28 Dicembre 2016

Il drammatico bilancio della strada killer: 40 decessi e 4.500 incidenti in cinque anni

Il drammatico bilancio della strada killer: 40 decessi e 4.500 incidenti in cinque anni

I PRECEDENTI Quaranta morti e oltre 4500 incidenti in cinque anni: la via Cristoforo Colombo si aggiudica il podio della strada più pericolosa della Capitale, solo dopo il Gra. Buche, dossi, radici dei pini che affiorano e spaccano l’ asfalto, gli alberi che crollano come mannaie su auto e motociclisti, nei cassetti del Campidoglio vi sarebbe già un piano speciale per la messa in sicurezza e la riduzione della velocità, ma solo per il tratto tra le Mura Aureliane e viale America, e non basta. Erano previsti entro l’ estate nuovi autovelox mobili e fissi, l’ ampliamento del sistema vistared che riprende le targhe di chi passa con il rosso ai semafori e il coordinamento semaforico che impone una velocità media nei limiti. Eppure tutto è come prima e la Colombo continua a mietere vittime lungo tutti e 27 i chilometri che collegano il centro a Ostia. Ieri Gianfranco Di Pretoro, della Federazione Ciclistica del Lazio, è tornato a denunciare la pericolosità della strada. Le radici maledette ai lati della Colombo – ha detto – sono con ogni probabilità la causa dello sbandamento mortale di Luca Miozzi. Sono anni che denunciamo il problema, l’ ultima volta l’ 11 dicembre. Perché nessuno interviene? Questi incidenti sono il nostro terremoto. Il Codacons aveva chiesto la chiusura della strada fino alla messa in sicurezza. E un comitato, La Voce della Colombo, ha raccolto già 2000 firme, per chiedere infrastrutture. Una delle corsie del ponte sul laghetto dell’ Eur è inagibile da mesi; se mancano i vigili il traffico impazzisce: ecco il quadro dell’ incuria. Senza contare l’ incubo delle ultime settimane: qualche folle che posiziona massi al centro della carreggiata provocando incidenti. Un caso su cui è stata aperta un’ inchiesta. LE VITTIME Luca Miozzi, 17 anni, è solo l’ ultima vita spezzata. Alla fine di agosto l’ imprenditore Claudio Salini si schiantò a bordo della sua Porsche contro un albero all’ altezza di via Giustiniano Imperatore. Correva, ma il bolide venne sbalzato via da un pauroso avvallamento che era stato segnalato senza che nessuno provvedesse a sistemarlo. Qualche giorno dopo, non distante da dove è morto Miozzi, un 36enne, perse il controllo della moto e finì contro un pino. Nel dicembre 2013 la morte di Gianni Danieli, fisioterapista 41enne, fu uno choc: l’ uomo che era su uno scooterone venne travolto da un pino all’ altezza di via di Malafede. Stessa sorte anni prima per Daniele Innocenzi, 54 anni, dermatologo dell’ Umberto I, centrato da un ramo pericolante. A.Mar. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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