6 Ottobre 2016

Banche, sì a commissione d’ inchiesta

Banche, sì a commissione d’ inchiesta

Crac Popolare Vicenza e Veneto Banca: il premier Renzi rivendica il salvataggio del fondo Atlante e si dice favorevole alla commissione di inchiesta e all’ attivazione di tavoli di conciliazione. «Sono d’ accordo con chi è arrabbiato per la vicenda delle banche popolari Venete, sono arrabbiato anch’ io. Ma ricordo che se qualcuno nella primavera 2016 non avesse messo in campo il fondo Atlante le banche venete non ci sarebbero più», afferma Matteo Renzi in un incontro pubblico a Treviso: «Le banche popolari sono state per troppi anni oggetto di un meccanismo perverso, si è creato un giro che alla fine ha messo sotto il tappeto i controlli, e si sono creati meccanismi allucinanti, nei quali chi dava i prestiti alle persone otteneva dalle persone il voto. Io spero che su questo si faccia l’ azione di responsabilità al più presto possibile. Io ho obbligato le Popolari come la Vicenza e la Veneto a trasformarsi in spa per evitare truffe ai piccoli risparmiatori». Poi il blitz di due risparmiatrici, l’ incontro ravvicinato col premier e il sottosegretario Luca Lotti propiziato anche dall’ intervento del deputato trevigiano del Pd Simonetta Rubinato: «Il premier Renzi ha ribadito che è favorevole all’ istituzione di una commissione di inchiesta sul sistema bancario italiano e quindi anche sulle crisi delle due ex Popolari venete. E si è detto anche favorevole all’ azione di responsabilità verso gli ex vertici e al varo dei tavoli di conciliazione», conferma la Rubinato: «Noi veneti non siamo abituati ad andare in piazza, siamo pieni di dignità, ma dobbiamo continuare la mobilitazione. I progetti di legge per la commissione di inchiesta sono fermi in parlamento da dieci mesi. Speriamo che il sottosegretario all’ economia Pier Paolo Baretta, che ha la delega per le banche ed è veneto, possa finalmente sbloccarli». Una delle protagoniste del blitz è Maria Teresa Roda, trevigiana, azionista di Veneto Banca: «Non basta il salvataggio di Atlante, bisogna ristorare i risparmiatori danneggiati. Il rischio è che si aprano migliaia di cause, meglio andare ad accordi: così Atlante riconquisterà la fiducia dei veneti e le banche si sgraveranno di problemi giudiziari che potrebbero pesare negativamente sulle loro valutazioni in caso di vendita. Il premier si è detto disponibile a studiare la cosa». «Il governo deve scegliere, se si recupera fiducia si salvano anche le banche. E per far questo bisogna rimborsare chi ha partecipato agli aumenti del 2013 e 2014 e si è visto convertire le obbligazioni nell’ ultimo biennio. Basta con le politiche dilatorie», rincara Franco Conte del Codacons Veneto. Ieri consiglio fiume di Veneto Banca. Allo studio azione di responsabilità, cessione sofferenze e tavoli di conciliazione. La promessa è sempre la solita: attivazione entro fine mese. © riproduzione riservata.
 

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