10 Gennaio 2017

«Fiducia in Atlante ma l’ offerta è bassa»

«Fiducia in Atlante ma l’ offerta è bassa»
le associazioni dei
risparmiatori e dei soci tirano il freno «siamo sulla buona strada, i
manager ammettono gli errori»le reazioni

di Nicola Brillo wPADOVA È apprezzata l’ apertura di Veneto Banca e Popolare di Vicenza alle richieste dei soci risparmiatori, meno la percentuale scelta per le transazioni. «Le proposte di Viola sono troppo basse per i risparmiatori e troppo alte per gli speculatori, che conoscevano il pericolo dell’ investimento» commenta l’ avvocato Franco Conte, presidente Codacons Veneto. «Purtroppo le poche risorse sono utilizzate male e si risarcisce anche chi non ha diritto, ovvero gli speculatori. Diamo fiducia ad Atlante, che ha dimostrato discontinuità con il passato e ha messo 3,5 miliardi di euro e con noi vuole salvare le banche». «Il metodo lo riteniamo inaccettabile poiché si tratta di una decisione già presa, senza spiegarci cosa è successo negli ultimi anni» dichiara l’ avvocato Andrea Arman del Comitato don Torta. «Valutiamo positivamente l’ apertura dimostrata, specie sui casi drammatici. Sottolineiamo però un ammontare basso per i ristori e limitato nel tempo, che esclude il grosso del capitale societario». Per Arman la proposta va estesa a tutti i soci, «aggrapparsi alla prescrizione di 10 anni, tutta da dimostrare, è inopportuno, c’ è un obbligo morale a rimediare all’ imbroglio per tutti». «Pronunciarci oggi per noi è prematuro, ma una cosa è fondamentale: la banca ha ammesso che fin dal 2007 c’ era qualcosa che non andava, come noi abbiamo sempre sostenuto» commenta Luigi Ugone dell’ associazione “Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza”. «Aspettiamo la proposta ufficiale e poi decederemo se aderire. Molti nostri soci si sono già detti contrari, non accettiamo elemosine da chi ci ha messo le mani in tasca. Ma c’ è un’ apertura rispetto al passato, dopo aver sostenuto di essersi comportati bene, ora ammettono che qualcosa di poco chiaro esisteva». «L’ offerta è inaccettabile: ricevere 9 euro dopo averne investiti 62,50» spiega l’ avvocato Camilla Cusumano (Adusbef Veneto) «l’ unico scopo è evitare le azioni penali, ma di fatto per la Popolare di Vicenza si tratta di depositi vincolati, gli azionisti ottengono il riconoscimento economico, ma i soldi restano in banca». E l’ Adusbef prosegue con le cause civili contro le due popolari e con l’ azione di responsabilità nei confronti delle Autorità di Vigilanza italiane. «La conciliazione paritetica era la strada da perseguire, con un confronto diretto tra azionisti e risparmiatori» afferma Valter Rigobon di Adiconsum Veneto. «Noi proseguiremo con il nuovo arbitrato Consob, una novità assoluta per il nostro Paese». «Noi non accettiamo la proposta» dichiara l’ avvocato Matteo Moschini del Movimento difesa cittadino, che ha già presentato i primi 6 ricorsi all’ arbitro Consob. «Questa è l’ indicazione dei 700 azionisti che rappresento, che proseguiranno con la costituzione civile in sede penale e arbitrato finanziario, che non è incompatibile con le altre azioni, e si decide in breve tempo». «Hanno fatto un’ apertura, noi la apprezziamo, è un segnale positivo: Viola vuole far luce sul passato» spiega Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino III da Onara. «Ci saranno soluzioni da valutare singolarmente, siamo sulla strada buona. Noi proseguiremo con le trattative per garantire un futuro alla banca, ma non bisogna dimenticare le imprese, anche loro pesantemente colpite dall’ azzeramento delle azioni e che rischiano di lasciare a casa i dipendenti». «Dietro la soluzione proposta c’ è la fretta di chiudere le pendenze legali prima che la valanga di indennizzi sommerga la banca: il 15% è una elemosina per chi ha investito i frutti del suo lavoro che non può essere accettata», ha commentato Fabio Bello, referente del gruppo “Ridacci soldi Veneto Banca”.
nicola brillo

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