Grillo e Sinistra contro… il quesito e la Cassazione
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
Lo scontro sul quesito del referendum tra i fronti avversi finisce davanti al Tar. M5S e Sinistra Italiana fanno ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio denunciando che il testo è ingannevole e non conforme ai quesiti di legge. L’ esposto fa reagire il Quirinale (chiamato in causa dai ricorrenti) che precisa come la scheda sia stata ammessa dalla Cassazione e non dal Colle. «È il testo della riforma su cui entrambi i fronti hanno già raccolto le firme», sottolinea Matteo Renzi che riceve l’ appoggio di Roberto Benigni: se dovesse passare il no al referendum costituzionale, afferma il premio Oscar, «sarebbe peggio della Brexit», per questo «è indispensabile che vinca il sì». Invece Beppe Grillo cita il duro editoriale del «Financial Times» contro il ddl Boschi per denunciare l’ esecutivo di «bluffisti e giocatori d’ azzardo». Oltre al Codacons, dunque, anche i partiti di opposizione provano per via giudiziaria a correggere il quesito. Gli avvocati Enzo Palumbo e Giuseppe Bozzi, impegnati anche nella difesa dei ricorrenti messinesi alla Consulta nel giudizio per l’ incostituzionalità dell’ Italicum, sostengono per conto di M5S e SI la mancata indicazione «degli articoli» revisionati e definisce «improprio» il riferimento al contenimento dei costi della politica. L’ esposto mette all’ indice il de creto della Presidenza della Repubblica che ha indetto il referendum ma, chiariscono subito ambienti del Quirinale, la formulazione del quesito «è stato valutato e ammesso» dalla Cassazione «in base a quanto previsto dall’ art 12 della legge 352 del 1970, e riproduce il titolo della legge quale approvato dal Parlamento». La Cas sazione, che ha accolto il quesito ammettendo il referendum, non interviene mentre i due fronti politici si scatenano. «Non si può avere paura della verità, è la Cassazione che ammette il quesito, non il governo», contrattacca la Boschi nel salotto di “Porta a Porta” in cui Stefano Parisi, pur ammettendo che il Quirinale non c’ entra nulla, sottolinea come «le frasi inducono a votare il sì». Solo una «cortina fumogena» dei sostenitori del No per nascondere la posta in gioco – questa è la tesi del Pd, «un modo per lanciare solo slogan e non entrare nel merito», si lamenta Renzi. Il premier fa campagna per il sì in Veneto lanciando un appello ai cittadini: «Non lasciatemi solo se volete cambiare il Paese». E non risparmiando frecciate a chi non vuol prendere i voti a destra», bacino su cui invece Renzi batte per convincere gli elettori azzurri e leghisti sul referendum. Male carte bollate non finiscono al testo del referendum. M5S presenta un esposto in Procura ipotizzando il reato di manipolazione del mercato contro il premier per le affermazioni sul Ponte. E si torna a polemizzare sulla par condicio in televisione.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: referendum, Tar Lazio
