17 Gennaio 2017

Alta velocità, tutti contro Trenitalia Da Torino a Napoli: stop ad aumenti

Alta velocità, tutti contro Trenitalia Da Torino a Napoli: stop ad aumenti
Il
presidente della Regione Piemonte Chiamparino: «Sono spropositati e non
eravamo informati». Il sindaco di Napoli de Magistris: «Decisione molto
grave». Esposto del Codacons all’Autorità garante della concorrenza:
subito un’inchiesta sui rincari del 35%

di Michelangelo Borrillo Dopo l’Italia dei pendolari insorge la politica italiana: da Torino a Napoli è un coro di no agli aumenti per gli abbonamenti mensili (acquistabili dal 17 gennaio) dell’Alta velocità a partire dal prossimo mese di febbraio: il 35% in più per chi non potrà fare a meno di abbonarsi per 7 giorni alla settimane con orario libero e il 20% in più per chi potrà limitarsi ai soli primi 5 giorni, week-end escluso. Nella nuova offerta di Trenitalia (che ribadisce che l’abbonamento, rispetto all’acquisto giornaliero dei biglietti, consente di ammortizzare la spesa mensile in una settimana) risparmierà rispetto ai vecchi prezzi soltanto chi potrà limitare l’abbonamento egli orari non di punta (dalle 9 alle 17).

La Regione Piemonte: «Aumenti spropositati»

Tra le prime reazioni all’aumento del costo dell’abbonamento c’è da registrare la reazione della Regione Piemonte: «Sapevamo solo che avrebbero diversificato gli abbonamenti, differenziando fra i 5 e i 7 giorni. Ma non eravamo certo stati avvisati di questi aumenti spropositati. Evidentemente — sottolineano il presidente Sergio Chiamparino e l’assessore ai Trasporti, Francesco Balocco — l’obiettivo è quello di disincentivare i pendolari. Perché un aumento del 35% del settimanale, e del 20% del lunedì-venerdì, non può che voler dire tenere lontani i pendolari dal Frecciarossa». L’intenzione di Chiamparino è quella di chiedere la sospensione degli aumenti degli abbonamenti per i pendolari della Torino-Milano. E a tal proposito l’assessore Balocco ha già sentito Barbara Morgante, ad di Trenitalia, preannunciandole che la Regione manderà una lettera a Renato Mazzoncini, ad di Ferrovie dello Stato e al Ministero dei Trasporti, in qualità di socio unico di FS. «Nella lettera chiederemo a Trenitalia di soprassedere a questi aumenti, che sono fuori da qualsiasi ragione economica e anche di buon senso, sottolineando che se l’azienda dovesse persistere nella sua posizione, ciò non favorirà certo il clima e il sistema di relazioni fra Regione e Trenitalia».

Napoli insorge: «Così si penalizza l’economia del territorio»

Da Torino a Napoli non cambia la sostanza delle proteste: anche Luigi de Magistris, sindaco della città metropolitana di Napoli, ha chiesto a Trenitalia, Regione e Governo di bloccare gli aumenti degli abbonamenti pendolari che provocherebbero gravi conseguenze per l’economia del territorio. «Apprendiamo in queste ore — spiega de Magistris — che Trenitalia ha deciso un aumento medio del 35% per gli abbonamenti dei pendolari ai treni ad Alta velocità anche per la tratta Napoli-Roma. Riteniamo questa decisione molto grave. Un aumento spropositato degli abbonamenti costringerà migliaia di lavoratori che risiedono a Napoli e nell’area metropolitana e che lavorano a Roma ad abbandonare i loro comuni per risiedere definitivamente nella Capitale con conseguenze pesanti per l’economia della nostra area metropolitana».

«Giustificazioni irricevibili»

Anche la politica romana ha fatto sentire la sua voce: «La decisione di Trenitalia di aumentare da 340 a 459 euro l’abbonamento per i pendolari Torino-Milano è inaccettabile», ha sottolineato il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito, vice presidente della Commissione Lavori pubblici e trasporti di Palazzo Madama. «Definirla una stangata è un eufemismo e le giustificazioni addotte da Barbara Morgante, amministratore delegato della società del gruppo Fs, secondo cui l’abbonamento non può contare su contributi pubblici e deve contribuire alla sostenibilità economica del servizio offerto, sono del tutto irricevibili». «Ho incontrato il ministro Delrio — ha concluso Esposito — che mi ha garantito il suo intervento sull’aumento degli abbonamenti».

Gli aumenti

Gli aumenti decisi, nel dettaglio, sono i seguenti: sulla Torino-Milano l’abbonamento di seconda classe valido per tutti i giorni a qualunque ora passa da 340 a 459 euro, 119 euro e il 35% in più. Nel caso di abbonamento per ogni ora dal lunedì al venerdì, l’importo si ferma a 408 euro, 68 euro (e il 20%) in più. Per poter risparmiare occorre prendere l’abbonamento per la fascia oraria 9-17, quella che esclude l’ora di punta dei pendolari: 323 euro per l’intera settimana e 289 euro dal lunedì al venerdì. Sulle altre tratte le variazioni di prezzo sono le seguenti: sulla Roma-Napoli si passa dai 356 euro del mese scorso ai 481 per l’orario completo per 7 giorni ai 427 dal lunedì al venerdì; sulla Bologna-Firenze dai 224 euro del mese scorso ai 302 per l’orario completo per 7 giorni ai 269 dal lunedì al venerdì; sulla Milano-Bologna dai 417 euro del mese scorso ai 563 per l’orario completo per 7 giorni ai 500 dal lunedì al venerdì; sulla Firenze-Roma dai 386 euro del mese scorso ai 521 per l’orario completo per 7 giorni ai 463 dal lunedì al venerdì; sulla Milano-Firenze dai 529 euro del mese scorso ai 714 per l’orario completo per 7 giorni ai 635 dal lunedì al venerdì; sulla Milano-Reggio Emilia dai 264 euro del mese scorso ai 356 per l’orario completo per 7 giorni ai 317 dal lunedì al venerdì; sulla Roma-Caserta dai 275 euro del mese scorso ai 371 per l’orario completo per 7 giorni ai 330 dal lunedì al venerdì.

Dal Codacons esposto all’Antitrust

L’aumento delle tariffe ferroviarie per gli abbonati all’Alta velocità non poteva, inoltre, non finire sul tavolo dell’Antitrust. Il Codacons ha infatti annunciato che depositerà all’Autorità garante della concorrenza un esposto per chiedere una inchiesta sui rincari. «Si tratta di aumenti che non appaiono in alcun modo giustificati e che daranno vita ad una vera e propria stangata per gli utenti — afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi — In particolare ai pendolari che ogni giorno utilizzano la linea viene chiesto uno sforzo economico enorme che rappresenta un danno materiale evidente. E per tale motivo faremo di tutto per bloccare tali rincari, ricorrendo alle dovute azioni legali». Il Codacons, con l’esposto all’Antitrust, chiede all’Autorità di verificare la correttezza del provvedimento assunto da Trenitalia, in particolare alla luce della posizione dominante della società nel settore dei trasporti ferroviari in Italia. L’associazione sta inoltre valutando ulteriori iniziative da intraprendere in sede legale contro l’aumento delle tariffe sulla tratta Torino-Milano

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this