Codacons: i rimborsi all’ 80% sono solo elemosina
I rimborsi parziali pari all’ 80% del valore delle obbligazioni azzerate rappresentano solo l’ ennesima ingiustizia a danno dei risparmiatori. L’ associazione consumatori Codacons torna su una delle questioni da mesi al centro della vicenda che ha travolto Carife e altre tre banche coinvolte dalla risoluzione del 22 novembre 2015. Ad avviso dell’ associazione consumatori, solo pochi fortunati riusciranno ad avvalersi degli indennizzi, e una larga fetta di obbligazionisti sarà tagliata fuori, pur in presenza di danno identico per tutti. L’ autore del commento pubblicato in un comunicato stampa è Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Si tratta di rimborsi ‘elemosina’ – prosegue Rienzi – perché a fronte di un danno per i titolari di obbligazioni subordinate delle 4 banche pari a 431 milioni di euro, sono stati finora liquidati appena 35 milioni di euro. Nella stessa nota, si legge che la battaglia del Codacons a tutela dei risparmiatori prosegue nelle aule dei tribunali, nell’ ambito dei vari procedimenti aperti dalla magistratura. Come è noto, i termini per chiedere il rimborso forfettario dei bond, con la procedura automatica che riconosce fino all’ 80% a chi risponda al requisito di un reddito non oltre i 35mila euro o un investimento non superiore ai 100mila euro, sono scaduti martedì 3 gennaio. L’ altra via a disposizione di azzerati e risparmiatori danneggiati, quella dell’ arbitrato, ancora si deve concretizzare. Il governo ha varato a fine novembre il decreto che costituisce il collegio arbitrale (presieduto dal presidente dell’ Anac Raffaele Cantone) ma l’ iter dell’ atto non si è ancora concluso. Al 30 dicembre le pratiche pervenute complessivamente al Fondo Tutela Depositi (Fitd) erano 13.859, la maggior parte per bond azzerati di Etruria (49,82%) e Carife (33,19%).
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