10 Gennaio 2017

Veneto Banca e Vicenza 15% d’ indennizzo ai soci A Bergamo sono 2.500

Veneto Banca e Vicenza 15% d’ indennizzo ai soci A Bergamo sono 2.500
tentativo
di transazione la decisione dei due istituti dovrà essere accettata
dall’ 80% delle azioni interessate in 1.800 legati solo a montebelluna.
no dai consumatori

Dopo mesi di supposizioni e congetture, arrivano le cifre dettagliate del piano di transazione messo a punto in maniera congiunta da Veneto Banca e Popolare Vicenza e destinato a quei risparmiatori che hanno perso tutto o buona parte dei loro risparmi a seguito del default delle due ex banche popolari venete. Un’ offerta di indennizzo del 15% che vale, nella sua completezza, «un po’ più di mezzo miliardo di euro», fa sapere il presidente di Veneto Banca, Massimo Lanza, e che interessa circa 170 mila soci: 94 mila di Popolare Vicenza e poco più di 75 mila di Veneto Banca. All’ incirca l’ 85% di tutti gli azionisti delle due banche (che sono 204 mila). La decisione scaturisce dal summit di ieri a Padova, dove per la prima volta erano riuniti i vertici di entrambe le banche (per la Veneto, il presidente Massimo Lanza e l’ a.d. e d.g. Cristiano Carrus; per la Vicenza il presidente Gianni Mion e l’ a.d.Fabrizio Viola) a testimonianza che ormai la strada è segnata e che d’ ora in poi si procederà insieme fino all’ inevitabile fusione. Profondo legame con Bergamo Un provvedimento che interessa anche gli investitori bergamaschi: attualmente sono infatti oltre 1.800 gli azionisti nella nostra provincia di Veneto Banca. Il legame è storico e risale al 2001 quando l’ istituto acquisì la maggioranza della Banca di Bergamo, che ha sempre avuto tra i suoi clienti alcuni «big» dell’ imprenditoria nostrana ma anche piccoli risparmiatori che sostenevano le realtà territoriali. Negli ultimi tre anni, il nostro territorio (in base a una stima fatta tra massimi e minimi) aveva visto sfumare un valore di 106 milioni di euro, da quando il titolo della banca con sede a Montebelluna aveva toccato il valore massimo (40,75 euro, nel 2013) e quello che si sono ritrovati in mano a metà 2016, dopo che il Cda assegnò un valore minimo pari a 10 centesimi. Più contenuto invece, sull’ ordine di qualche centinaio, il numero degli attuali azionisti orobici della Popolare di Vicenza. Complessivamente, quindi, per i circa 2.500 azionisti bergamaschi dei due istituti, come per tutti gli altri soci sparsi un po’ in tutta Italia, arriva quest’ offerta che è praticamente congiunta e che per avere successo e validità ha però la necessità di un’ adesione piuttosto stringente, legata ad almeno l’ 80% delle azioni comprese nel perimetro dell’ operazione, anche se – precisano i comunicati dei due istituti – tale condizione può essere ritirata da parte di ciascun istituto. Nel dettaglio, l’ offerta di Veneto Banca prevede un indennizzo «forfettario e omnicomprensivo pari al 15% della perdita teorica sofferta» dagli azionisti. L’ esito dell’ offerta è previsto per aprile. In caso positivo, il pagamento del riconoscimento economico avverrà entro 5 giorni lavorativi dalla data di comunicazione. Popolare di Vicenza offre invece «9 euro ad azione ai soci «azzerati» in cambio della rinuncia ai contenziosi con la banca: l’ offerta parte oggi e si chiude il 22 marzo. Obiettivo: ridurre i contenziosi Sono quindi previsti circa tre mesi di tempo per accettare o meno l’ offerta. Mesi che si preannunciano particolarmente «caldi» per l’ apparato delle due banche, pronto a mobilitarsi per fornire tutte le informazioni necessarie del caso a una clientela finora molto disorientata. Questa mossa congiunta vorrebbe proprio tentare di risalire la china nei confronti di una fiducia della clientela fatalmente evaporata dopo i fatti degli ultimi anni, ma anche ridurre i contenziosi e il rischio cause sempre all’ orizzonte. Su questo fronte si legge anche la mossa dell’ a.d. di Pop Vicenza Viola, che si è detto d’ accordo con la proposta del presidente dell’ Abi, Patuelli, di pubblicare i nomi dei grandi debitori insolventi delle banche. Intanto però i consumatori sono sul piede di guerra: il Codacons ha definito la proposta di indennizzi delle due banche «inaccettabile, una elemosina nei confronti di migliaia di risparmiatori traditi», dichiarandosi comunque pronto a trattare per arrivare a rimborsi «che tengano conto delle diverse situazioni». M. F.
 

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