30 Settembre 2016

ASSENTEISTI NEL MIRINO. Furbetti del cartellino: otto indagati al Comune di Biella

ASSENTEISTI NEL MIRINO. Furbetti del cartellino: otto indagati al Comune di Biella

    

Si assentavano “sistematicamente ed ingiustificatamente” dal lavoro , senza registrare l’ uscita , per svolgere attività non connesse al servizio, anche ludica . Otto dipendenti del Comune di Biella , tra cui un funzionario, sono indagati , a vario titolo, dalla Procura di Biella per truffa a danno dello Stato, peculato e falso . I furbetti del cartellino , secondo l’ accusa, delegavano la timbratura del badge a colleghi compiacenti e utilizzavano automezzi di proprietà comunale per il disbrigo di commissioni personali. Le indagini dei carabinieri , su delega della Procura, sono iniziate lo scorso aprile, con l’ ausilio di intercettazioni telefoniche e video riprese in prossimità dei lettori badge installati all’ ingresso di due sedi del Comune di Biella. Accertate irregolarità penali a carico di dipendenti comunali. Per otto di questi è stata disposta anche la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Biella. CODACONS: DANNI ARRECATI VANNO RISARCITI “Se saranno accertati gli illeciti ipotizzati dalla Procura, i furbetti del cartellino scoperti a Biella dovranno risarcire i cittadini per i danni loro arrecati”. Lo afferma in una nota il Codacons , secondo cui i reati, se confermati, “avrebbero ripercussioni dirette per gli utenti”. “Il danno per i cittadini è duplice – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi -: da un lato i servizi resi dall’ ente pubblico dove lavoravano i 33 dipendenti hanno subito un peggioramento a causa dell’ assenza ingiustificata dei lavoratori dagli uffici, dall’ altro vi è uno spreco di soldi pubblici , in quanto i dipendenti infedeli percepiscono stipendi senza lavorare “. Per tale motivo il Codacons, che si costituirà parte offesa nel procedimento, chiede il licenziamento immediato dei “furbetti del cartellino” di Biella e l’ avvio di azioni di recupero delle retribuzioni percepite negli anni dai dipendenti disonesti, soldi che dovranno rientrare nelle disponibilità della collettività.

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