5 Gennaio 2017

Un anno in deflazione, è la prima volta dal 1959

Un anno in deflazione, è la prima volta dal 1959

Nel 2016 l’ andamento dei prezzi ha registrato -0,1%, è il minimo in oltre mezzo secolo Marco Ventimiglia Se accade una cosa che non si verificava da oltre mezzo secolo, siamo di fronte con tutta probabilità a una notizia. Vale in generale e l’ economia non fa eccezione, specie se si parla dell’ andamento dell’ inflazione nel nostro Paese. Ebbene, il 2016 è stato il primo anno, dal lontano, lontanissimo 1959, in cui questa parola va sostituita con l’ altra ed opposta: deflazione. I dati provvisori forniti ieri dall’ Istat indicano, nella media dei dodici mesi, appunto un calo dei prezzi al consumo dello 0,1% rispetto all’ anno precedente. A determinare un consuntivo con precedenti così tanto datati sono stati soprattutto le quotazioni del petrolio ai minimi e l’ ormai cronica debolezza dei consumi interni. Con il risultato di portare l’ inflazione sotto zero in otto mesi su dodici. C’ è da aggiungere che a partire da novembre i prezzi sono tornati a salire, ma non abbastanza da ribaltare il risultato dell’ intero anno. Livello maggiore dal 2014 Se poi si guarda al dicembre da poco concluso, il tasso di inflazione ha raggiunto lo 0,5% nei dati provvisori, il livello maggiore da due anni e mezzo, dal maggio 2014. A spingere al rialzo i listini, il mese scorso, è stata soprattutto l’ energia, sull’ onda del rialzo delle quotazioni del petrolio dopo l’ accordo dei Paesi Opec (la cui tenuta è tutta da verificare) per il taglio della produzione. In particolare i prezzi dei beni energetici non regolamentati, come i carburanti, hanno guadagnato a dicembre il 2,4% dopo aver perso nell’ intero 2016 il 5,9%. I beni energetici hanno guidato i rincari insieme ai servizi di trasporto e ai beni alimentari non lavorati. Ed anche il carrello della spesa, con i prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona è diventato più costoso, dello 0,6% rispetto al 2015, a ridosso del Natale, dopo essere rimasto praticamente fermo nel corso dell’ anno. Il consuntivo del 2016, ma anche l’ inversione di tendenza registrata sul finire d’ anno, hanno innescato commenti assortiti. C’ è chi teme sempre di più la deflazione, con i rischi di una spirale tra calo dei prezzi, dei profitti, dell’ occupazione e dei consumi, e chi è invece più spaventato da possibili rialzi dei prezzi in un contesto di ripresa ancora debole. Le reazioni La deflazione è una pessima notizia secondo Confesercenti, mentre Feder consumatori e Adusbef vi leggono la drammaticità delle condizioni dell’ economia. Del resto i consumi, ricorda il Codacons, sono calati di 80 miliardi in otto anni di crisi. D’ altra parte, l’ ufficio studi di Confcommercio stima che l’ inflazione raggiungerà già a gennaio valori prossimi all’ 1%, e vede in questo un possibile freno al potere d’ acquisto delle famiglie. Ed ancora, per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, bisogna rilanciare la domanda con la stabilità di governi che eliminino l’ austerità e si propongano lo sviluppo. Mentre Federdistribuzione chiede politiche di sostegno ai consumi. Dalle campagne arriva intanto un allarme. La Coldiretti denuncia per i prezzi riconosciuti agli agricoltori un crollo di circa il 6% nel 2016, al punto che in alcuni casi, come per il grano, non coprono neanche i costi di produzione.
 

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