Rassegna stampa del 22 ottobre 2016
larepubblica.it (Roma), 22/10/2016 17:47
Roma, McDonald’ s: comitato Borgo Pio scrive a Grasso e Cantone. Ultimatum a Raggi: “Si pronunci entro 30 giorni”
dopo l’ appello a papa francesco i residenti si rivolgono al presidente del senato e all’ anac per fermare l’ apertura del fast food
Continua la crociata del comitato di Borgo Pio contro il colosso degli hamburger. Quel McDonald’ s a due passi da San Pietro i residenti non lo vogliono e per impedirne l’ apertura hanno chiesto aiuto anche alla seconda carica dello Stato. Dopo la lettera-appello a papa Francesco , il comitato ha scritto un esposto firmato anche dal presidente del Codacons Giuseppe Ursini in cui oltre al presidente del Senato, Pietro Grasso, chiama in causa anche l’ Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone. In undici pagine di testo, i residenti tentano di convincere Grasso “ad intervenire a tutela del patrimonio storico culturale di Roma e in considerazione del fatto che l’ apertura del ristorante Mc Donald’ s deturpa i luoghi immediatamente limitrofi alla sede del Senato della Repubblica, con inevitabili ripercussioni sull’ immagine delle istituzioni”. Segue l’ appello al presidente dell’ Anac affinché compia ” tutti gli atti di indagine e di accertamento finalizzati a verificare la legittimità dell’ iter amministrativo che ha condotto all’ apertura del ristorante della catena ‘McDonald’ s”. Oltre al pericolo della perdita dell’ identità culturale del quartiere dunque, secondo il comitato, il fast food potrebbe nascondere anche un procedimento di apertura poco trasparente. Nell’ esposto si chiede poi alla sindaca Raggi di rompere il silenzio in cui si sarebbe chiusa la sua giunta sul fronte McDonald’ s e di “intervenire immediatamente per accertare la situazione denunciata e provvedere direttamente esercitando i propri doveri ed obblighi”. Il comitato promette di rivolgersi al Tar del Lazio in caso di mancato o negativo riscontro da parte del Campidoglio entro 30 giorni. La guerra al panino americano, nelle scorse settimane aveva raccolto adesioni importanti come quella di Alberto Asor Rosa. Anche cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, si era detto contrario all’ apertura del ristorante.
ilmattino.it, 22/10/2016 16:24
McDonald’ s in Vaticano, il comitato lancia l’ allarme a Cantone e Grasso
0 E’ ancora battaglia sul Mc Donald’ s che dovrebbe essere aperto a due passi dal Vaticano, Il Comitato Borgo Pio affila le armi e chiama in causa anche il presidente del Senato, Pietro Grasso e l’ Autorità nazionale anticorruzione con Raffaele Cantone. Lo fa con un esposto, scritto unitamente all’ avvocato Giuseppe Ursini presidente del Codacons, di cui riferisce l’ Adnkronos. L’ istanza-diffida, è rivolta anche alla sindaca di Roma, Virginia Raggi. Nei giorni scorsi, il Comitato di Borgo Pio con Moreno Prosperi e il Codacons hanno scritto anche al Papa chiedendo, con una lettera-appello, di «fermare» il fast food che tante polemiche ha sollevato anche tra i cardinali. Nel dettaglio, nell’ esposto di undici pagine, si invita il Presidente del Senato Pietro Grasso «ad intervenire a tutela del patrimonio storico culturale di Roma e in considerazione del fatto che l’ apertura del ristorante Mc Donald’ s deturpa i luoghi immediatamente limitrofi alla sede del Senato della Repubblica, con inevitabili ripercussioni sull’ immagine delle istituzioni». Il Comitato di Borgo Pio lancia un sos anche all’ Anac di Cantone chiedendo di indagare: «L’ Anac voglia compiere tutti gli atti di indagine e di accertamento finalizzati a verificare la legittimità dell’ iter amministrativo che ha condotto all’ apertura del ristorante della catena ‘ McDonald’ s’ in Roma, all’ angolo tra Borgo Pio e via del Mascherino». Sabato 22 Ottobre 2016, 15:35 – Ultimo aggiornamento: 22-10-2016 17:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA.
ilmessaggero.it, 22/10/2016 15:58
McDonald’ s in Vaticano, il comitato Borgo Pio lancia l’ allarme a Cantone e Grasso
E’ ancora battaglia sul Mc Donald’ s che dovrebbe essere aperto a due passi dal Vaticano, Il Comitato Borgo Pio affila le armi e chiama in causa anche il presidente del Senato, Pietro Grasso e l’ Autorità nazionale anticorruzione con Raffaele Cantone. Lo fa con un esposto, scritto unitamente all’ avvocato Giuseppe Ursini presidente del Codacons, di cui riferisce l’ Adnkronos. L’ istanza-diffida, è rivolta anche alla sindaca di Roma, Virginia Raggi. Nei giorni scorsi, il Comitato di Borgo Pio con Moreno Prosperi e il Codacons hanno scritto anche al Papa chiedendo, con una lettera-appello, di «fermare» il fast food che tante polemiche ha sollevato anche tra i cardinali. Nel dettaglio, nell’ esposto di undici pagine, si invita il Presidente del Senato Pietro Grasso «ad intervenire a tutela del patrimonio storico culturale di Roma e in considerazione del fatto che l’ apertura del ristorante Mc Donald’ s deturpa i luoghi immediatamente limitrofi alla sede del Senato della Repubblica, con inevitabili ripercussioni sull’ immagine delle istituzioni». Il Comitato di Borgo Pio lancia un sos anche all’ Anac di Cantone chiedendo di indagare: «L’ Anac voglia compiere tutti gli atti di indagine e di accertamento finalizzati a verificare la legittimità dell’ iter amministrativo che ha condotto all’ apertura del ristorante della catena ‘ McDonald’ s’ in Roma, all’ angolo tra Borgo Pio e via del Mascherino».
Ragusa Oggi, 22/10/2016 15:56
nota del codacons sulla hnuova legge
CAPORALATO: PENE SEVERE PER CHI SFRUTTA
Esprime soddisfazione il Codacons per il via libera definitivo dell’ Aula della Camera al disegno di legge sul caporalato, teso al contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo. Sono anni che il Codacons si batte, assieme agli agricoltori, contro qualsiasi forma di sfruttamento del lavoro in tale settore – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – Proprio nel 2016 abbiamo realizzato un apposito calendario, con gli scatti della fotografa Tiziana Luxardo, per contrastare l’ odioso fenomeno del caporalato, attraverso forti immagini di denuncia. Tanasi oggi ha voluto regalare al relatore onorevole GIUSEPPE BERETTA e a tutti i capigruppo alla Camera che hanno sostenuto la legge, come forma di ringraziamento dei consumatori per una normativa che finalmente metterà fine allo schiavismo nei campi italiani e tutelerà il lavoro e la legalità, il calendario del Codacons sul caporalato. Beretta ha ringraziato Tanasi anche per l’ importante attività svolta contro il caporalato e la difesa dei consumatori, affermando che la legge approvata prevede infatti la riscrittura del reato di caporalato, con pesanti sanzioni penali per l’ intermediario e per il datore di lavoro che sfruttino i lavoratori approfittando del loro stato di bisogno – conclude il relatore della norma – Si è voluto così ridare dignità al lavoro nelle campagne, tutelando di fatto anche le aziende sane, che rispettano le regole e i contratti, oggi penalizzate da una concorrenza sleale che scarica i propri costi sulla pelle dei lavoratori. di F.S.
Sicilia Journal, 22/10/2016 12:30
Economia, contro la contraffazione il Codancos lancia “Io sono originale”
CATANIA – «La contraffazione è un fenomeno da combattere perchè non fa solo male alla nostra economia, ma danneggia anche la nostra salute». Lo afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons e responsabile per la lotta alla criminalità economica. Domenica alle ore 12 in piazza Duomo, organizzato dal Codacons, ci sarà un flash mob con ballerini professionisti (questi si esibiranno per pochi minuti su un brano il cui testo descrive la scelta dell’ acquisto consapevole), inserito nel contesto di ” IO SONO ORIGINALE “, iniziativa nata con il contributo del Ministero dello Sviluppo economico e che si inserisce in un contesto di vera denuncia, così come spiega Tanasi: «per dire NO alla contraffazione, con l’ obiettivo di educare i cittadini ad un consumo corretto e sensibilizzarli sui rischi legati all’ acquisto di merce contraffatta. Il fenomeno della contraffazione è fortemente diffuso nel nostro Paese e rappresenta un business multimilionario ed è un’ attività difficile da controllare perché spesso si basa sulla complicità del consumatore». D’ altronde i dati sono chiari: secondo gli ultimi dati dell’ Organizzazione Mondiale del Commercio, contenuti nella relazione della “Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo”, il danno economico causato da questo fenomeno ammonta a 600 miliardi di dollari all’ anno (tra il 5 e il 7% dell’ intero commercio mondiale). Nessun settore, dai farmaci ai giocattoli fino all’ alimentare, alla meccanica e ai cosmetici è esente dalla contraffazione. I giovani sono quelli più attratti dal commercio abusivo. Il 74,6% di loro acquista regolarmente prodotti contraffatti, soprattutto dopo l’ esplosione dell’ e-commerce. Non solo. «Attualmente si stima che il 10% dei farmaci in circolazione in tutto il mondo siano contraffatti – prosegue Tanasi – e la maggior parte delle vendite avvenga tramite il canale online. Le categorie farmacologiche interessate sono le più varie: pillole per la disfunzione erettile, integratori, ma anche antibiotici, anti-ipertensivi, farmaci per malattie psichiatriche o cardiovascolari e ancora, soprattutto, antitumorali». Tanto basta perchè l’ Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che da anni lotta contro il fenomeno, rilanci l’ allarme. Secondo le ricerche è ancora molto limitata la consapevolezza, da parte dei cittadini, del serio pericolo che si corre affidandosi a siti illegali per acquistare farmaci. In base a quanto specifica l’ OMS, per farmaco contraffatto si qualunque specialità medicinale o generico la cui etichetta riporta informazioni false su origine e identità : non si sa quindi con certezza chi lo ha formulato e non si sa cosa si sta assumendo.
quotidianonet.com, 22/10/2016 08:47
La resurrezione degli enti-zombie. Venti miliardi di privilegi immortali – Politica – quotidiano.net
La resurrezione degli enti-zombie. Venti miliardi di privilegi immortali La resurrezione degli enti-zombie. Venti miliardi di privilegi immortali Uno spreco senza fine, dai palafrenieri siciliani ai centri anti-analfabeti di GIOVANNI ROSSI Matteo Renzi (Ansa) 4 min Roma, 22 ottobre 2016 – QUANTI sono gli enti ‘inutili’? «Chiudiamoli». La magnifica idea che periodicamente affiora nel governo del Paese per ora è sempre rimasta tale. Chi ha provato, ha desistito. Già, perché la più inestricabile giungla del sottopotere è diventata parte integrante e sostanziale dell’ Italia che non cambia. A leggere certi nomi il sorriso è spontaneo, però diventa rabbia alla notizia del conto complessivo. Soggetti come il Centro studi transfrontalieri del Comelico, l’ Opera nazionale dei figli degli aviatori o l’ istituto regionale per le Ville Tuscolane – e i loro fratelli benemeriti, da nord a sud, isole comprese – costano globalmente alla collettività «da 10 a 20 miliardi l’ anno». Questa, almeno, è la stima riassuntiva di chi ha provato a cimentarsi sulla scivolosissima questione. Tanto per cominciare nessuno sa, con precisione, quali e quanti siano gli enti effettivamente ‘inutili’. Si va dai 500 denunciati dal Codacons ai 550 censiti dal governo Monti, agli oltre 3.000 fatti balenari dall’ Upi nei giorni in cui la battaglia per la sopravvvivenza delle Province suggeriva l’ indicazione un po’ carogna di altre vittime che placassero il legislatore – e la gente. Chi ha ragione? Se contare le stelle può essere divertente, contare i carrozzoni pubblici un po’ meno, soprattutto in mancanza di universali unità di misura. Ma se si includono le sedi periferiche delle tante strutture che punteggiano il Paese, la quota non può che lievitare nella fascia alta delle stime. UN SOTTOBOSCO speciale abbranca l’ Italia. Prendiamo l’ Unione nazionale per la lotta contro l’ analfabetismo, primo presidente Francesco Saverio Nitti. Oggi continua imperterrita la sua missione dalla sede romana di Palazzo Sora, in Corso Vittorio Emanuele II, e dalle sue sedi locali: 35 Centri di Cultura per l’ Educazione permanente, da Pescia a Oristano, che hanno ricevuto persino l’ encomio dell’ Unesco. Secondo l’ Istat, l’ analfabetismo oggi in Italia affligge appena l’ 1% della popolazione. Bene. L’ Unla vira su corsi di italiano per gli stranieri e di computer e web per gli analfabeti digitali. Essenziale nell’ Italia 2016? Forse no. Ma l’ essenzialità non è un requisito di legge. E la patente di ‘inutilità’ – dopo anni di lavoro – non è così facile da affibbiare. Certo, alcuni soggetti gridano vendetta già dal nome: l’ Ente campano per lo studio dei materiali plastici e per i poteri di difesa dalla corrosione, per esempio, è in liquidazione. Altri hanno perso aderenza, ma mantegono organismi dirigenti, sindaci revisori, patrimoni mobiliari, immobiliari e personale che non può essere lasciato a spasso. Come gli incolpevoli 40 palafrenieri della tenuta siciliana dell’ Ambelìa: sono sopravvissuti alla progressiva diminuzione degli stalloni arabi che erano l’ orgoglio dell’ Istituto incremento ippico, ora a rischio di incorporazione nell’ Ente sviluppo agricolo siciliano. Operazione stoppata dalla politica. Senza dimenticare che chiudere un ente, tra nomina di commissari e procedure di liquidazione, può esser nell’ immediato più costoso che tenerlo in vita (con le sue clientele). CHE la normativa taglia-enti sia un ginepraio è assodato e condiviso. Nell’ ottobre 2013 gli uffici della Camera hanno dato alle stampe un dossier tematico di 74 pagine. A pagina 14, paragrafo 5.1, sta scritto così: «L’ effetto combinato delle criticità fin qui rilevate ha di fatto impedito che l’ andamento della normativa taglia enti procedesse in modo ordinato e coerente, forse in assenza di una strategia di fondo unitaria e di una chiara visione d’ insieme degli interventi da mettere in atto». Tre anni dopo, nessuna novità. di GIOVANNI ROSSI.
giovanni rossi
Cronache di Caserta, 22/10/2016 08:15
Nuovo sondaggio: se si votasse oggi la percentuale dei contrari si attesterebbe al 51,5%
in parlamento denuncia a 5 stelle: “nessuno vuole tagliarsi lo stipendio”
ROMA (cm) – “Quando, in Parlamento, si tratta di accogliere la nostra proposta e di tagliarsi gli stipendi, sono sempre tutti d’ accordo nel respinger la”: lo affermano i deputati M5S della commissione Affari costituzionali della Camera e il riferimento è a quanto accaduto giovedì sera quando, nell’ Ufficio di presidenza, quasi tutti i gruppi hanno votato compatti, Lega compresa, nel mandare in Aula il testo della Pdl a prima firma Lombardi, sul taglio delle indennità ai parlamentari, senza poter discutere gli emen ROMA – Non è passata neanche 24 ore che la battaglia è ricominciata: il ricorso del Codacons per eccesso di giurisdizione relativo al quesito referendario presentato alle Sezioni Unite della Cassazione, sarà esaminato in udienza pubblica il 15 novembre. Lo ha stabilito ieri la stessa Suprema rentino Lorenzo Falchi, il consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni, Valdo Spini, l’ ex segretario della Cgil fiorentina Mauro Fuso, l’ ex parlamentare Pd Michele Ventura, oltre a rappresentanti locali della sinistra come Tommaso Grassi e Tommaso Fattori hanno appena sottoscritto un documento sulle ragioni del no. E hanno anche annunciato di promuovere la massima partecipazione a varie iniziative pubbliche che si svolgeranno a Firenze per promuovere il no al referendum, tra le quali: il 26 ottobre all’ Obi Hall con la presenza del segretario della Cgil Susanna Camusso e del costituzionalista Ugo De Siervo, e il 10 novembre con quella di Massimo D’ Alema.
Cronache di Caserta, 22/10/2016 08:15
roma sinistra e piddini di sesto fiorentino firmano un documento e portano d’ alema a fare campagna elettorale contro il premier
Referendum, il fronte del no a casa di Renzi
mo referendum”, si legge nel decreto di fissazione, dispone che il ricorso debba “essere trattato al più presto” e indica la data del prossimo 15 novembre. La consigliere Angelina Maria Perrino sarà relatrice. Il Codacons ha presentato anche un altro ricorso in Cassazione, all’ Ufficio centrale per il referendum, chiedendo la correzione del quesito. Sul fronte politico, invece, si procede per conferme: anche per il nuovo sondaggio condotto dall’ Istituto Ixè i No sorpassano i Sì e si portano in vantaggio dopo due settimane di parità: 38% per i No, 37% per i Sì, 25% di indecisi. Rapportato a cento abbiamo 50,7% per i No e 49,3% per i Sì. Una notizia, questa, che non fa altro che confermare il trend sottolineato da tutte le case di sondaggi: i No sono in netto vantaggio sui Sì. Se si andasse a votare oggi al referendum confermativo il No avrebbe il 51,5% e il Sì si fermerebbe al 48,5%. “Quindi, contrario. E se anche una casa di sondaggi come l’ Istituto Ixè, che da sempre dava i Sì in sensibile vantaggio, è costretta a evidenziare il sorpasso dei No per Renzi non c’ è speranza, non c’ è endor netta. E sarà difficile da digerire anche la mobilitazione che il fronte del no ha avviato in casa del premier Matteo Renzi, a Firenze. Il sindaco di Sesto Fio.
Il Quotidiano della Calabria (ed. Cosenza), 22/10/2016 05:31
tiene banco tra i fan del programma dopo il no del gruppo alla gara
X Factor, scoppia il caso Jarvis
ROMA – «Una vicenda paradossale». Così Andrea Rosi, presidente di Sony Italia, definisce il «caso» che sta tenendo banco da giovedì sera tra i fan di X Factor, quando la band dei Jarvis a sorpresa, a fine puntata e con un posto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», è stata la versione ufficiale data dal conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Face book, poi rimosso. Si parla di un contratto capestro «al buio», per cinque album. Ma la Sony non ci sta e bolla la polemica come «pura speculazione». «Tutto questo è paradossale – dichiara all’ ANSA Rosi -. Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor. In 10 anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Secondo il regolamento previsto da Sony, la prelazione sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni». «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento«aggiunge FremantleMedia Italia, la società che produce X Factor e detentrice dei diritti sul format. «Tutti coloro che accedono alle audition sottoscrivono li beramente un impegno a firmare con Fremantle e Sony i contratti previsti dal regolamento come condizione essenziale per la partecipazione alla fase live della gara. Si tratta di contratti utilizzati in tutte le edizioni di X Factor del mondo che garantiscono la piena tutela degli artisti». «Sono numerosi i big della musica nazionale e internazionale che sono emersi grazie a X Factor senza subire alcun danno né limitazione nelle loro carriere, ma anzi utilizzando al meglio le potenzialità di successo garantite dallo show. FremantleMedia Italia S.p.A. si riserva il diritto di agire in tutte le sedi opportune ».Ma il Codacons invece sostiene che «lasciano increduli le indiscrezioni su quanto è accaduto al complesso dei Jarvis durante la gara canora di X Factor» e chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni.
andrea rosi
Gazzetta di Parma, 22/10/2016 05:16
tv la band ha abbandonato la gara: «ci e’ stato impedito di continuare»
I Jarvis lasciano X Factor, scoppia il caso
ROMA II «Una vicenda paradossale». Così Andrea Rosi, presidente di Sony Italia, definisce il «caso» che sta tenendo banco da giovedì sera tra i fan di X Factor, quando la band dei Jarvis a sorpresa, a fine puntata e con unposto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», è stata la versione ufficiale data dal conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di con in un post su Facebook, poi rimosso. Si parla di un contratto capestro «al buio», per cinque album. Ma la Sony non ci sta e bolla la polemica come «pura speculazione». «Tutto questo è paradossale -dichiara Rosi -. Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor. In 10 anni non si è mai lamentato nessuno. libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Secondo il regolamento previsto da Sony, la «prelazione» sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni». «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento aggiunge FremantleMedia Italia, la società che produce X Factor e detentrice dei diritti sul format. «Tutti coloro che accedono alle audition sottoscrivono liberamente un impegno a firmare con Fremantle e Sony i contratti previsti dal regolamento come condizione essenziale per la partecipazione alla fase live della gara. Si tratta di contratti utilizzati in tutte le edizioni di X Factor del mondo che garantiscono la piena tutela degli artisti». «Sono numerosi i big della musica nazionale e internazionale che sono emersi grazie a X Factor senza subire alcun danno nè limitazione nelle loro carriere, ma anzi utilizzando al meglio le potenzialità di successo garantite dallo show. Fremantle Media Italia Spa. si riserva il diritto di agire in tutte le sedi opportune per tutelare l’ immagine del programma dagli attacchi strumentali di chiunque cerchi in tal modo di ottenere visibilità a buon mercato». Ma il Codacons invece sostiene che «lasciano increduli le indiscrezioni su quanto è accaduto al complesso dei Jarvis durante la gara canora di X -Factor» e chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni «dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi per coloro che pagano l’ abbonamento alla pay -tv per assistere al talent di Sky». Facendo riferimento alle voci, smentite da Sony, per cui alla band sarebbe stato chiesto di firmare un contratto per cinque album, l’ associazione dei consumatori ritiene che «se i fatti sono veri, al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti». ILa puntata di giovedì sera su Sky Uno è la migliore puntata di Home Visit nella storia di X Factor e il terzo migliorascolto di sempre peril programma in onda su Sky.* R. S.
andrea rosi
Cronache di Napoli, 22/10/2016 05:15
roma sinistra e piddini di sesto fiorentino firmano un documento e portano d’ alema a fare campagna elettorale contro il premier
Referendum, il fronte del no a casa di Renzi
nuovo sondaggio: se si votasse oggi la percentuale dei contrari si attesterebbe al 51,5%
di Maria Bertone rentino Lorenzo Falchi, il consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni, Valdo Spini, l’ ex segretario della Cgil fiorentina Mauro Fuso, l’ ex parlamentare Pd Michele Ventura, oltre a rappresentanti locali della sinistra come Tommaso Grassi e Tommaso Fattori hanno appena sottoscritto un documento sulle ragioni del no. E hanno anche annunciato di promuovere la massima partecipazione a varie iniziative pubbliche che si svolgeranno a Firenze per promuovere il no al referendum, tra le quali: il 26 ottobre all’ Obi Hall con la presenza del segretario della Cgil Susanna Camusso e del costituzionalista Ugo De Siervo, e il 10 novembre con quella di Massimo D’ Alema. ROMA – Non è passata neanche 24 ore che la battaglia è ricominciata: il ricorso del Codacons per eccesso di giurisdizione relativo al quesito referendario presentato alle Sezioni Unite della Cassazione, sarà esaminato in udienza pubblica il 15 novembre. Lo ha stabilito ieri la stessa Suprema Corte, che “trattandosi di materia elettorale attinente al prossi mo referendum”, si legge nel decreto di fissazione, dispone che il ricorso debba “essere trattato al più presto” e indica la data del prossimo 15 novembre. La consigliere Angelina Maria Perrino sarà relatrice. Il Codacons ha presentato anche un altro ricorso in Cassazione, all’ Ufficio centrale per il referendum, chiedendo la correzione del quesito. Sul fronte politico, invece, si procede per conferme: anche per il nuovo sondaggio condotto dall’ Istituto Ixè i No sorpassano i Sì e si portano in vantaggio dopo due settimane di parità: 38% per i No, 37% per i Sì, 25% di indecisi. Rapportato a cento abbiamo 50,7% per i No e 49,3% per i Sì. Una notizia, questa, che non fa altro che confermare il trend sottolineato da tutte le case di sondaggi: i No sono in netto vantaggio sui Sì. Se si andasse a votare oggi al referendum confermativo il No avrebbe il 51,5% e il Sì si fermerebbe al 48,5%. “Quindi, nonostante la spaventosa invasione mediatica di Renzi, i Sì continuano a calare, e i No continuano a mantenere o guadagnare i punti di vantaggio – ha fatto nota re il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta Evidentemente gli effetti speciali delle ultime settimane (Obama, Equitalia, pensioni, ponte sullo stretto, condoni, di tutto di più) non hanno prodotto alcun risultato, anzi, hanno prodotto l’ effetto contrario. E se anche una casa di sondaggi come l’ Istituto Ixè, che da sempre dava i Sì in sensibile vantaggio, è costretta a evidenziare il sorpasso dei No per Renzi non c’ è speranza, non c’ è endor netta. E sarà difficile da digerire anche la mobilitazione che il fronte del no ha avviato in casa del premier Matteo Renzi, a Firenze. Il sindaco di Sesto Fio.
maria bertone
La Stampa, 22/10/2016 05:06
Jarvis: prima promossi, poi la fuga A X Factor addio con giallo e polemiche
diventa un caso la rinuncia del gruppo, “non volevano firmare per cinque album” il codacons chiede un’ indagine sulle regole del talent, il pubblico insorge
L a decima edizione di X Factor stava andando benissimo, senza intoppi e con i nuovi entrati Alvaro Soler, e soprattutto Manuel Agnelli, capaci di attrarre folle di telespettatori. Da ieri questa serenità non c’ è più. Il Codacons ha chiesto «un’ indagine della Procura e dell’ Autorità Garante per le Telecomunicazioni per violazione dei termini della gara poiché il “sistema dei talent” ha bisogno di qualcuno che ne controlli la correttezza soprattutto dell’ iter seguito dai concorrenti». Il motivo di tale levata di scudi? La band Jarvis, che ha partecipato alle audizioni, superato le selezioni ma al momento di passare al serale nella squadra di Alvaro Soler ha abbandonato la competizione. Alessandro Cattelan in trasmissione ha spiegato l’ abbandono con un laconico «motivi personali», ma secondo molte voci, smentite da Sony (la casa discografica proprietaria del formato X Factor ), per partecipare al serale sarebbe stato chiesto alla band di firmare un contratto per ben cinque album. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso. La Sony non ci sta e bolla la polemica come «pura speculazione». «Tutto questo è paradossale – dichiara il numero uno dell’ azienda Andrea Rosi -. Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che vi partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole note in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor . Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non ha nno voluto sottoscrivere il contratto». L’ Associazione dei consumatori però non ci sta e fa sapere che «se i fatti sono veri, al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti». A sua volta il manager dei Jarvis, Larsen Premoli, ha usato la sua pagina Facebook per ribattere a chi imputava ai Jarvis una retromarcia dovuta a un contratto discografico pregresso: «A differenza di quanto riportato da alcuni non ci sono e non sono mai esistiti contratti discografici precedenti». Premoli ha infatti spiegato di aver accettato di rappresentare i Jarvis in qualità di manager solo per permettere ai ragazzi di partecipare a X Factor : «Un articolo del contratto di partecipazione dichiara che, laddove non si abbia in essere un contratto manageriale, se ne dovrà sottoscrivere uno con la casa di produzione televisiva». Anche FremantleMedia Italia, la società che produce X Factor e detiene i diritti sul format nel mondo è intervenuta sul «caso Jarvis»: «Da parte nostra c’ è assoluta regolarità e trasparenza per lo svolgimento della gara nel pieno rispetto del regolamento. FremantleMedia Italia S.p.A. si riserva il diritto di agire in tutte le sedi opportune per tutelare l’ immagine del programma dagli attacchi strumentali di chiunque cerchi in tal modo di ottenere visibilità a buon mercato». L’ impressione è che la storia non finirà qui. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
luca dondoni
La Sicilia, 22/10/2016 05:01
Colpo di scena a X Factor: i Jarvis rinunciano
«non accettiamo questi contratti capestro». sony: «pura speculazione»
MILANO. Non è ancora cominciata la fase live dell’ edizione del decennale di X Factor e già divampano le polemiche. Alimentate dai sussurri social in forma di post su Facebook, le vicende “svelate” da due dei concorrenti del talent show di Sky stanno tenendo banco molto più delle performance delle aspiranti popstar e della dialettica del quartetto di giudici. Se il primo a rompere il muro del silenzio era stato il metallaro avellinese Danilo D’ Ambrosio con la sua denuncia sul montaggio fazioso della sua esibizione, ieri è toccato ai Jarvis, o meglio al loro manager non legato ad alcun patto di riservatezza con la produzione di X Factor, lanciare i propri strali contro il programma che mette in palio un contratto per realizzare un disco con la Sony Music. I FATTI. Nella puntata di giovedì, quella delle cosiddette “home visit”, nella quale ciascun giudice deve scegliere tre concorrenti da portare alla fase live, la band milanese dei Jarvis, già vincitrice dei Best New Generation Artist agli MTV Music Awards 2016, a sorpresa, a fine puntata e con un posto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», è stata la versione ufficiale data dal conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso. Ma utile a far crescere la curiosità pienamente soddisfatta, ieri, da una lunghissima spiegazione pubblicata dal sito L’ inkiesta, che aveva come fonte il produttore indipendente e manager del gruppo Larsen Premoli, che ha parlato di un contratto capestro «al buio», per cinque album. LA RISPOSTA. Così come era accaduto per il caso D’ Ambrosio, la cui risposta da parte della produzione del talent show era arrivata prontamente, anche stavolta la replica non si è fatta attendere. «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento. Tutti coloro che accedono alle audition sottoscrivono liberamente un impegno a firmare con Fremantle e Sony i contratti previsti dal regolamento come condizione essenziale per la partecipazione alla fase live della gara. Si tratta di contratti utilizzati in tutte le e dizioni di X Factor del mondo che garantiscono la piena tutela degli artisti», dichiara Fremantle, la società che detiene i diritti e produce il programma per conto di Sky. A dire la propria in quanto chiamata direttamente in causa, è anche Sony Music Italia che ha liquidato tutta la polemica come «pura speculazione» e «vicenda paradossale». «Da sempre, a tutela della professionalità dello show, ai 12 concorrenti che approdano ai live viene chiesto di firmare un contratto con noi. I Jarvis non l’ hanno fatto. Noi non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza stumentalizzazioni», ha spiegato il presidente di Sony Music Italia, Andrea Rosi. IL CODACONS. La spiegazione non è bastata al Codacons che chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni. MARIELLA CARUSO.
La Voce di Romagna, 22/10/2016 05:00
Il ministro: “Rimini è un caso nazionale”
vaccini sì vaccini no la lorenzin a roma: “copertura al 65%, così viene messa a rischio la salute della popolazione”
che nell’ ottobre scorso ne a -polemiche legate alla proiezione al Mulveva parlato il vicesindaco tiplex Le Befane di Rimini del documenGloria Lisi. “Ci sono già molti asili che chiedono la vaccinazione prima di iscrivere i bambini – ha detto la titolare del dicastero alla Sanità – E quello dell’ Emilia Romagna è un caso a cui guardiamo con interesse. Ricordo che in alcune città, come Rimini, la copertura vaccinale è sotto il 65%. Con queste percentuali viene messa a rischio la salute dell’ intera popolazione”. Parole rese note ieri a Roma a margine della cerimonia per il conferimento delle medaglie al merito della sanità pubblica. Nulla di nuovo sotto i ponti, per carità. A parte l’ ennesima figuraccia nazionale, ma siamo abituati anche a questo. Intanto tiene banco ancora Vaxxed, il film contestato che non sarò proiettato a Rimini ma non lo sarà neppure a San Marino. Sembrava ieri mattina che fosse il Titano la destinazione individuata. Alle 13,25 arriva quest comunicato. Vaxxed di Andrew Wakefield sarà proiettato al Palace Hotel (Via 5 Febbraio) di Serravalle RSM domenica 23 ottobre alle ore 18 e 21 in collaborazione con le associazioni pro -choice e Codacons. Presenti per l’ occasione il regista e la produttrice Francesca Alesse. (ingresso libero.
La Voce di Romagna, 22/10/2016 05:00
referendum
Qualcuno ci spieghi
chiunque, non segua gli stessi loro schemi, o abbia idee diverse, oppure verso chi cerchi di contrapporsi dando il proprio parere in merito! Passano così ad offendere pesantemente, tanto per rendersi visibili e per apparire grandi e in grado di dettare legge, senza rendersi conto che la grandezza è fatta d’ intelligenza, sensibilità, disponibilità, educazione e comprensione! E quello che mi stupisce e mi sgomenta ancora di più è che non c’ è differenza alcuna fra uomini e donne, molte hanno perso la gentilezza e la dolcezza che ci ha sempre contraddistinte. Temo sempre più una grave regressione del genere umano, tutto questo non porterà a nulla di buono!! Fiordaliso -Classe Ho letto alcuni articoli di opinionisti sul tema del Referendum del 4 dicembre prossimo. Una parte di loro ha pubblicizzato il sì e altri il no sostenendo tesi che non hanno specificato il senso del sì e del no. Si contano sulle punte delle dita coloro che votano con scienza e coscienza e sanno cosa votano perchè hanno studiato e capito i vari quesiti da votare, mentre la maggior parte della gente e lo si vede anche dalle interviste in Tv, si recano a votare ma non sanno un fico secco per cosa votano, ma solo per risposta al partito di appartenenza. E’ inutile, nascondersi dietro a un dito. Sarei felice se un opinionista spiegasse i vari quesiti che ospita questo Referendum per far capire alla gente cosa vanno a cambiare, se sono legittimi e conformi alla Legge. Non peraltro le opposizioni hanno fatto ricorso al Tar del Lazio per l’ incostituzionalità di questo referendum che è stato rigettato perché inammissibile per difetto di giurisdizione e senza entrare nel merito. Il ricorso, ora, verrà presentato alla Corte Costituzionale o presso la Cassazione dove pende il ricorso del Codacons. Questi sono i fatti. Ma c’ è di più. I tanti anziani che andranno a votare che hanno raggiunto l’ otttantina, senza nulla togliere alla loro saggezza, ma quando si troveranno nella cabina, sapranno per chi votare o saranno stati guidati dalla famiglia? A mio avviso questo referendum l’ ha fortemente voluto il Presidente del Consiglio Renzi, per cui, aveva sentenziato che se lo avesse perso, si sarebbe dimesso (le solite bugie), ma sicuro di vincerlo perchè convinto dell’ appoggio degli italiani che invece, non sono convinti per nulla e nemmeno una parte del PD per cui, non mi vorrei sbagliare, ma si preannucia una disfatta stando stando a certe dichiarazioni di eminenti personaggi della politica e non. Albino Orioli.
La Repubblica (ed. Torino), 22/10/2016 04:17
Un piemontese su cinque alle prese con un prestito Crescono i “vulnerabili”
REGIONE MEGLIO DEL RESTO D’ ITALIA MA C’ È UN LIEVE PEGGIORAMENTO CARTELLE, richieste di pignoramento, pressioni da parte dei funzionari dei “recupero crediti”. Il problema delle difficoltà nel rispettare le scadenze dei debiti assilla molte famiglie piemontesi. Non tutti si trovano in circostanze drammatiche che possono spingere a gesti estremi come la tragedia di ieri a Mirafiori, ma secondo gli ultimi dati di Bankitalia più di un piemontese su cinque è indebitato per un mutuo o per un credito al consumo. E le situazioni considerate “finanziariamente vulnerabili”, cioè per le quali le rate superano il 30% del reddito, sono cresciute dall’ 1,3 all’ 1,6%: «Sono i valori comunque più bassi all’ interno delle varie macroaree del Nord Italia – spiegano i tecnici nel rapporto di giugno sulle economie regionali – ma è aumentata anche la frequenza dei pagamenti in arretrato di almeno un giorno per le rate del mutuo, passando dal 2,3% al 5,7». Una situazione evidente a chi tutti i giorni si occupa di fornire assistenza agli “indebitati” come le associazioni dei consumatori: «La percezione è che sempre più famiglie si sono dovute rivolgere al credito, in particolare quello al consumo, anche solo per mantenere gli standard di vita precedenti alla crisi – conferma Tiziana Sorriento, avvocato e presidente piemontese del Codacons – Per fortuna non tutti arrivano a scelte drammatiche come quelle raccontate negli episodi di cronaca, ma questa è un po’ la fotografia di una situazione che per molti diventa sempre più difficile da gestire». I dati della banca centrale non mettono il Piemonte tra le regioni più a rischio insolvenza, ma complice la perdita del lavoro è aumentata anche l’ incidenza delle famiglie “potenzialmente illiquide”, cioè che hanno entrate minori delle spese sostenute per pagare le rate e riuscire a garantire i livelli di vita essenziali di tutti i componenti. Queste sono infatti passate al 2,5% del totale e rischiano di sprofondare nella povertà. Alcune soluzioni per mettere un freno al circolo vizioso dell’ indebitamento ci sono: «Molti si rivolgono a noi perché non riescono a gestire i rapporti con le società finanziarie che hanno fornito loro i soldi – continua l’ avvocato Sorriento – A questi diamo supporto, controllando innanzitutto che le procedure seguite siano corrette: già così si può riuscire ad avere riduzioni delle rate mensili di alcune centinaia di euro, ma poi si possono ottenere anche dilazioni e sospensioni temporanee dei versamenti». A tutto questo si aggiungono da alcuni anni le procedure contro il sovra-indebitamento che consentono anche ai consumatori di arrivare a un azzeramento di quanto dovuto ai creditori: «C’ è una certa confusione su queste norme e la loro attuazione è stata problematica, ma ora lo strumento per riuscire a cancellare il debito c’ è – assicura la legale – Ci si deve rivolgere al tribunale mettendo a disposizione dei creditori tutto quanto si possiede: è un modo per mettere un punto fermo e cercare di ripartire. Si tratta di una soluzione estrema, ma che può ridare speranza a chi si sente strozzato dalle richieste di pagamento ». (j. r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Il 2,5 per cento delle famiglie ha entrate minori delle spese sostenute per pagare le scadenze e rischia di scivolare nella povertà IL FENOMENO Le situazioni “finanziariamente vulnerabili”, dove le rate superano il 30% del reddito, sono salite da 1,3 a 1,6%
Giornale di Brescia, 22/10/2016 04:17
L’ ombra di un contratto «al buio» La band: «Chiariremo» Sony: «Un paradosso»
a «Una vicenda paradossale». Così Andrea Rosi, presidente di Sony Italia, definisce il «caso» che sta tenendo banco da giovedì sera tra i fan di X Factor, quando la band dei Jarvis a sorpresa, a fine puntata e con un posto ormai conquista questo è paradossale – afferma Rosi -. Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ailive, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. In 10 anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Secondo il regolamento previsto da Sony, la «prelazione» sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni». «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento» aggiunge FremantleMedia Italia, la società che produce X Factor e detentrice dei diritti sul format. Interventi. Si fa sentire anche il Codacons, che chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni: «Lasciano increduli le indiscrezioni su quanto è accaduto al complesso dei Jarvis durante la gara canora di X Factor. Comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi». Facendo riferimento alle voci sul contratto, smentite da Sony, l’ associazione ritiene che «se i fatti sono veri, al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti». //
andrea rosi
Il Secolo XIX, 22/10/2016 04:16
il caso nella trasmissione su sky
Jarvis: prima promossi, poi la fuga A “X Factor” addio con polemiche
diventa un giallo la rinuncia del gruppo: «non volevano firmare per 5 album» il codacons chiede un’ indagine sulle regole del talent: «risarcite gli abbonati»
MILANO. La decima edizione di “X Factor” stava andando benissimo, senza intoppi e con i nuovi entrati Álvaro Soler, e soprattutto Manuel Agnelli, capaci di attrarre folle di telespettatori. Da ieri questa serenità non c’ è più. Il Codacons ha chiesto «un’ indagine della Procura e dell’ Autorità Garante per le Telecomunicazioni per violazione dei termini della gara poiché il “sistema dei talent” ha bisogno di qualcuno che ne controlli la correttezza soprattutto dell’ iter seguito dai concorrenti». Il motivo di tale levata di scudi? La band Jarvis, che ha partecipato alle audizioni, superato le selezioni ma al momento di passare al serale nella squadra di Álvaro Soler ha abbandonato la competizione. Alessandro Cattelan in trasmissione ha spiegato l’ abbandono con un laconico «motivi perso nali», ma secondo molte voci, smentite da Sony (la casa discografica proprietaria del formato “X Factor”), per partecipare al serale sarebbe stato chiesto alla band di firmare un contratto per ben cinque album. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso. La Sony non ci sta e bolla la polemica come «pura speculazione». «Tutto questo è paradossale» dichiara il numero uno dell’ azienda Andrea Rosi «da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che vi partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole note in tutti i Paesi in cui viene trasmesso “X Factor”. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». L’ Associazione dei consumatori però non ci sta e fa sapere che «se i fatti sono veri, al pubblico è stata data una rappresentazione fal sata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti». A sua volta il manager dei Jarvis, Larsen Premoli, ha usato la sua pagina Face book per ribattere a chi imputava ai Jarvis una retromarcia dovuta a un contratto discografico pregresso: «A differenza di quanto riportato da alcuni non ci sono e non sono mai esistiti contratti discografici precedenti». Premoli ha infatti spiegato di aver accettato di rappresentare i Jarvis in qualità di manager solo per permettere ai ragazzi di partecipare a “X Factor”: «Un articolo del contratto di partecipazione dichiara che, laddove non si abbia in essere un contratto manageriale, se ne dovrà sottoscrivere uno con la casa di produzione televisiva». Anche FremantleMedia Italia, la società che produce “X Factor” e detiene i diritti sul format nel mondo è intervenuta sul “caso Jarvis”: «Da parte nostra c’ è assoluta regolarità e trasparenza per lo svolgimento della gara nel pieno rispetto del regolamento. FremantleMedia Italia S.p.A. si riserva il diritto di agire in tutte le sedi opportune per tutelare l’ immagine del programma dagli attacchi strumentali di chiunque cerchi in tal modo di ottenere visibilità a buon mercato». L’ impressione è che la storia non finirà qui.
Corriere Adriatico (ed. Pesaro), 22/10/2016 04:07
Il Codacons incontra gli obbligazionisti Workshop con il Codacons che incontra gli …
Il Codacons incontra gli obbligazionisti Workshop con il Codacons che incontra gli obbligazionisti Banca delle Marche per aggiornamenti e delucidazioni sulle procure di rimborso Il Codacons, ritenendo che rientri tra i doveri dell’ associazione favorire l’ informazione anche delle persone anziane, sta organizzando assemblee dedicate anche per comunicare loro gli aggiornamenti di questi ultimi mesi, soprattutto a seguito del Regolamento del Fondo di Solidarietà approvato dal Fitd in data 1 agosto 2016, in attuazione della Legge 119 del 30 giugno 2016. L’ appuntamento è per oggi alle 10.30 a Sant’ Abbondio nella sala del Consiglio e alle 15,30 17,30 a Urbino nella sala Castellani ubicata al primo piano del Palazzo del Collegio Raffaello La danza contatto e la comunicazione La danza contatto e la comunicazione non verbale come prevenzione alla violenza a cura dell’ Associazione Indipendance con la partecipazione di Lara Martelli. L’ iniziativa è inserita nel calendario della campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne M’ ama non m’ ama. Appuntamento oggi alle ore 14 nella palestra Ics Bramante Niente panico con Luca Avagliano Dopo il successo romano Luca Avagliano porta in tournèe il suo spettacolo Niente Panico vaneggiamenti di un patafisico involontario. Appuntamento stasera al Teatro Perugini di Apecchio, alle 21 storico teatro marchigiano all’ interno di Palazzo Ubaldini. Il ChocoFest continua A Urbino è in pieno svolgimento ChocoFest. Lo sarà fino a domani in piazza della Repubblica e piazza San Francesco con Cooking Shows, mostra mercato, lezioni sul cioccolato per grandi e piccoli, e laboratori per i bambini.
La Verità, 22/10/2016 04:00
Prime sanzioni ai medici anti vaccini
provvedimenti disciplinari per tre professionisti da parte degli ordini di treviso, venezia e firenze. il codacons fa ricorso: «ritorno ai tempi dell’ inquisizione»
12 3 Cala la mannaia sui medici anti vaccini. Arrivano i primi provvedimenti disciplinari dopo la dura presa di posizione della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), che ha invitato a sanzionare il comportamento dei medici che sconsigliano le vaccinazioni. In un’ intervista al giornale Doctor 33, il segretario della Fnomceo, Luigi Conte, spiega che molti presidenti hanno cominciato ad aprire procedure disciplinari contro i camici bianchi che sostengono la pericolosità dei vaccini. Tre i casi aperti: a Treviso, Firenze e Venezia. Adottare il pugno duro, spiega il presidente, è una strada obbligata: «Siamo sotto l’ occhio di osservazione dell’ Oms, perché la soglia di copertura vaccinale del nostro Paese è troppo bassa». E a favore delle vaccinazioni scendono in campo le farmacie di Milano, Lodi e Monza Brianza, schierate contro gli scettici. Nelle 625 farmacie private della provincia di Milano e nelle 196 di Lodi e Monza cartelli e locandine ricordano l’ importanza di vaccinarsi. «I farmacisti sono in prima linea a promuovere l’ uso dei vaccini e a consigliare i cittadini, resi dubbiosi da campagne mediatiche di disinformazione – scandisce Annarosa Racca, presidente di Federfarma -. Nell’ inverno scorso l’ epidemia influenzale ha fatto più morti: a causa di informazioni errate e del ritiro di un lotto di un vaccino le persone si sono vacci nate di meno». Ma la guerra continua. Il Coda cons ha denunciato al Tar la Fnomceo, il ministero della Salute e l’ Aifa, chiedendo il ritiro del documento che prevede le sanzioni. E annuncia ricorsi: «Così si torna ai tempi bui dell’ Inquisizione», tuona l’ associazione consumatori, che nei prossimi giorni promuoverà nelle sale la proiezione del film sui vaccini Vaxxed: il film che non vogliono che tu veda. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/10/2016 04:00
il caso per la major la loro è «pura speculazione»
I Jarvis a X Factor: «Il rifiuto del contratto discografico la vera causa del nostro ritiro» Ma la Sony respinge l’ accusa
Una vicenda paradossale». Così An drea Rosi, presidente di Sony Italia, definisce il «caso» che sta tenendo banco da giovedì sera tra i fan di X Factor, quando la band dei Jarvis a sorpresa, a fine puntata e con un posto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», è stata la versione ufficiale data dal conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso. Si parla di un contratto capestro «al buio», per cinque album. Ma la Sony non ci sta e bolla la polemica come «pura speculazione». «Tutto questo è paradossale – dichiara Rosi -. Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor. In 10 anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Secondo il regolamento previsto da Sony, la «prelazione» sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni». «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento» aggiunge Fremantle Media Italia, la società che produce X Factor e detentrice dei diritti sul format. «Tutti coloro che accedono alle audition sottoscrivono liberamente un impegno a firmare con Fremantle e Sony i contratti previsti dal regolamento come condizione essenziale per la partecipazione alla fase live della gara. Si tratta di contratti utilizzati in tutte le edizioni di X Factor del mondo che garantiscono la piena tutela degli artisti». «Sono numerosi i big della musica nazionale e internazionale che sono emersi grazie a X Factor senza subire alcun danno né limitazione nelle loro carriere, ma anzi utilizzando al meglio le potenzialità di successo garantite dallo show. FremantleMedia Italia S.p.A. si riserva il diritto di agire in tutte le sedi opportune per tutelare l’ immagine del programma dagli attacchi strumentali di chiunque cerchi in tal modo di ottenere visibilità a buon mercato». Ma il Codacons invece sostiene che «lasciano increduli le indiscrezioni su quanto è accaduto al complesso dei Jarvis durante la gara canora di X -Factor» e chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni «dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi per coloro che pagano l’ abbonamento alla pay -tv per assistere al talent di Sky». Facendo riferimento alle voci, smentite da Sony, per cui alla band sarebbe stato chiesto di firmare un contratto per cinque album, l’ as sociazione dei consumatori ritiene che «se i fatti sono veri, al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti». Intanto le selezioni di X Factor 2016 si chiudono tra numeri record: la puntata di giovedì sera su Sky Uno è la migliore puntata di Home Visit nella storia di X Factor e il terzo miglior ascolto di sempre per il programma in onda su Sky. Sono stati 1.408.773 spettatori medi (+18% rispetto all’ omologa puntata dello scorso anno). E giovedì 27 ottobre si parte con gli appuntamenti live.
Il Tirreno, 22/10/2016 03:57
X Factor, la band passa ma rinuncia
«motivi personali», ma i jarvis smentiscono e scoppia il caso. il codacons: intervengano i magistrati
ROMA «Una vicenda paradossale». Così Andrea Rosi, presidente di Sony Italia, definisce il “caso” che sta tenendo banco tra i fan di X Factor, quando la band dei Jarvis a sorpresa, a fine puntata e con un posto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», è stata la versione ufficiale data dal conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso. Si parla di un contratto capestro “al buio”, per cinque album. Ma la Sony bolla la polemica come «pura speculazione». «Da sempre – dichiara Rosi – ai 12 concorrenti dei live viene chiesto di firmare un contratto. Regole uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor. In 10 anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto firmare». Secondo il regolamento di Sony, la “prelazione” sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. Di «assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara» parla FremantleMedia Italia, la società che produce X Factor e detentrice dei diritti sul format. Ma il Codacons sostiene che «lasciano increduli le indiscrezioni su quanto è accaduto al complesso dei Jarvis» e chiede un’ indagine alla Procura e una verifica dell’ Autorità per le Comunicazioni «dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi per coloro che pagano l’ abbonamento alla pay-tv». «Se i fatti sono veri – scrive il Codacons – al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati a essere risarciti».
andrea rosi
La Nuova Sardegna, 22/10/2016 03:56
“X Factor” al veleno La rabbia degli Jarvis: «Contratto capestro»
la band si ritira dalla gara e lancia accuse su facebook il ventenne sardo diego micheli è stato invece eliminatooggi a sassari “le meraviglie del possibile”
Si chiude a Sassari la terza edizione di “Le meraviglie del possibile”, festival di teatro, arte e nuove tecnologie. Oggi alle 21 al Teatro Civico Kyberteatro presenterà un estratto dallo spettacolo “Gould è l’ arte della fuga”. La regia e la drammaturgia sono di Ilaria Nina Zedda, la co-regia tecnologica di Marco Quondamatteo, in scena Senio Giovanni Barbaro Dattena. A seguire, Andrea Giomi proporrà l’ interactive sound performance “Skin Cage”, in cui l’ artista multimediale (insegna al Centre National de Création Musicale dell’ Università di Nizza) ridefinisce la geografia sensoriale del corpo estendendo, grazie alle percezioni sonore e all’ utilizzo di un raffinato sistema di motion capture, la coscienza dei processi immaginativi legati al movimento. ROMA «Una vicenda paradossale». Così Andrea Rosi, presidente di Sony Italia, definisce il «caso» che sta tenendo banco da giovedì sera tra i fan di “X Factor”, quando la band degli Jarvis a sorpresa, a fine puntata e con un posto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», è stata la versione ufficiale data dal conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso. Si parla di un contratto capestro «al buio», per cinque album. Ma la Sony non ci sta e bolla la polemica come «pura speculazione». «Tutto questo è paradossale – dichiara Rosi -. Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor. In 10 anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Secondo il regolamento previsto da Sony, la “prelazione” sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni». «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento», aggiunge Fremantle Media Italia, la società che produce X Factor e detentrice dei diritti sul format. «Tutti coloro che accedono alle audition – aggiunge – sottoscrivono liberamente un impegno a firmare con Fremantle e Sony i contratti previsti dal regolamento come condizione essenziale per la partecipazione alla fase live della gara. Si tratta di contratti utilizzati in tutte le edizioni di X Factor del mondo che garantiscono la piena tutela degli artisti». Ma il Codacons invece sostiene che «lasciano increduli le indiscrezioni su quanto è accaduto al complesso dei Jarvis durante la gara canora di X-Factor» e chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le comunicazioni «dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi per coloro che pagano l’ abbonamento alla pay-tv per assistere al talent di Sky». Non è riuscito invece a entrare nei dodici Diego Micheli, in arte Pink Gijibae, che si è fermato proprio a un passo dal sogno. Vent’ anni, di Lanusei, studente di lingue orientali, aveva entusiasmato i giudici nelle prime due selezioni ma gli “Home visit” gli sono stati fatali. Concorrente nella categoria “Under uomini”, aveva come giudice di riferimento Arisa che proprio all’ ultimo momento non se l’ è sentita di prenderlo nella sua squadra che da giovedì combatterà nell’ arena del live show. Lui non l’ ha presa male e sui social media ha ringraziato i giudici e tutti quelli che lo hanno supportato fino alla fine.
La Provincia di Como, 22/10/2016 03:17
I canturini IISO tornano a casa Non superano la selezione
Quando lo stile non basta. «Gli IISO per me hanno uno stile molto personale», aveva dichiarato preliminarmente Alvaro Soler a proposito del duo composto da Luca Tommasoni, 31 anni, di Carimate, e Roberto Tagliabue, 32 anni, di Cantù. Si ferma tuttavia agli Home Visit, traguardo di tutto rispetto, la partecipazione del duo elettropop a X Factor 2016: niente Live. La selezione per i gruppi si è svolta a Barcellona, Spagna, città in cui vive Soler. Presente alle esibizioni anche Max Gazzé. Gli IISO hanno arrangiato “A head full of dreams” dei Coldplay, strappando un «wow» a Soler. Non è bastato nemmeno questo. «Oggi non mi avete convinto così tanto – ha detto al momento del verdetto – anche se gli arrangiamenti sono interessanti. Mi spiace veramente per voi perché avete un personalità incredibile». La selezione l’ hanno invece superata i Jarvis. Che però hanno deciso di ritirarsi: non hanno voluto sottoscrivere il contratto con Sony. In genere, come riportato dal “Corriere della Sera”, un impegno da qui ai prossimi cinque album. La Sony ha smentito dicendo che 45 giorni dopo la fine della trasmissione scadono le prelazioni sugli artisti. Comunque, sono stati ripescati i Soul System. Mentre il Codacons è pronto a trascinare in Procura X Factor: è stata chiesa un’ indagine per violazione dei termini della gara. • C. Gal.
L’Eco di Bergamo, 22/10/2016 03:15
«X Factor», non firmano il contratto E i Jarvis si ritirano dalla gara
Si sono concluse fra le polemiche le selezioni di «X Factor», che da giovedì prossimo partirà con la vera e propria gara, trasmessa in diretta su Sky Uno. Quattro giudici – Arisa, Manuel Agnelli, Alvaro Soler, Fedez – e tre concorrenti ciascuno, scelti nel corso dell’ ultima puntata, andata in onda giovedì scorso. Proprio la scelta dei cantanti da portare ai live ha fatto discutere. Non solo per i giudizi discordi sulle squadre messe a punto dai giudici, ma perché una delle band selezionate da Alvaro Soler, i Jarvis, ha deciso di non prendere più parte al programma. Nel corso della puntata di «X Factor», gli autori hanno addotto non meglio specificati «problemi personali» alla rinuncia della giovane boy band milanese. In realtà, come la produzione stessa di Sky ha puntualizzato nella sua pagina Facebook ai fan che chiedevano spiegazioni: «I Jarvis si sono ritirati dopo aver deciso di non firmare il contratto per accedere ai Live di X Factor, contratto standard per tutti i Paesi in cui la trasmissione viene prodotta e per tutte le edizioni andate in onda». E mentre si riservano «il diritto di agire in tutte le sedi opportune per tutelare l’ immagine del programma dagli attacchi strumentali di chiunque cerchi in tal modo di ottenere visibilità a buon mercato», il Codacons chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni «dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi». Quello dei Jarvis non è il primo caso di ragazzi che rinunciano a partecipare al talent per non essere troppo vincolati dal contratto fatto firmare dalla produzione; nel 2013 il duo Mr Rain e Osso aveva rifiutato per le stesse ragioni. Al posto dei Jarvis sul palco di X Factor saliranno i Soul System, quintetto composto da 4 ragazzi di origine ghanese (l’ unico italiano è Alberto Patuzzo), inizialmente escluso dalla rosa dei finalisti. Al di là della polemica – utile a ricordare che X Factor è prima di tutto un programma tv, più che un laboratorio di talenti – si sta delineando una stagione di grandi novità. Tra i giudici, l’ unico superstite rispetto al 2015 è Fedez. Se Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, si è già imposto quale valore aggiunto, giudizi contrastanti arrivano su Arisa (molto contestate le sue scelte già ai bootcamp, la penultima fase di selezione) e Alvaro Soler, idolo delle adolescenti. La differenza la faranno, come sempre, i concorrenti e la cornice allo show, diventato «cult» per la cura dei dettagli e la conduzione impeccabile di Alessandro Cattelan, di nuovo al timone nell’ edizione del decennale. Giovedì prossimo inizia la vera sfida; il 15 dicembre si conoscerà il vincitore.
marina marzulli
Corriere della Sera, 22/10/2016 03:06
la polemica
I Jarvis rifiutano «X Factor»: non firmiamo contratti Il talent: regole da rispettare
C’ è chi li chiama problemi personali, chi tira in ballo questioni legali. Giovedì prossimo «X Factor» si aprirà con l’ eco di un piccolo caso: i Jarvis non parteciperanno al talent di Sky, nonostante Alvaro Soler li avesse scelti per entrare nella sua squadra. «Problemi personali», la versione ufficiale del programma. «Non è vero, faremo presto chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», la replica della band. Milanesi, giovanissimi, belle voci e ciuffi che strizzano l’ occhio alla telecamera. «Si sono ritirati per non firmare un contratto capestro al buio», la spiegazione del loro manager Larsen Premoli. L’ ingresso nel programma dalla porta principale dei Live comporta la firma di svariati contratti, gli stessi per tutti a livello internazionale. Dagli One Direction in giù, fino ai Jarvis. E un impegno discografico con Sony. «Tutti coloro che accedono alle audition sottoscrivono liberamente un impegno a firmare quanto prevede il regolamento della gara» spiega Fremantle, la società che produce «X Factor». La cosa passata ieri per la centrifuga dei social si è gonfiata spingendo anche il Codacons a dire la sua: «Se i fatti fossero veri, al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti». «Ma è pura speculazione» garantisce Andrea Rosi, presidente di Sony Italia. «A tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ci sono regole scritte precise e note a tutti. In dieci anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Secondo il regolamento previsto da Sony, la prelazione sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni».
La Gazzetta dello Sport, 22/10/2016 03:06
ascolti e polemiche
X Factor vola Ma band lascia il programma: scoppia un caso
X Factor mostra i numeri, in attesa dell’ inizio dei live: la puntata di giovedì è stata la migliore di Home Visit nella storia del programma: ci sono stati 1.408.773 spettatori medi (+18% rispetto all’ omologa puntata dello scorso anno). A tenere banco è stato, però, il caso Jarvis, la band, che a fine puntata e con un posto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», è stata la versione ufficiale data dal conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso. Si parla di un contratto capestro «al buio» con Sony, per cinque album. «Tutto questo è paradossale – ha dichiarato il presidente di Sony Music Italia Andrea Rosi -. Da sempre ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso il talent. I Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Sulla polemica è però intervenuto anche il Codacons, che chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni «dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti che pagano l’ abbonamento alla pay-tv». La questione ha infiammato anche i social e ha diviso: c’ è chi ha accusato la band di volere solo farsi pubblicità.
Il Messaggero (ed. Ostia), 22/10/2016 02:40
«Cestini di casa vietati nella mensa»
le ditte che si occupano della refezione replicano alla protesta avviata dai genitori che contestano il caro delle tariffe comunali «solo gli iscritti al servizio possono accedervi» viene chiarito decisione per motivi di sicurezza e per evitare discriminazioni
FIUMICINO Il panino si mangia fuori dalla mensa. La comunicazione ufficiale è arrivata ieri dal dirigente dell’ Area servizi al cittadino del Comune di Fiumicino Roberto Rizzi. Il quale ha inviato alle direzioni didattiche una lettera in cui si precisa che «sino a nuove eventuali disposizioni, i bambini non iscritti a mensa che consumeranno il pasto portato da casa non potranno accedere presso il refettorio». LE NORME Erano state le società che gestiscono le mense delle scuole comunali, la Vivenda e la Cooperativa Solidarietà e Lavoro, a evidenziare come l’ accesso ai refettori fosse consentito «solo e soltanto agli utenti regolarmente inscritti al servizio di refezione», per rischi legati alla sicurezza, visto che la copertura assicurativa decade e perché verrebbe meno «una qualsivoglia funzione educativa in una situazione in cui alcuni bambini mangiano mentre gli altri guardano». Sarebbero già una cinquantina le famiglie che hanno chiesto per i propri figli di consumare nelle scuole comunali il panino portato da casa invece del pranzo a pagamento in refezione. Una possibilità aperta dalla decisione della Corte di appello di Torino che a giugno ha dato ragione a un gruppo di genitori che avevano presentato il ricorso. Un assist per quelle famiglie di Fiumicino che non avevano digerito la variazione delle tariffe della refezione da settembre ancorate all’ Isee e raddoppiate per i redditi più alti. IL CONTRATTO Adesso la patata bollente passa nelle mani dei dirigenti scolastici che dovranno individuare spazi appositi e forse anche personale aggiuntivo per chi porta il pranzo nello zaino. «In attesa delle novità normative di competenza del legislatore nazionale che ci consentiranno di adottare un nuovo regolamento, per ora siamo obbligati a fare così – chiarisce l’ assessore alla Scuola Paolo Calicchio – c’ è un contratto da rispettare con le società che si sono aggiudicate il bando della refezione scolastica». Ma la questione potrebbe non essere finita qui, da un lato ci sono genitori che minacciano di rivolgersi al Codacons per ricorsi. Le scuole, poi, non sono pronte alla novità, se l’ insegnante della classe va con i bambini in mensa chi resta con quelli che mangiano il panino? Infine si profila la questione del servizio, se il numero dei bambini che rifiutano il refettorio aumenta, cambiano anche le condizioni di aggiudicazione del bando. A quel punto le società potrebbero anche recedere dal contratto e allora sì che il panino diventerebbe una scelta obbligata, stavolta per tutti. Fabrizio Monaco © RIPRODUZIONE RISERVATA.
fabrizio monaco
L’Arena, 22/10/2016 02:36
Scoppia il caso Jarvis Esposto del Codacons
«Una vicenda paradossale». Così Andrea Rosi, presidente di Sony Italia, definisce il «caso» che sta tenendo banco da giovedì sera tra i fan di X Factor, quando la band dei Jarvis a sorpresa, a fine puntata e con un posto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», è stata la versione ufficiale data dal conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso. Si parla di un contratto capestro «al buio», per cinque album. Ma la Sony non ci sta e bolla la polemica come «pura speculazione». «Da sempre» dichiara Rosi, «a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor. In 10 anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Secondo il regolamento previsto da Sony, la “prelazione” sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni». «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento», aggiunge FremantleMedia Italia, la società che produce X Factor e detentrice dei diritti sul format.Ma il Codacons invece chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni «dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi per coloro che pagano l’ abbonamento alla pay-tv per assistere al talent di Sky». L’ associazione dei consumatori ritiene che «se i fatti sono veri, al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti». Intanto X Factor 2016 registra numeri record: la puntata di giovedì su Sky Uno è la migliore Home Visit nella storia di X Factor e il terzo miglior ascolto di sempre, con 1.408.773 spettatori medi (+18% rispetto all’ omologa puntata dello scorso anno).
andrea rosi
L’Unità, 22/10/2016 02:15
Scontro a X Factor I Jarvis passano ma rinunciano al live con polemica
La band: «Ci è stato impedito di proseguire». Gli organizzatori: «Falso, agiremo per vie legali» Una vicenda strana ha messo in subbuglio dagiovedì serai fan di X Factor. E potrebbe finire in tribunale. La band dei Jarvis a sorpresa, a fine puntata e con un posto ormai conquistato nella squadra di Alvaro Soler (andato poi ai Soul System), ha rinunciato alla gara. «Motivi personali», e stata la versione ufficiale del conduttore Alessandro Cattelan. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci e stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi del gruppo in un post su Facebook, poi rimosso. Si vocifera di un contratto capestro«al buio», per cinque album. La Sonybolla la polemica come «pura speculazione». «Una vicenda paradossale», dice all’ Ansa Andrea Rosi, presidente di Sony Italia: «Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi chepartecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor. In 10 anni non si e mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare elibero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto». Secondo il regolamento di Sony, la “prelazione” sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine del programma. «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni». «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento», aggiunge FremantleMedia Italia, la società che produce XFactor e hai diritti sulformat. «Tutti coloro che accedono alle audition sottoscrivono liberamenteunimpegno afirmare conFremantle e Sonyi contratti previsti dal regolamento come condizione essenziale per lapartecipazione allafase live della gara. Si tratta di contratti utilizzati in tutte le edizioni di XFactor del mondo chegarantiscono lapiena tutela degli artisti». «Numerosi big sono emersi grazie a X Factor senza subire alcun danno né limitazione nelle loro carriere. FremantleMedia Italia S.p.A. si riserva il diritto di agire in tutte le sedi opportune per tutelare l’ immagine del programma dagli attacchi strumentali di chiunque cerchi in tal modo di ottenere visibilità a buon mercato». Interviene il Codacons: «Lasciano increduli le indiscrezioni su quanto e accaduto al complesso dei Jarvis». E chiede un’ indagine alla Procura e una verifica all’ Autorità per le Comunicazioni «dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degliutenti che pagano l’ abbonamento alla pay-tv per assistere al talent di Sky». Per l’ associazione dei consumatori«se i fatti sonoveri, alpubblico e stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti». Intanto le selezioni di XFactor 2016 si chiudono con numeri record: la puntata di giovedì sera e stata vista1.408.773telespettatori medi (+18% rispetto alla stessa puntata del 2015).
Il Mattino, 22/10/2016 02:05
la polemica
«X Factor» nella bufera: i Jarvis si ritirano
talent show soler sceglie la band ma i ragazzi rifiutano il contratto troppo lungo con la sony
Qualcosa non funziona quest’ anno a «X Factor»: non i giudici, che con l’ innesto «pesante» di Manuel Agnelli e con quello «leggero» di Alvaro Soler reggono botta; non i concorrenti, nella media nel programma; non l’ impaginazione spettacolare dello show. Forse scricchiola la credibilità del talent show più glamour che c’ è, apparso come un re nudo già con le proteste del salernitano Danilo D’ Ambrosio, che ha pubblicato su Youtube un video in cui mostra le «manipolazioni» con cui è stata raccontata in tv la sua eliminazione, usando il montaggio per ridurre la sua esibizione in macchietta a differenza di quanto successo davanti al pubblico. Una credibilità messa ora ancor più alla prova dalla puntata in cui i Jarvis, scelti da Soler per far parte della sua squadra, quella delle band, hanno deciso di non partecipare allo show. In tv, naturalmente, non abbiamo visto la loro versione. «Motivi personali» ha «spiegato» Alessandro Cattelan, prima che fossero ripescati i Soul System. «Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare», hanno scritto i ragazzi in un post su Facebook, poi rimosso, mentre in rete montava la voce che il gruppo si fosse sottratto a un contratto «al buio» per cinque album, tanto che il Codacons chiede a Procura e Autorità delle Comunicazioni di fare chiarezza. Per Andrea Rosi, presidente di Sony Italia, «da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai dodici concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutte le nazioni. In dieci anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis, semplicemente, non hanno voluto sottoscrivere il contratto». La prelazione della Sony scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione, garantendosi ampia scelta a risultato acquisito, ma bloccando fino ad allora ipotetiche trattative con altre case discografiche: «Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni», conclude Rosi. «Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara» garantisce anche FremantleMedia Italia, che produce il talent show. Comunque vada sarà polemica. f.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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