29 Dicembre 2016

Vola l’ agroalimentare

Vola l’ agroalimentare

oltre 440 milioni la spesa per prodotti made in sicily con cui sono imbandite le tavole delle feste. con vendite superiori del 22% rispetto alla media mensile esportazioni nel settore food a quota 412 milioni di euro, +9% rispetto al 2015
Meno regali sotto l’ albero, meno addobbi, viaggi e vestiti, ma tra i consumatori siciliani nessuno sembra avere rinunciato ai pranzi e ai cenoni tradizionali delle feste di Natale. Stando ai numeri dell’ Osservatorio micro e piccole imprese di Confartigianato Sicilia relativi l’ artigianato alimentare e al cibo made in Sicily, a dicembre nell’ Isola il consumo di prodotti alimentari è stato di un miliardo 153 milioni di euro: ben 229 milioni in più rispetto al consumo medio mensile. Esaminando la distribuzione della spesa delle famiglie siciliane, appare subito evidente che il 38,2% dei costi complessivi per imbandire le tavole ha riguardato i prodotti delle imprese artigiane che hanno sede in Sicilia ed è stato pari a 441 milioni di euro. Nonostante la gravissima crisi il settore tiene, facendo registrare a dicembre 2016 vendite al dettaglio superiori del 22,2% alla media mensile annuale. A fare la parte del leone tra le nove province isolane è quella palermitana, che in questo ultimo mese ha visto una spesa per cibo, dolci e bevande di 280 milioni di euro, 107 dei quali sborsati per acquistare prodotti artigianali siciliani. Seguono Catania con 253 milioni di euro (97 milioni dei quali destinati ai manufatti made in Sicily) e Messina con 157 milioni (60 dei quali spesi per acquistare derrate locali). Per quanto concerne invece la domanda estera di cibo e bevande siciliane, nell’ Isola ci sono state esportazioni per 412 milioni di euro. Un dato maggiore del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2015. A esportare di più food and beverage sono le province di Trapani (1,78%) e Messina (1,33%), mentre i Paesi stranieri maggiormente attratti dalla produzione alimentare siciliana sono Germania (15,6%), Stati Uniti (15,0%) e Francia (11,2%). Aumenta l’ esportazione dei 243 prodotti regionali censiti dal ministero delle Politiche agricole alimentari e caratterizzati da metodi tradizionali di lavorazione, conservazione e stagionatura in Olanda (+32,7%), Russia (+29,6%), Canada (+27,7%) e Malta (25,0%). Complessivamente, si tratta del 4,9% dell’ agroalimentare di origine italiana. Una tendenza quella siciliana, in linea con quella nazionale, visto che per il Natale 2016 gli italiani hanno speso complessivamente per cibo, bevande, regali, viaggi e addobbi casalinghi intorno ai 9 miliardi 800 milioni di euro, con una media di 164,5 euro a testa. Di fatto, 200 milioni di euro in meno rispetto al 2015. Secondo il Codacons, che come di consueto ha pubblicato i dati sui consumi natalizi, rispetto all’ anno scorso la riduzione della spesa è stata del 2,3%. Maggiore sobrietà quindi e poche spese superflue, ma senza rinunciare al cenone della Vigilia e al pranzo di Natale, con un aumento dei consumi di quanto si porta a tavola che registra un +5% sul 2015. Meno regali, ma più cibi e bevande in tavola, spiega il Codacons. Le famiglie italiane hanno diminuito il valore e il numero dei regali acquistati rispetto al 2015, privilegiando la spesa alimentare. Crollano le vendite, nonostante le promozioni e gli sconti anticipati, dei settori dell’ abbigliamento (-8%), delle calzature (-7%), di arredamento e casa (-5%) e dei viaggi (-3%), mentre l’ hi-tech e i giocattoli godono di ottima salute e hanno registrato un +7% rispetto all’ anno scorso. Da non sottovalutare la sempre crescente importanza delle vendite online, perché un regalo su tre è stato selezionato e acquistato su internet. Un Natale in chiaroscuro sul fronte delle vendite, commenta il presidente della Codacons Carlo Rienzi, l’ attesa ripresa dei consumi non si è verificata e le famiglie hanno mostrato cautela nella spesa, senza però rinunciare alla tradizione: alimentari, giocattoli ed elettronica si confermano i settori leader delle feste, mentre hanno sofferto gli altri comparti tipici natalizi. Complessivamente, la spesa degli italiani per il Natale 2016 ha subito una moderata flessione del 2,3% rispetto allo scorso anno, con una contrazione degli acquisti pari a circa 200 milioni di euro. In ogni caso, visto che secondo l’ Istat nell’ ultimo mese la fiducia dei consumatori italiani è comunque aumentata, si guarda con cauto ottimismo al 2017. Dopo una serie di cali, l’ indice relativo alla fiducia delle famiglie torna a crescere, puntualizza ancora Rienzi, un segnale positivo, perché il dato sulla fiducia dei cittadini si riflette in modo diretto sulla propensione alla spesa nel breve termine. (riproduzione riservata)
elisabetta raffa

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