Smascherati 33 furbetti del cartellino Preferivano la sala giochi al lavoro
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fonte:
- Il Giornale
dalla prima pagina (…) di un dipendente sul conto del quale l’ amministrazione comunale, a seguito di un’ indagine interna, aveva rilevato comportamenti anomali. Le indagini, sviluppatesi attraverso intercettazioni telefoniche e video riprese in prossimità dei lettori badge installati all’ ingresso di due sedi del Comune di Biella, hanno permesso di accertare responsabilità penali a carico di 33 dipendenti che, avario titolo, erano soliti assentarsi sistematicamente ed ingiustificatamente dal lavoro senza registrare l’ uscita, per svolgere attività non connesse al servizio. Invece di lavorare, in sostanza, i dipendenti andavano a giocare alle slot machine o in palestra. I dipendenti che non si presentavano al lavoro delegavano la timbratura del badge a colleghi compiacenti e utilizzavano vetture in dotazione al Comune per andare a effettuare personali. Per 8 dei 33 indagati, tra cui un funzionario, il gip ha disposto l’ obbligo di dimora. «Inchieste come questa sono la prima tutela di chi ha sempre lavorato seriamente. Se e quando le accuse venissero confermate, sarà un dovere nei confronti loro e dei cittadini prenderei necessari provvedimenti disciplinari», ha detto il sindaco di Biella, Marco Cavicchioli. «Apprendo da fonti giudiziarie che l’ indagine sui dipendenti comunali è arrivata sulla scrivania del giudice perle indagini preliminari -aggiunge il primo cittadino-. Con inquirenti e magistrati abbiamo collaborato fin dai primi momenti di questa inchiesta, ricordando però che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva». «Se saranno accertati gli illeciti ipotizzati dalla Procura, i furbetti del cartellino scoperti a Biella dovran no risarcire i cittadini peri danni loro arrecati», afferma in una nota il Codacons, intervenendo sul caso dei 33 dipendenti assenteisti del Comune di Biella. «Si tratta di reati che, se confermati, avrebbero ripercussioni dirette per gli utenti – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Il danno per i cittadini è duplice: da un lato i servizi resi dall’ ente pubblico dove lavoravano i 33 dipendenti hanno subito un peggioramento a causa dell’ assenza ingiustificata dei lavoratori dagli uffici, dall’ altro vi è uno spreco di soldi pubblici, in quanto i dipendenti infedeli percepiscono stipendi senza lavorare». Il Codacons, che chiederà di costituirsi parte civile nel procedimento, «chiede il licenziamento immediato dei furbetti del cartellino di Biella e l’ avvio di azioni di recupero delle retribuzioni percepite negli anni dai dipendenti disonesti, soldi che dovranno rientrare nelle disponibilità della collettività».
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