Saldi invernali, in centro la partenza è in sordina
ma dopo i
positivi risultati del periodo natalizio i commercianti attendono il
week-end per giudicare la risposta dei consumatori
Dopo il Natale Capodanno, dopo Capodanno i saldi. L’ avvio ieri degli sconti invernali segue un ciclo che nel tempo è per i bresciani, così come per tutta Italia, divenuto una tradizione. Alla stregua di scartare un regalo sotto l’ albero il 24 dicembre o di stappare una bottiglia di spumante al cenone di San Silvestro, i saldi sono un appuntamento fisso sia per i cacciatori dello shopping sia per chi, più semplicemente, vuole sfruttare l’ occasione per rifarsi il guardaroba. A BRESCIA si è partiti con tanti punti interrogativi, legati alle incertezza sulla propensione al consumo dei cittadini così come sulla sfida lanciata alla distribuzione di vicinato dai grandi centri commerciali, Elnòs di Roncadelle su tutti. Si cerca ancora di capire quale sia la fiducia delle persone, che di certo non hanno dimenticato la crisi economica. Il tentativo è quello di comprendere come si sia trasformato il commercio bresciano, se il centro città sia ancora attrattivo o se l’ attenzione si sia spostata sui grandi mega store della provincia, numerosi e agguerriti soprattutto sotto il punto di vista dei prezzi. Perché un primo elemento discriminante che fa propendere o meno al consumo è di certo il costo del prodotto che si vuole comprare. Se gli italiani infatti sono stati definiti formichine dal presidente nazionale del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) Carlo Rienzi, cioè grandi risparmiatori tanto da far lievitare il loro potere d’ acquisto dell’ 1,8% su base annua, questo non può che riflettersi anche sugli acquisti, con la merce ritenuta più appetibile se di prezzo basso. I bresciani pare si siano uniformati su questa linea anche se è ancora prematuro tirare delle somme, come confermato dalle posizioni delle sigle locali del commercio Ascom e Confcommercio. Le due organizzazioni non si sono per il momento sbilanciate, rimandando una prima valutazione a dopo il fine settimana festivo dell’ Epifania, quando i primi dati potranno essere analizzati. Per il momento quindi è necessario affidarsi alle sensazioni di chi vive in prima persona il fenomeno dei saldi, esercenti e consumatori, con i primi che in centro storico a Brescia non hanno nascosto una certa insoddisfazione. Il passaggio di persone è stato molto basso e inevitabilmente siamo partiti a rilento – spiega Michelangelo Flora, gestore di Barbour, capispalla da uomo in via X Giornate -. Di certo ci ha penalizzato il fatto che in molti siano ancora in vacanza ma nel week end ci aspettiamo miglioramenti. Dicembre invece è andato tutto sommato abbastanza bene. Chi invece non salva neanche l’ ultimo mese del 2016 è Federica, che lavora in un Temporary Outlet di vestiti per donna. Se ripenso all’ anno scorso, quando gli affari andarono molto bene, non posso che dire che il periodo natalizio sia stato fiacco. Quando si tocca il discorso saldi i toni si fanno più bui, la mattina è passata pochissima gente, leggermente meglio il pomeriggio, con la negoziante che snocciola quelli che secondo lei sono i principali problemi del centro cittadino. È lampante come Elnòs abbia portato via persone – spiega -, ma, a mio parere, c’ è un altro elemento che gioca a sfavore: i parcheggi. Non è possibile pagare così tanto per una breve sosta, questo problema penalizza noi commercianti. IN CONTROTENDENZA rispetto ai colleghi è Marco Biancospino, dipendente del negozio di abbigliamento maschile Silvestri e Taddei. Nel fine settimana potremo fare meglio ma anche nel primo giorno dei saldi non ci si può lamentare – afferma -. Le persone acquistano soprattutto capi che normalmente avrebbero un prezzo elevato, così da portarsi a casa un buon prodotto altrimenti difficilmente accessibile. Nonostante per le vie di Brescia non si siano visti tanti sacchetti appesi alle braccia delle non moltissime persone viste nelle principali arterie dello shopping, c’ è chi non rinuncia. I coniugi Glenda e Giancarlo, per negozi insieme ai figli Andrea e Davide, si dicono affezionati al centro storico. Per noi l’ inizio dei saldi è sinonimo di spese in città, non ci interessano i centri commerciali, preferiamo venire qui anche se abitiamo in provincia. I prodotti acquistati dalla famiglia di Bovezzo sono quelli tipici del periodo: vestiti, soprattutto per i bambini, accessori e qualche libro, non proprio merce da saldi. Al termine della prima giornata di sconti è ancora presto per fare bilanci, possibili solo dopo il week end dell’ Epifania che sarà il vero test dei saldi invernali 2017. Certo è che lo spauracchio centri commerciali continua ad aleggiare sui negozi di Brescia. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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