10 Gennaio 2017

La Cgil mette le mani avanti: «Garanzie per l’ occupazione»

La Cgil mette le mani avanti: «Garanzie per l’ occupazione»

«APRIRE SUBITO un confronto con i sindacati a tutela dell’ occupazione»: lo chiede la Fisac Cgil a Bankitalia e a quella che sarà la futura proprietà di Nuova Banca Etruria. «Non è accettabile – commenta Maria Agueci, responsabile in Bpel – una strategia imprenditoriale che spiana preliminarmente il terreno tentando di accreditare come inevitabili tagli al personale, riduzioni di trattamenti economici e normativi, chiusura di filiali e snellimento dei centri direzionali. Tutto questo per poi chiamare i sindacati a prendere atto di quanto già deciso». La Cgil dice no a questa strategia: «Non solo è vecchia e scontata ma non tiene conto della realtà di questa banca. I lavoratori non sono un costo ma l’ unico valore aggiunto dell’ azienda. Un impoverimento complessivo dell’ istituto, sia in termini occupazionali che di strategia locale, sarà un danno notevole per tutte le comunità locali interessate. Il tema non è quindi solo dei dipendenti e dei sindacati ma anche delle istituzioni locali, regionali e nazionali». INTANTO il Codacons ha annunciato ricorso dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso di numerosi risparmiatori contro la risoluzione dei quattro vecchi istituti avvenuta con il decretro del novembre 2015. «Presenteremo appello al Consiglio di Stato. Continuiamo infatti a ritenere incostituzionale la legge sul bail-in». «Quella sul bail-in – ha proseguito il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – è una norma che appare ancor più sbagliata alla luce di quanto avvenuto di recente con Mps: se il bail-in non è stato applicato alla banca senese, non doveva essere utilizzato nemmeno per Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti».
 

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