15 Gennaio 2017

Verdura e ortaggi record di aumenti

Verdura e ortaggi record di aumenti

OOO   
«Una   crescita   abnorme   dei
prezzi  dei  prodotti  ortofrutticoli,
che  non  appare  in  alcun  modo
giustificata  dalle  condizioni  me

teorologiche  avverse  degli  ultimi
giorni»,    viene    nuovamente    de

nunciata  dal  Codacons  che  porta
le  «prove»  di  questi  rincari  ingiu

stificati.  L

associazione  –  riferisce
la  nota  –  ha  infatti  confrontato  i
listini   all

ingrosso   dell

ortofrutta
praticati   nei    principali   mercati
prima  dell

ondata  di  gelo  e  neve
(30  dicembre  2016)  con  quelli  in
vigore  il  13  gennaio  2017.  «Il  re

cord  dei  rincari  spetta  al  prezze

molo,  le  cui  quotazioni  all

ingros –
so sono cresciute del +190,3% – af

ferma  il  presidente  Carlo  Rienzi  –
Aumenti     consistenti
investono
anche i broccoli (+169,6%), la bie

tola       (+133,3%),       i       finocchi
(+131,3%),  cicoria  (+121,1%),  ca

voli
verza      (+83,3%),
lattuga
(+82,6%).   Incrementi   questi   che
hanno  effetti  diretti  sui  listini  al
dettaglio,   determinando   un   au

mento   generalizzato   dei   prezzi
praticati  al  pubblico,  con  evidenti
danni  per  le  tasche  dei  consuma

tori, costretti a pagare di più per la
spesa  alimentare».
«È  oggettivamente  impossibile
che neve e gelo degli ultimi giorni
possano  aver  determinato  rincari
per prodotti coltivati e raccolti set

timane  fa  –  prosegue  Rienzi  –  Per
tale motivo abbiamo chiesto a 104
Procure di tutta Italia di verificare
dove si annidano le speculazioni e
chi  siano  i  responsabili,  conside

rato   che   dal   campo   alla   tavola
frutta e verdura subiscono fino a 7
passaggi   di   filiera,   con   aumenti
dall

origine  al  dettaglio  che  rag

giungono quota +400%». Testimo

nianza ne è la vendita di un broc

colo  a  5  eruo  ieri  al  mercato  del
Capo  di  Palermo.
E  si  fa  la  conta  dei  danni
Coltivazioni decimate con inte

ri raccolti di ortaggi invernali per

duti  e  danni  alle  piante  da  frutta
come agrumi e viti crollate sotto il
peso  della  neve  ma  anche  strage
di  centinaia  di  animali  con  la  sti

ma dei danni salita ad almeno 300
milioni  di  euro  se  si  considerano
anche  le  perdite  commerciali  do

vute alle difficoltà di consegna del
latte e degli altri prodotti che si so

no salvati dal gelo. È quanto emer

ge dal dossier della Coldiretti sugli
effetti  di  questa  ondata  di  gelo  e
neve,  alla  vigilia  della  nuova  per

turbazione   della   prossima   setti

mana.  La  regione  più  colpita  ri

mane  la  Puglia,  con  danni  stimati
al momento a più di 110 milioni di
euro.  In  queste  ore  gli  agricoltori
della   provincia   di   Taranto   sono
impegnati nella raccolta di arance
e mandarini prima dell

arrivo del

la  nuova  ondata  di  maltempo.
«Gli  effetti  del  freddo  –  sottoli

nea la Coldiretti – si sono fatti sen

tire  con  un  crollo  della  produzio

ne  del  latte  che  si  concentra  so

prattutto   al   nord»,   mentre   «nel
mezzogiorno si cominciano a fare
i  conti  di  una  vera  strage  che  ha
portato solo in provincia di Taran

to alla morte in azienda di 270 ani

mali,  di  cui  115  pecore,  65  bovini,
40  vitelli  e  50  agnelli  e  i  numeri
sono purtroppo destinati a salire».
E  negli  allevamenti  delle  aree  ter

remotate, per  effetto del maltem

po  la  produzione  di  latte  è  scesa
del  50%,  ma  si  registra  anche  un
forte  aumento  degli  aborti  per  lo
stress termico a cui sono sottopo

sti  gli  animali.  In  Abruzzo  proble

mi  di  viabilità  ostacolano  la  con

segna delle produzioni che si sono
salvate.    In    Sicilia,    inoltre,    alla
drammatica  situazione  delle  pro

duzioni   orticole   si   aggiunge   la
speculazione  sul  costo  del  forag

gio  soprattutto  nelle  aree  interne:
una  balla  di  fieno  costava  2  euro
ed ora arriva anche a 6 euro, prez

zo  che  aumenta  ancora  per  il  tra

sporto.
«Nei   supermercati   –   rileva   la
Coldiretti  –  sono  praticamente  di

mezzate le consegne di ortaggi in

vernali sugli scaffali per effetto del
maltempo  che  ha  falcidiato  i  rac

colti  delle  regioni  del  centro  sud
dalle  quali  provengono,  in  questa
stagione,    la    maggioranza    delle
produzioni  presenti  sul  mercato.
Dalle bietole agli spinaci, dalla lat

tuga ai  cavoli, dai finocchi  ai car

ciofi,  dalle  zucchine  fino  alle  rape
sono disponibili in quantità ridot

te  sugli  scaffali  di  negozi  e  super

mercati  mentre  alcune  referenze
specializzate, come il carciofo spi

noso  sardo  a  denominazione  di
origine sono addirittura introvabi

li». Nel sud della Sardegna dove lo
si  coltiva,  infatti,  le  gelate  hanno
danneggiato  il  60%  del  raccolto.
Inevitabili  i  riflessi  sulla  vendi

ta, in una situazione in cui i prezzi
degli ortaggi mediamente triplica

no  dal  campo  alla  tavola  secondo
l

analisi  della  Coldiretti.  «E  gli  ef

fetti   –   continua   l

organizzazione
agricola – rischiano di protrarsi nel
tempo  per  i  danni  strutturali  cau

sati  alle  piante  da  frutto  a  causa
del  peso  della  neve».  Alcuni  pro

dotti   però   sono   già   raccolti   da
tempo,  come  mele,  pere  e  kiwi  e
«non   sono   dunque   giustificabili
eventuali rincari mentre rialzi alla
produzione    dovuti
all

aumento
dei   costi   di   riscaldamento   delle
serre o alla ridotta disponibilità di
alcuni   prodotti   orticoli   danneg

giati  dalle  gelate  non  possono  es

sere  un  alibi  per  speculazioni  che
danneggiano  i  produttori  agricoli
e  i  consumatori».

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