Per la Fondazione Carife è il giorno delle scelte
oggi si riunisce
il consiglio di amministrazione dell’ istituzione di via cairoli si
dovranno discutere le strategie da intraprendere per evitare la
liquidazionela crisi della bancasegretario generale è la pellegriniil
cda
Il Cda della Fondazione Carife è composto da Riccardo Maiarelli (presidente), Pier Carlo Scaramagli (vicepresidente); consiglieri: Roberto Bonora, Vittorio Borgatti, Franco Cazzola, Caterina Cormelio, Massimo Mazzanti, Claudio Mingozzi, Giovanni Polizzi. Segretario generale della Fondazione Carife è Marianna Pellegrini che ha sostituito Guido Reggio, che aveva ricoperto per tanti anni l’ incarico. Oggi sarà un giorno importante per il futuro della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara. Si riunisce infatti il consiglio di amministrazione dell’ ente bancario di via Cairoli per decidere le sorti di un’ istituzione che ha rappresentanto tantissimo per la nostra città nei 25 anni della sua storia e che ora si trova a compiere scelte decisive per il suo futuro, pena la liquidazione che comporterebbe la dolorosa cancellazione. Dopo la sentenza del Tar del Lazio che di fatto ha dato ragione al Governo sulla legittimità del “Salvabanche”, è stata annullata l’ opposizione presentata dalla Fondazione, da alcuni soci bancari e dal Codacons. Gli effetti del decreto del 22 novembre 2015 si sono abbattuti come un uragano soprattutto sulla Fondazione Carife, azionista di maggioranza del banca, che di fatto con l’ azzeramento del valore azionario, ha perso quasi tutto il capitale in dotazione, distruggendo così quella che è stata per tanti anni la vera cassaforte di Ferrara e provincia. Il presidente Riccardo Maiarelli, al suo ritorno a Ferrara, commentando la sentenza del Tar, ha evocato subito il Nicaragua, per stigmatizzare una decisione che lascia ancora molti con l’ amaro in bocca per come è maturata. Di fatto è stata disattesa una decisione presa da un’ assemblea straordinaria dei soci, quella del 30 luglio 2015, che dava il via libera all’ ingresso del Fitd (il fondo interbancario per la tutela dei deposito) che di fatto avrebbe salvato la banca. Cosa che non è avvenuta e si arrivati quattro mesi dopo al decreto che ha annullato il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate dell Cassa di Risparmio di Ferrara, che è stata nella cattiva sorte insieme alle altre bad bank: Banca Etruria, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Chieti. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione si trova ora a decidere se sia ancora il caso di fare un ricorso a tale sentenza, operazione che avrebbe comunque un suo costo. Visto anche il patrimonio attuale in dotazione, con gli unici proventi che derivano dai dividenti nelle quote alla Cassa Depositi e Prestiti, la Fondazione deve far fronte ad un rosso di bilancio consistente e a una serie di oneri e mutui. Per evitare la liquidazione, che comporterebbe la fine dell’ esistenza della Fondazione, l’ ente di via Cairoli sta tentando anche la strada della fusione con altre fondazioni bancarie. Da questa partita non è da escludere un eventuale legame con la Fondazione della Cassa di Risparmio di Cento o con altri enti bancari della Romagna. La situazione delle fondazioni bancarie è tale che l’ unione in certi casi potrebbe fare la forza. Ed è in questa direzione che stanno lavorando all’ interno del Cda della Fondazione Carife, per dare un ulteriore continuità alle finalità istituzionali, così bruscamente frenate con il decreto “salvabanche”
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