Atac, dai tagli ai premi In sei mesi affossato il piano di risanamento
l’ ex dg rettighieri prevedeva il contenimento dei costi dei vertici aziendali. esposto del codacons
LORENZO D’ ALBERGO DALLA cura dimagrante dell’ era Rettighieri al riconoscimento dei premi di produzione arretrati con Manuel Fantasia. Così, nel giro di soli sei mesi, è cambiata la musica in Atac: se il direttore generale chiamato a guidare l’ azienda di via Prenestina dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca aveva previsto di tagliare gli ingaggi di 52 dirigenti, oggi l’ amministratore unico scelto dal M5S ha cambiato drasticamente spartito: per evitare eventuali contese davanti al tribunale del lavoro con i manager che hanno contribuito a scavare un buco di 1,3 miliardi di euro, l’ ingegnere nucleare al timone della municipalizzata dei trasporti il 12 dicembre ha concesso 2,5 milioni di euro ai vertici degli uffici. Saranno versati entro la fine di marzo sui conti correnti dei dirigenti e – tra le proteste delle opposizioni e dei sindacati – serviranno a coprire almeno il 30 per cento delle gratifiche bloccate dal 2012. Incentivi che costeranno all’ azienda un esposto alla Corte dei conti da parte del Codacons e che con la vecchia gestione sarebbero rimasti un lontano ricordo per il management: il piano di Rettighieri, lasciato in eredità alla giunta Raggi ma mai attuato, non prevedeva premi di produzione fino al 2019. Scorrendo il documento, salta subito all’ occhio la retribuzione media dei dirigenti Atac: 108mila euro all’ anno. La manovra dell’ ex dg – uscito di scena assieme all’ amministratore Armando Brandolese, l’ omologo di Ama Alessandro Solidoro, l’ assessore al Bilancio Marcello Minenna e il capo di gabinetto Carla Raineri nel dimission day dello scorso primo settembre – prevedeva anche il taglio degli ingaggi dei 52 “pezzi grossi” della municipalizzata. Tre le ipotesi per sfrondare il monte ingaggi di un azienda sull’ orlo del crac. Con la riduzione percentuale basata su tre fasce di reddito, dal 10 al 20%, l’ azienda avrebbe risparmiato circa 628mila euro all’ anno. Con il taglio del 10 per cento solo a quei dirigenti con retribuzioni base sopra i 130-140mila euro (stipendio pari a quello di un dg) l’ azienda avrebbe recuperato 300mila euro ogni 12 mesi. Infine, ultima opzione, con una svalutazione del 10 o del 15 per cento dei contratti di tutti i manager con una retribuzione superiore al minimo, Atac avrebbe potuto salvare tra i 383mila e i 500mila euro. E i premi? “Transazione a zero per il pregresso” e un nuovo sistema più “sfidante” per assegnare gratifiche legate ai risultati raggiunti. Ma solo a partire dal 2019 e con un bilancio in utile Non dal 2017, come accadrà con il nuovo amministratore unico Fantasia. Il tecnico scelto dal Movimento 5 Stelle ha deciso di stralciare la proposta del predecessore, sottoposta anche alla sindaca Virginia Raggi, e tirare dritto per evitare problemi con il management. Così sono stati sbloccati i 2,5 milioni per i dirigenti. I prossimi a ricevere gli arretrati saranno i quadri (4,5 milioni) e oltre 3mila dipendenti a cui verranno riconosciuti scatti di anzianità per 7,7 milioni. Nel frattempo, nelle officine, è sempre caccia ai pezzi di ricambio. E i passeggeri, sondaggio dopo sondaggio, continuano a bocciare i trasporti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA E adesso sull’ accordo firmato dall’ au Fantasia potrebbe indagare la Corte dei Conti Con la manovra del direttore voluto da Tronca dovevano sparire 52 dirigenti.
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