6 Gennaio 2017

Più reddito e meno tasse in Italia Ma non se n’ è accorto nessuno

Più reddito e meno tasse in Italia Ma non se n’ è accorto nessuno

i dati del terzo trimestre: potere d’ acquisto in crescita dello 0,1%
Anche se la maggioranza delle persone non se ne è accorta il potere d’ acquisto delle famiglie italiana è in crescita. E a questo si aggiunge che contemporaneamente scende anche la pressione fiscale. Un quadro idilliaco quello che descrivono i dati Istat del III trimestre dell’ anno scorso, che fanno ben sperare nei prossimi mesi. Il climaperò resta ancora poco sereno. Nonostante salga il loro reddito, le famiglie sembrano poco propense a fare investimenti “importanti” come l’ acquisto di una casa. Restala diffidenza verso il futuro e gli italiani sono più inclini a fare le “formiche”. Aumenta ancora, infatti, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici. È stata del 9,3%, in crescita dello 0,6% rispetto al terzo trimestre del 2015. Tornando al potere d’ acquisto delle famiglie l’ Istituto di statistica rileva un aumento nel terzo trimestre rispetto al precedente dello 0,1%. In termini tendenziali, invece, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’ 1,9% e il deflatore implicito dei consumi delle famiglie dello 0,1%, determinando una crescita del potere di acquisto dell’ 1,8%. Questo non si traduce necessariamente nella voglia di investire, ad esempio nel “mattone”: anzi il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito come rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e reddito disponibile lordo) nel terzo trimestre 2016 è stato pari al 5,9%, risultando invariato rispetto tanto al tri mestre precedente che al corrispondente trimestre del 2015. In termini congiunturali si registra una lieve flessione degli investimenti fissi lordi (-0,2%) afronte del contenuto aumento del reddito disponibile lordo. Infine, l’ altra buona notizia è che cala, nel III trimestre, la pressione fiscale: l’ Istat fa sapere che è stata pari al 40,8%, segnando una riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Dati, questi, che non confortano i consumatori: questo perché, secondo Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti, rispettivamente, di Federconsumatori e Adusbef, l’ aumento del potere d’ acquisto è vanificato dal livello allarmante della disoccupazione, che abbatte il reddito reale di oltre 400 euro a famiglia. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, osserva che gli italiani, in una fase di grande incertezza economica e politica, sono diventati sempre più formiche, ossia hanno incrementato il risparmio mettendo da parte i soldi, rimandando al futuro gli acquisti. Questo non è certo un bene per l’ economia nazionale, perché attesta un clima di generale sfiducia da parte delle famiglie, ha concluso.
filippo caleri

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