Transazione pronta per 169mila soci «Ma è elemosina»
una proposta per evitare i rischi legati a 16.500 reclami di clienti
La Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca alzano il velo sulla offerta di transazione rivolta a 169 mila soci, 94 mila dell’ istituto berico e 75 mila di quello di Montebelluna, entrambi salvati dal fondo Atlante con un’ iniezione complessiva di quasi 3,5 miliardi di euro. La proposta prevede la corresponsione di 9 euro ad azione ai soci Bpvi (il 14,4% del valore massimo di 62,5 euro raggiunto dal titolo) e del 15% della perdita teorica subita dai soci di Veneto Banca (che si traduce in un rimborso tra i 4,5 e i 6 euro ad azione), detratti però i dividendi percepiti. In cambio il socio rinuncia a fare causa alla banca per l’ azzeramento del valore dei suoi titoli. Chi aderirà alla proposta, che abbraccia le azioni acquistate negli ultimi 10 anni, beneficerà anche – si legge nei comunicati stampa delle due banche – «di esclusive condizioni commerciali» su depositi vincolati (rendimenti del 3% per vincoli a tre anni e del 5% per dieci anni), su mutui (niente spese di istruttoria e perizia) e sul conto corrente (canone zero per tre anni). La validità dell’ offerta, da cui sono esclusi investitori professionali e società di capitali, è subordinata a una soglia di adesione dell’ 80% (rinunciabile dalle banche). A parte verranno trattati i casi dei «soci disagiati», per cui verranno concordati rimborsi più alti caso per caso, e quelli delle azioni finanziate, cioè acquistate con i soldi della banca, situazione «delicata» in cui la perdita per il socio porta con sè il rischio di non recuperare il finanziamento per la banca. Secondo Fabrizio Viola, amministratore delegato della Bpvi, chiamato da Atlante a guidare il processo di fusione delle due banche, l’ offerta vale «oltre 600 milioni di euro» ed è «il massimo» che le due banche, che versano in condizioni difficili, possono mettere sul piatto. «Se confrontati con il 100% i rimborsi sono poco, se confrontati con zero sono una cifra importante», ha detto Viola. Considerato che vanno a ristorare perdite su «azioni, cioè capitale di rischio», l’ auspicio è i soci «possano valutare la proposta positivamente». «Si tratta di proposte inaccettabili, una elemosina», ha replicato ha stretto giro il Codacons, sintetizzando il malcontento diffuso tra le associazioni di risparmiatori e di soci per rimborsi giudicati troppo bassi. Obiettivo della transazione, ha spiegato Viola, è «ridurre in modo significativo» i rischi legali (le due banche hanno accumulato 16.500 reclami) e «ricostruire un rapporto di fiducia» con i clienti per attrarre «nuovi capitali».
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