23 Dicembre 2016

Natale, in tavola più lenticchie e meno panettoni. Sprechi alimentari al 20%

Natale, in tavola più lenticchie e meno panettoni. Sprechi alimentari al 20%

segue dalla prima pagina Da una parte i prodotti tipici delle feste che perdono terreno, dall’ altra l’ avanzata del cibo made in Umbria. I clienti guardano più alla qualità e meno all’ assortimento o alla marca – spiega Samuele Tognaccioli, presidente Fida Confcommercio della provincia di Perugia pensando al prodotto fine a se stesso. Questo spiega il ritorno di fiducia nei confronti del negozio di vicinato ma anche la tendenza sempre più frequente a fare acquisti anche per sé: questo prodotto lo prendo per me, si sente sempre più spesso dire; mi faccio un regalo. Dal salume pregiato ai legumi, anche una fetta della spesa di Natale è stata dedicata alle zone terremotate. C’ è molta sensibilità nei confronti di Norcia aggiunge Tognaccioli e non solo per i prosciutti. Dall’ altra parte, questo slancio si è tradotto nella presenza di qualche birbante che soprattutto in certi mercatini dice di vendere prodotti della Valnerina che non sono neanche umbri. Per il resto, la moda degli aperitivi e degli happy hour ha raffinato i gusti di molte famiglie con questo Natale che sarà ricordato anche per le tante bollicine vendute e per il salato al top. C’ è un vero boom della salseria – aggiunge Tognaccioli e dal paté al salmone, passando per i cocktail di gamberetti, si riscontra molta più cura negli antipasti. Perdono terreno, invece, i dolci. Fatta eccezione per il pandoro, che molti si divertono a farcire da sé, dai torroni alle pinocchiate, si riscontra un calo di vendite. Tendenze salutistiche e solidarietà alla Valnerina hanno fatto salire le vendite dei legumi, lenticchie in particolare, che per Coldiretti Umbria con spumante e frutta di stagione sono tra i prodotti immancabili delle feste. Si riscontra anche un forte ritorno in cucina, specie per preparare i dolci della tradizione da offrire sulla tavola delle feste. Un trend che spinge a una scelta oculata degli ingredienti, materie prime fresche, genuine e locali spesso cercate tra i banchi di Campagna Amica. Questo per una crescente volontà di conoscere meglio i prodotti e raccontarli poi a tavola: un’ esigenza che corrobora la tendenza a riscoprire anche il piccolo negozio di vicinato. Un altro Natale, dunque, col settore alimentare a farla da padrone. A fronte di una spesa globale che in Umbria è in calo del 5% – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – cibo e bevande non sembrano subire particolari tagli da parte dei consumatori che, se hanno risparmiato su regali e addobbi, non faranno mancare pesce dolci e spumante durante il cenone e il pranzo di Natale. Il rischio sono gli eccessi, con gli sprechi la vera minaccia delle feste. Un 20% di quanto acquistato durante l’ intero periodo potrebbe finire nella spazzatura con una quota media di spreco di 23 euro a famiglia. Fabio Nucci.

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