Saldi invernali 2017: le date delle principali città italiane
In regola con le rate del mutuo, ma la banca non rinegozia il tassoTag – Gli argomenti più frequentiSaldi invernali 2017: le date delle principali città italianedi Erika TomasicchioFischio d’ inizio giovedì 5 gennaio in tutte le regioni d’ Italia, eccetto Basilicata, Campania e Sicilia che anticipano al 2. Dureranno circa sessanta giorni, meno della metà degli italiani (45%) comprerà spendendo tra 175 e 250 euro a famigliaIl nuovo anno si apre all’ insegna dei saldi: anziché il primo sabato del mese, quest’ inverno i ribassi prenderanno il via giovedì 5 in quasi tutte le regioni d’ Italia. Giocano d’ anticipo Basilicata, Sicilia e Campania, che sono già partite il 2 gennaio, come già nel 2016. Dureranno, quasi ovunque, circa sessanta giorni. La vicinanza con le festività natalizie potrebbe scoraggiare tuttavia gli acquisti, almeno in una fase iniziale: per il Codacons, meno di un italiano su due (il 45% circa) deciderà di entrare nei negozi, e i pochi che si concederanno un po’ di shopping spenderanno in media 175 euro a famiglia. Più ottimista l’ Aduc, la quale alza il budget a 250 euro: spesa contenuta, ma in leggera crescita rispetto ai precedenti saldi invernali.Si comprerà alla fine. Con i portafogli svuotati da cenoni e regali, gli italiani preferiscono rimandare lo shopping al mese di febbraio: le spese più ingenti – a parere delle associazioni dei consumatori – si concentreranno, infatti, nel periodo finale, quando i prezzi di cartellino arriveranno fino al 50-60% in meno. “La combinazione tra redditi bassi e spese primarie irrinunciabili elevate non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi” chiarisce Roberto Tascini, presidente dell’ Adoc. Chi si concederà il lusso di un capo di abbigliamento in più, infatti, spenderà circa il 10% del proprio reddito mensile.L’ ipermercato, roccaforte dei saldi. Da anni le associazioni dei consumatori invocano l’ abolizione dei ribassi di fine stagione, fenomeno ritenuto ormai anacronistico con i nuovi livelli di consumi post-crisi e il calo inesorabile di affluenza. Sintomo lampante della loro naturale estinzione – sostengono i detrattori – gli ormai cronici pre-saldi (le vendite sottobanco a prezzi ridotti nel periodo precedente il calendario ufficiale), le promozioni per i clienti affezionati via sms o mail, gli sconti camuffati da liquidazioni e svendite.In realtà i saldi piacciono ancora, ma si corre a comprare solo online e negli ipermercati. Anche nel 2017 i piccoli negozi e le periferie delle città risentiranno di una contrazione degli acquisti (-5% almeno), mentre le grandi catene possono festeggiare: per grandi magazzini, outlet e boutique d’ alta moda si attendono numeri positivi, anche per merito della presenza dei turisti stranieri. A trainare la ripresa è l’ e-commerce con un acquisto su cinque effettuato online in tempo di saldi. “Sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%, e così l’ e-commerce riesce a fare affari tutto l’ anno” spiega Adoc.Dieci regole contro i raggiri. Per chi intende approfittare dei ribassi, ecco dunque le dieci regole d’ oro anti-truffa:1. Attenzione al cartellino: su ogni prodotto deve essere indicato per legge in modo chiaro e leggibile il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto;2. I prodotti venduti a saldo devono essere di fine stagione, non delle stagioni passate. La merce di risulta o di magazzino non può essere mescolata con i prodotti a ribasso;3. Diffidare dei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati, superiori al 50-60% (nascondono spesso merce non nuova) e delle vetrine tappezzate dai manifesti che nascondono i capi. Puntare sui punti vendita già conosciuti;4. Attenzione alla presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme ai vestiti in saldo. Per scoprire le irregolarità è bene, prima dell’ avvio dei saldi, fotografare con il cellulare il prezzo pieno degli abiti per valutare la veridicità dello sconto;5. Non fermarsi mai davanti alla prima vetrina. Confrontare i prezzi di diversi negozi, annotando il prezzo dei capi interessanti. Per non eccedere con le spese, in ogni caso, stabilire sempre un budget massimo di spesa;6. Verificare che il capo in vetrina sia lo stesso presentato in negozio;7. I negozianti che di solito accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti anche durante i saldi ad accettare i pagamenti elettronici;8. Spetta al commerciante consentire o meno la prova dei capi. Tuttavia è meglio diffidare degli abiti che possono essere solo guardati;9. Per i regali acquistati a saldo si può cambiare solo la merce difettosa entro due mesi dalla scoperta del difetto. Conservare sempre lo scontrino;10. Qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso o non voglia restituire i soldi rivolgetevi ai vigili urbani, all’ ufficio comunale per il commercio o a un’ associazione dei consumatori.città.
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