B.Mps: il 15 marzo giudice decide su archiviazione Viola e Profumo
MILANO (MF-DJ)–E’ fissata al 15 marzo l’ udienza per decidere sulla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Milano nei confronti dell’ ex a.d e dell’ ex presidente di Banca Mps , Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, nell’ ambito dell’ inchiesta per le ipotesi di reato di falso in bilancio e manipolazione del mercato in relazione ad una presunta rappresentazione non corretta dei derivati Alexandria e Santorini nei bilanci dal 2011 al 2014. E sara’ il Gip Livio Cristofano (e non Stefania Donadeo, come inizialmente circolato) a stabilire se accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dai pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio, gia’ titolari del processo in corso contro il management ancora precedente, oppure se respingerla sollecitando nuovi approfondimenti. Sono infatti diversi i piccoli azionisti, alcuni anche rappresentati dal Codacons che hanno presentato opposizione all’ archiviazione della posizione dei due manager e che vogliono che si accertino fino in fondo il ruolo e le responsabilita’ anche di Viola e Profumo. La notizia dell’ iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Siena – emersa durante l’ estate scorsa – era un “atto dovuto” legato ad un esposto promosso da un azionista della banca che aveva gia’ avanzato la proposta di un’ azione di responsabilita’ in sede assembleare nei confronti di Viola e Profumo, ma che l’ assise aveva respinto. La richiesta di archiviazione si basa sul fatto che i manager “avevano reso noto al mercato che c’ erano elementi di criticita’” dato che nelle note integrative ai bilanci di Mps si faceva riferimento ai derivati, per cui “il mercato era a conoscenza della situazione”. Di conseguenza, sarebbero molto difficili da dimostrare i reati di falso in bilancio e manipolazione del mercato. Ma soprattutto, alcune fonti avevano spiegato a Mf-DowJones, l’ a.d. e l’ ex presidente “hanno agito in accordo con Banca d’ Italia e Consob”, quindi non c’ era alcuna volonta’ di ostacolare l’ Autorita’ di Vigilanza. In occasione della diffusione della notizia dell’ iscrizione dell’ a.d. nel registro degli indagati, lo scorso 19 agosto, la banca aveva ribadito “con forza la piena correttezza del proprio operato”, ricordando che le operazioni in questione erano state effettuate dalla vecchia gestione dell’ istituto senese e dagli ex manager mentre la nuova dirigenza ha dapprima posto sotto esame tali operazioni effettuando, motu proprio, un restatement di bilancio per poi chiudere le operazioni diminuendo drasticamente la rischiosita’ di tali strumenti. Da parte sua, la banca aveva sottolineato che “e’ sempre stata assicurata la piena informazione agli azionisti ed al mercato anche attraverso l’ elaborazione di prospetti pro-forma che, d’ intesa con l’ autorita’ di vigilanza, hanno esposto la contabilizzazione di tali operazioni su base pro-forma anche a saldi chiusi, come poi richiesto da Consob attraverso la delibera del dicembre 2015 a seguito della quale peraltro, non si e’ registrato l’ avvio di alcun procedimento sanzionatorio a carico del nuovo management che, sino all’ emissione della predetta delibera da parte di Consob, aveva prescelto la contabilizzazione a saldi aperti. fch (fine) MF-DJ NEWS.
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