Studenti in fuga dalle aule gelide
scuola, assemblee e proteste dal giulio cesare all’ armellini «bisognava anticipare di più l’ accensione dei riscaldamenti» al tasso tubature ghiacciate. i presidi solidali con gli alunni mario rusconi: «problemi vecchi e mai risolti, è una debacle»
IL CASO Coperte, termometri, stufe e la decisione di abbandonare le aule per protestare contro il freddo. Ieri è stata la giornata della mobilitazione contro il gelo che sta attanagliando le scuole. Freddo eccezionale o quasi, certo, ma l’ annuncio del progetto scuole al caldo non sembra proprio essersi tradotto in un rientro in aula piacevole. Molti hanno denunciato l’ accensione troppo tardiva dei riscaldamenti e i presidi hanno compreso le ragioni degli studenti riuniti nei cortili in sciopero. BRIVIDI E COPERTE Era avvolta in una coperta mentre spiegava perché oltre mille studenti hanno deciso di uscire dalle classi e riunirsi nel cortile interno. Federica rappresentante di istituto del Galileo Galilei all’ Esquilino ieri ha accompagnato il vicepreside nel tour del gelo per verificare i termosifoni spenti o non adeguati. «Anche oggi fa freddissimo almeno 12 classi su una quarantina sono inagibili per la mancanza di riscaldamenti». E hanno protestato anche i presidi. «La mobilitazione dei ragazzi è comprensibile – dice la preside Elisabetta Giustini – l’ accensione anticipata come annunciato dalla Raggi non c’ è stata». La preside dello storico liceo Giulio Cesare, Micaela Ricciardi, ieri indossava guanti, cappello e sciarpa mentre faceva gli scrutini: «metà degli studenti non sono entrati perché faceva troppo freddo, i riscaldamenti oggi sono stati accesi alle 5 ma non è sufficiente, normalmente vengono accesi alle 8 quando entrano i ragazzi, il nostro istituto è grandissimo e antico ci vuole molto prima che si riscaldi». Ricciardi definisce il progetto scuola al caldo della Raggi uno sforzo di «buona volontà velleitaria», che non si è tradotto in realtà. Il Campidoglio parla di 62 impianti non funzionanti su 1.124 «pari a circa il 6% del totale. Su circa 20 si è già intervenuti domenica. I restanti malfunzionamenti si sono verificati lunedì e sono stati tutti risolti ad eccezione di 7 situazioni più problematiche». Intanto ieri gli studenti del De Pinedo Colonna (zona Vigna Murata) hanno fotografato un termometro che segnava 12 gradi. Molte le segnalazioni anche al sito del Messaggero per denunciare disagi ad esempio negli istituti Diaz, Leonardo Pirelli ed Einaudi. CHIUSO PER GELO «Durante le vacanze natalizie i riscaldamenti funzionavano a singhiozzo, sabato erano spenti e abbiamo dovuto chiamare noi i tecnici» ha spiegato Paolo Pedullà, preside del Tasso che ha mandato a casa gli studenti perché mancava l’ acqua, forse perché le tubature si erano ghiacciate. Stessa sorte al Righi, mentre all’ Itis Armellini a San Paolo dopo un’ assemblea degli studenti «il preside ha deciso di farci uscire due ore prima ed è stata inviata la richiesta di accendere i riscaldamenti alle 4 del mattino» ha raccontato un rappresentante di istituto. Quattro aule al freddo all’ Istituto Via Silvestri 301 che comprende liceo Malpighi e Cecchereli «dove – spiega Lorenzo Marinone consigliere Pd XII municipio – ci sono problemi per la muffa sulle tubature». Chiusa per freddo alla Giustiniana la scuola in via Carlo Gherardini. A Vitinia la direzione della primaria Guareschi i ha deciso di sospendere le lezioni. «È una débacle, stanno venendo al pettine problemi funzionali delle scuole segnalati da decenni al Comune e aggravati da questa ondata di gelo» ha commentato Mario Rusconi presidente dell’ Anp Lazio. Il Codacons intanto ha deciso di presentare un esposto in Procura. Laura Bogliolo © RIPRODUZIONE RISERVATA v Video su IlMessaggero.it.
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