24 Dicembre 2016

Esposto in procura sull’ antenna Vodafone

Esposto in procura sull’ antenna Vodafone

CHIETI Dopo le firme dei residenti l’ esposto in procura per bloccare la messa in funzione dell’ antenna Vodafone a Strada Rapposelli in contrada San Salvatore. A presentare l’ esposto il capofila della protesta Aldo Madonna. Nel documento si evidenziano i dubbi dei cittadini sulla correttezza delle autorizzazioni, evidenziando che Comune di Chieti e Suap (Sportello unico per le attività produttive) avevano dato parere negativo all’ installazione dell’ antenna per la telefonia mobile, ma la compagnia Vodafone è andata avanti per la sua strada tirando su, in pochissimi giorni, la stazione radio base in Strada Rapposelli. I residenti, preoccupati per la vicinanza dell’ impianto alle case, e per l’ effetto negativo che l’ elettrosmog potrebbe avere sulla loro salute, hanno dunque deciso di far cercare con ogni mezzo legale di far traslocare il più in fretta possibile l’ antenna altrove. Nelle settimane scorse erano state raccolte ben 220 firme di residenti indignati. Una battaglia che intendono vincere con l’ apporto legale del Codacons e del suo avvocato Vittorio Ruggieri. Va premesso spiega Madonna che a 80 metri dalla stazione radio base sorta dall’ oggi al domani come un fungo, ce n’ è un’ altra della Tim già funzionante. Per Madonna e gli altri abitanti della contrada il fatto grave è che la compagnia telefonica in questione nonostante il parere urbanistico espresso dal dirigente del VI settore Programmazione e valorizzazione del territorio del Comune di Chieti, Silvana Mazzocco e del responsabile tecnico del settore Roberto Caruso. Nel documento, datato 16 dicembre 2015, in sintesi, si invita la Vodafone a utilizzare per i suoi scopi l’ impianto preesistente e che dista 80 metri dal sito prescelto. Più incisivo il parere urbanistico espresso dal Suap Chietino-Ortonese del 17 luglio 2016 che diffida dal porre in essere e dal dare seguito a qualunque attività edilizia relativa al procedimento di che trattasi mancando il titolo autorizzativo richiesto nè potendosi ritenere formato il silenzio-assenso. L’ esposto si chiude con una rischiesta: Chiedo gentilmente di procedere agli accertamenti in ordine ai fatti espsti in narrativa, valutando gli eventuali profili di illiceità penale degli stessi. (y.f.) RIPRODUZIONE RISERVATA.

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