Poste, rimborsi per il flop del fondo Irs Soldi agli ottantenni e polizze agli altri
MILANO. Le Poste Italiane tendono la mano ai 25mila clienti titolari di oltre 14mila depositi titoli, talvolta cointestati, traditi dal fondo immobiliare Invest Real Security, collocato dall’ azienda allora guidata da Massimo Sarmi nel 2003. Un investimento rischioso e complesso, soprattutto agli occhi del consumatore tipo che si rivolge agli sportelli postali per gestire il proprio denaro. Risparmiatori che hanno investito 2.500 euro a quota per vedersi riconoscere 390 euro alla chiusura del veicolo (31 dicembre 2016). Un bagno di sangue: anche considerando che fino al 2009 – prima della crisi del mattone – Irs aveva distribuito 658 euro, il buco è stato di 1.452 euro a quota. Denari che la società affidata ora alle cure di Francesco Caio si impegna a restituire, offrendo un ristoro ai risparmiatori che potranno aderire su base volontaria e a patto di deporre le armi dei contenziosi legali. Il meccanismo approvato ieri dal cda delle Poste si rivolge ai clienti che sottoscrissero il fondo sul mercato primario e l’ hanno portato a maturazione. Irs (collocato da Poste e gestito da Investire sgr) raccolse 141 milioni. Due le strade tracciate per la tutela, con l’ età a fare da discriminante. Poste propone un rimborso in contanti per chi aveva già compiuto 80 anni il 31 dicembre scorso: costoro si troveranno accreditati sul conto corrente i 1.452 euro per quota perduti, a partire dal prossimo aprile (quando verranno liquidate le quote del fondo con la limatura finale dei valori di rimborso). Per gli altri, l’ offerta è di sottoscrivere una polizza Vita Ramo I studiata ad hoc: il titolare della quota del fondo investe i 390 euro staccati da Irs nell’ assicurazione e la società si impegna a integrare la somma, nell’ arco di cinque anni, fino a ricostituire il capitale perduto. Un dettaglio sgradito al Codacons, invitato con le altre associazioni dei consumatori a un tavolo di conciliazione: «I rimborsi devono arrivare subito a tutti». Ma che trova l’ approvazione del deputato del Pd, Michele Anzaldi, della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni: «È la prova di un nuovo corso, le pressioni di stampa e politica hanno avuto successo. Alle prossime audizioni dei vertici chiederemo conto dei responsabili di questo caso: chi ha giocato col nome di Poste e i denari dei risparmiatori deve farsi carico dei rimborsi». L’ ad Caio lega l’ iniziativa proprio alla volontà di «rafforzare il legame di fiducia che da sempre abbiamo con i risparmiatori ». Non si delineano invece iniziative verso la rete di collocamento, dalla quale il fondo è finito anche in portafogli inadeguati. D’ altra parte, la storia di quei primi anni Duemila – quando l’ euforia per il mattone era diffusa – dice di altri tre fondi immobiliari (Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha) transitati da sportelli postali e altri collocatori in mano a tanti piccoli investitori. Dopo alcune proroghe, il loro orizzonte sta per terminare (i primi due scadono rispettivamente a fine 2018 e 2017) e i risultati finanziari sono simili a Irs. Nei prossimi mesi anche i nodi delle svalutazioni di quegli investimenti verranno al pettine. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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