27 Dicembre 2016

Natale, giù i consumi spesa ridotta del 2,3%

Natale, giù i consumi spesa ridotta del 2,3%

secondo codacons quest’ anno le famiglie hanno risparmiato soprattutto sull’ abbigliamento (-8%) e sulle calzature (-7%)
Il Natale 2016 si chiude con una contrazione della spesa complessiva del 2,3% rispetto allo scorso anno: lo afferma il Coda cons, a detta del quale gli italiani hanno speso nel complesso quasi 9,8 miliardi, con un importo pro capite – comprensivo di regali, addobbi per la casa, alimentari, viaggi e altro – attorno ai 164,5 euro. Segno inequivocabile di come la crisi faccia ancora sentire il suo peso sulle tasche delle famiglie, costrette a risparmiare sui consumi per poter pagare le tasse. Dopo l’ incremento registrato lo scorso anno, tornano quindi al segno “meno” i consumi natalizi. Secondo l’ associazione dei consumatori, che aveva anche realizzato il monitoraggio sulla propensione alla spesa delle famiglie italiane durante le feste di Natale, si registra al momento una forte preoccupazione da parte dei consumatori circa il futuro. Risultato di questa preoccupazione è una drastica riduzione di tutto ciò che viene considerato superfluo. Così ci sono stati meno regali sotto l’ albero e maggiore sobrietà negli addobbi natalizi, ma – fa sapere ancora il Coda cons – più cibi e bevande in tavola durante pranzo e cenone. Gli italiani hanno infatti ridotto l’ entità e il numero dei regali rispetto allo scorso anno, ma hanno incrementato la spesa per gli alimentari, decidendo di non rinunciare comunque a sedersi a tavola. Non solo. Per la cena della vigilia e per il pranzo di Natale gli italiano hanno preferito prodotti “Made in Italy”, come dimostra anche un’ indagine di Coldiretti che sottolinea come siano scomparsi dalle tavole i cibi esotici e fuori stagione, mentre sono tornati di moda il bollito della nonna, i polli arrosto, i cappelletti in brodo, le pizze rustiche e i dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,3 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti. Tornando, invece, alla contrazione della spesa, analizzando nel dettaglio lo studio di Codacons si nota come le vendite non siano decollate soprattutto per il comparto abbigliamento, che registra un calo dell’ 8%. Idem per le calzature, che si attestano al -7%. Ma c’ è un motivo: l’ approssimarsi dei saldi, che ormai da alcuni anni anche in Puglia cominciano prima dell’ Epifania, spingendo le famiglia a rinviare gli acquisti importanti, come cappot ti, vestiti o scarpe che incidono notevolmente sul bilancio, ai primi di gennaio, quando praticamente si possono acquistare gli stessi capi in bella mostra in vetrina a prezzo pieno ad un costo più accessibile. Quest’ anno, però, gli italiani hanno risparmiato anche sulla spesa per l’ arredamento e la casa (-5%). Pure i viaggi registrano un segno meno( -3%) rispetto all’ anno precedenze. Gli unici settori che, invece, anno mostrato un trend in crescita sono hi -tech e giocattoli, che hanno registrato un +7% rispetto al 2015, alimentati dal commercio online: 1 regalo su 3 appartenente a tali categorie è stato infatti acquistato sul web. Bene anche gli alimentari, con consumi in aumento del +5% sull’ anno precedente. Un Natale in chiaroscuro sul fronte delle vendite – ha sottolineato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando i dati ufficializzati ieri – l’ attesa ripresa dei consumi non si è verificata e le famiglie hanno mostrato cautela nella spesa, senza però rinunciare alla tradizione: alimentari, giocattoli e elettronica si confermano i settori leader delle feste, mentre hanno sofferto gli altri comparti tipici natalizi. Complessivamente la spesa degli italiani per il Natale 2016 ha subito una moderata flessione del 2,3% rispetto allo scorso anno ha concluso Rienzi – con una contrazione degli acquisti pari a circa 200 milioni di euro. Ora la speranza, soprattutto dei commercianti, è che una boccata d’ ossigeno per le loro casse possa arrivare con il cenone dell’ ultimo dell’ anno e con i saldi, come si è detto, ormai alle porte.
 

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