14 Gennaio 2017

«Imprese agricole della Piana nel mirino del racket»

«Imprese agricole della Piana nel mirino del racket»

«Confidiamo molto nel buon esito della riunione di oggi affinché si inneschi un processo virtuoso fra produttori e Forze dell’ Ordine: è necessario raggiungere, nel più breve tempo possibile, un livello accettabile di sicurezza nelle campagne della Piana di Catania, dove, ad oggi, decine e decine di aziende agricole sono bersaglio di organizzazioni criminali che creano un clima di terrore intollerabile e danni economici insopportabili». Lo ha dichiarato il presidente provinciale della Cia di Catania, Giuseppe Di Silvestro, a margine dell’ incontro di ieri in Prefettura, presieduto dal vice prefetto Domenico Fichera, fortemente sollecitato dalla Confederazione degli A gricoltori Italiani. Al tavolo prefettizio erano presenti i componenti del Comitato per la Sicurezza, comandanti di Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Repressioni frodi, rappresentanti Asp e di altre organizzazioni di categoria, quali Lega delle cooperative, Codacons, Confcooperative, Distretto degli Agrumi, Coldiretti, Confagricoltura e il vice presidente CIA Catania Giosuè Catania. All’ appello lanciato dalla CIAdi Catania oltre un mese fa sull’ inefficacia del protocollo di legalità siglato lo scorso febbraio, i rappresentanti del Governo a Catania hanno ribadito come non possano essere garantite azioni di prevenzione “ad hoc” se mancano le denun ce. «E’ vero – ha ammesso Di Silvestro – ma i produttori si sentono abbandonati ed hanno paura, ecco perché serve una presa di coscienza della società civile a più livelli: lo Stato faccia la sua parte, noi rinnoviamo l’ appello a tutti gli agricoltori a non temere ritorsioni». «Il danno non è quantificabile – hanno proseguito di Silvestro e Catania – e si aggiunge alla gravissima crisi che ancora imperversa per la concorrenza coni mercati esteri, le inefficaci misure di prevenzione sulle fitopatie che mettono a repentaglio la maggior parte dei raccolti di agrumi, e non ultimi, i danni derivanti dalle gelate di questi giorni che hanno distrutto la maggior parte del prodotto».
 

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