Processo “spese pazze” in Liguria: gli scontrini sul maxischermo
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fonte:
- Corriere.it
Si è
aperto a Genova, dopo il rinvio di giugno, il procedimento contro 23
amministratori. Tre di loro, ancora in carica, in caso di condanna
sarebbero sospesi
Lo scorso giugno la Regione Liguria non aveva chiesto di costituirsi parte civile e quindi di chiedere i danni per gli acquisti personali fatti con i fondi regionali nella giornata di avvio del processo per le “spese pazze” sostenute, nel periodo compreso tra il 2010 e il 2012, da 23 ex e attuali consiglieri regionali. E il processo era stato rinviato al 3 ottobre. Era stato ammesso come parte civile il Codacons, l’ associazione per la difesa dei consumatori. Tra i 23 imputati (Mario Amelotti, ex contabile del Pd, è intanto stato prosciolto perché il fatto non sussiste, e Maurizio Torterolo, Lega Nord, ha patteggiato due anni), l’ attuale assessore allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi, e il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone. A processo, anche Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’ Italia e poi tutti gli ex componenti dell’ Ufficio di presidenza del Consiglio regionale negli anni 2010-2012 fra i quali Rosario Monteleone, allora presidente (Udc), Michele Boffa (Pd), Giacomo Conti (Fds), Massimo Donzella (Udc). Le accuse, a vario titolo, sono di peculato e falso.A colpire i cronisti, al processo, è stato l’ uso del maxischermo per mostrare nel dettaglio gli scontrini che documentano le spese. In caso di condanna i leghisti Francesco Bruzzone ed Edoardo Rixi, e Matteo Rosso, Fratelli d’ Italia, sarebbero sospesi per la legge Severino.
VALERIA PALUMBO
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