16 Gennaio 2017

Italia in deflazione nel 2016, non accadeva dal 1959

Italia in deflazione nel 2016, non accadeva dal 1959
Secondo i dati
definitivi dell’Istat, l’indice Nic dei prezzi al consumo lo scorso anno
è sceso dello 0,1%. Coldiretti: drammatico crollo dei prezzi
riconosciuti agli agricoltori. I prezzi al dettaglio sono già in forte
risalita nel 2017, ma per il Codacons solo a causa del caro-carburante

di Barbara Pianese L’inflazione italiana nel 2016 ha registrato una variazione negativa per la prima volta dal 1959, quando la flessione fu pari a -0,4%. Secondo i dati definitivi dell’Istat, l’indice Nic dei prezzi al consumo lo scorso anno è sceso dello 0,1% dopo il +0,1% del 2015. Anche l’indice armonizzato Ipca ha registrato la stessa variazione a fronte di un +0,1% dell’anno prima. Lo scorso anno l’inflazione di fondo è rimasta comunque in territorio positivo a +0,5%, pur rallentando dallo 0,7% dell’anno precedente.

A dicembre, invece, l’indice Nic ha registrato un aumento dello 0,4% su base congiunturale e dello 0,5% su base annuale, mentre l’indice Ipca è salito dello 0,4% su mese e dello 0,5% su anno. La ripresa dell’inflazione lo scorso mese è dovuta principalmente all’accelerazione ai prezzi dei servizi relativi ai trasporti in crescita dal +0,9% di novembre al +2,6%, ai prezzi degli energetici non regolamentati passati dal +0,3% al +2,4% e a quelli degli alimentari non lavorati dal +0,2% al +1,8%.

L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sempre a dicembre è aumentata su base mensile dal +0,4% al +0,6%. Al netto dei soli beni energetici, si è attestata a +0,7%. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dicembre hanno poi registrato un +0,3% su base mensile e un +1% su base annua.

Ma non è tutto perché secondo la Coldiretti il 2016 si è chiuso un “drammatico crollo” del 5,2% dei prezzi riconosciuti agli agricoltori con effetti devastanti per le campagne. “Il risultato”, hanno sottolineato dall’associazione, “è una riduzione degli acquisti di cibo e bevande dell’1% rispetto al 2015 frutto di dinamiche eterogenee tra i diversi comparti, tra cui si segnalano cali, anche di una certa intensità, per le carni (-6%), i salumi (-5%) il latte e derivati (-4%) e oli e grassi e vegetali (-2%), solo in parte compensati da un incremento degli acquisti di prodotti ittici (+3%) e della frutta (+2%)”.

“Gli agricoltori nel 2016”, ha concluso la Coldiretti, “hanno dovuto vendere più di tre litri di latte per bersi un caffè o quindici chili di grano per comprarsene uno di pane, ma la situazione non è migliore per le uova, la carne o per alcuni prodotti orticoli”.

Per quanto riguarda il 2017 per il Codacons i prezzi al dettaglio sono già in forte risalita e non certo per una ripresa dell’economia o per l’incremento dei consumi da parte delle famiglie. “Il 2017 si è aperto all’insegna degli aumenti per le famiglie italiane”, hanno spiegato dall’associazione, “si va dalle bollette luce e gas ai pedaggi autostradali, ma a pesare sui prezzi saranno soprattutto gli incrementi dei carburanti, con i listini alla pompa del diesel che sfiorano il +12% rispetto allo scorso anno con effetti a cascata in tutti i settori, e i forti rincari di frutta e verdura a spingere in alto l’inflazione nelle prossime settimane”.

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