PIÙ LAVORO, MA NON AI GIOVANI
rale, invece, il saldo tra attivazione e cessazioni è pari a +93 mila posizioni (dopo la crescita di 48 mila nel secondo trimestre 2016 e di 257 mila nel primo trimestre): queste sono frutto di 83 mila posizioni a tempo determinato e soltanto di 10 mila a tempo indeterminato. E ancora: se in generale gli occupati nel terzo trimestre dell’ anno sono aumentati dell’ 1,1%, ossia di 239 mila unità rispetto al terzo trimestre 2015, e diminuiti dello 0,1%, ossia di 14 mila unità, rispetto al secondo trimestre 2016, nel dettaglio i dati confermano, come già emerso nelle ultime rilevazioni Istat, il calo tra gli under 35 e l’ aumento, invece, tra gli over 50. Nella fascia di età tra 15 e 34 anni l’ occupazione è calata di 55 mila unità (-1,1%) rispetto al trimestre precedente e di 29 mila unità ( 0,6%) rispetto al terzo trimestre 2015; al contrario, tra gli ultracinquantenni è cresciuta di 79 mila unità (+1,0%) sul trimestre e di 344 mila unità (+4,6%) sull’ anno. Andamento dovuto anche alle minori uscite dal mercato del lavoro per pensionamento. La Cgil parla di dati con ancora molti fattori di preoccupazione, dai precari al dramma dei voucher, su cui ha appunto proposto un referendum abrogativo in attesa dell’ ammissibilità da parte della Corte costituzionale. La Cisl sottolinea che si tratta di dati ancora positivi ma vi è il rischio di peggioramento e rilancia il principio per cui il lavoro stabile deve costare meno di tutte le altre forme. Le priorità, per la Uil, sono under 35, Sud e stretta sui voucher. Intanto comunque cresce l’ otti mismo delle famiglie: l’ Istat registra a dicembre un miglioramento del clima di fiducia dei consumatori, che ritorna ai livelli di quest’ estate. I progressi appaiono estesi a tutte le componenti, da quella economica a quella personale, dalla situazione del Paese alle aspettative sulla crescita e sulla disoccupazione. Complessivamente l’ indice risale a 111,1 punti dai 108,1 di novembre, toccando il livello più alto degli ultimi cinque mesi, a partire da luglio. Anche dai titoli di Stato arrivano buone notizie per l’ Italia: l’ asta dei Bot a sei mesi fa il tutto esaurito con 6,5 miliardi di euro di titoli piazzati con un rendimento medio del 0,317%, il più basso mai registrato. Il precedente minimo storico era stato toccato a ottobre ed era di -0,295%. A frenare gli entusiasmi arrivano però le notizie sulla fiducia delle imprese, che risulta in calo per il secondo mese di seguito. L’ indice Iesi scende dai 101,4 punti di novembre a 100,3. In particolare, peggiora il clima nei servizi e nelle costruzioni, mentre migliora nella manifattura e nel commercio al dettaglio. Per il futuro, il Codacons osserva che l’ aumento della fiducia dei consumatori fa ben sperare per il 2017 e potrebbe aiutare l’ attesa ripartenza dei consumi. Federconsumatori e Adusbef hanno una posizione opposta: sono convinti che il sistema economico sia ancora in stallo e arrivano a mettere in dubbio la veridicità dei dati sulla fiducia. Non vorremmo che tali dati venissero, come noi crediamo, da indagini svolte in altri Paesi polemizzano.
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