici onlus e Codici Sicilia, l’ Azienda sanitaria provinciale di Agrigento e il Codacons nazionale. L’ inchiesta e coordinata dal pubblico ministero Andrea Maggioni, che ha più volte fatto riferimento a un secondo e ora terzo filone, che comunque non hanno portato a nessun provvedimento cautelare, con numerosi indagati a piede libero. ANTONINO RAVANÀ.
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