Botte anche al bambino disabile Tre maestre finiscono ai domiciliari
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fonte:
- La Stampa
PALERMO. Il bambino disabile veniva gettato per terra, preso per le orecchie, schiaffeggiato, preso pizzicotti e colpito col tacco della scarpa della maestra. Schiaffi, minacce, rimproveri, vessazioni, urla per tutti gli altri. Le telecamere riprendono un’ insegnante che, dopo avere corretto un compito, strattona e spinge un bambino di sette anni. Questa l’ educazione che tre maestre di una scuola elementare di Partinico, cinquanta chilometri da Palermo, avrebbero impartito ai loro bambini. Ieri mattina sono finite agli arresti domiciliari con l’ accusa di maltrattamenti e lesioni. La Finanza ha registrato video che appaiono inequivocabili a carico delle tre donne, che hanno 61, 51 e 45 anni. Una di loro doveva occuparsi del disabile, come insegnante di sostegno, ma si sarebbe resa responsabile di una serie di violenze contro di lui. Il caso è venuto fuori perché alcune mamme avevano cominciato a notare comportamenti strani da parte dei figli: una bambina, in particolare, aveva cominciato a prendersela con le proprie bambole, rimproverandole e picchiandole come lei stessa veniva maltrattata a scuola. Da qui i primi sospetti, le denunce, l’ audizione – con tutte le cautele del caso -della bimba e dei compagni. Poi le intercettazioni. Con risultati sconvolgenti: in classe avvenivano maltrattamenti, si registravano le grida dei bambini sovrastate dalle urla delle maestre. Le tre educatrici perdevano un po’ troppo facilmente la pazienza: a una piccola, che aveva “osato” strappare un foglio da un quaderno, la maestra più anziana aveva gridato contro, dicendo agli altri che la “colpevole” era «scema, è scema, è scema, minchia!». E il disabi le? «Lui è bocciato pure quest’ anno, perché non solo non fa nulla, ma disturba pure! Disturba!». A un altro alunno che aveva sbagliato un calcolo, schiaffi sulla nuca: «Non hai capito niente, ci mittisti (ci hai messo) un numero sbagliato. E non lo toccare!», questo per evitare che il bambino cercasse di rimediare. Stupido e ignorante erano le parole più delicate rivolte ai bam bini, terrorizzati anche solo con il gesto di chi mima il ceffone: sbagliare un compito era ritenuto gravissimo. Anche un’ altra bambina di sette anni era stata punita a suon di schiaffoni. «Allora io oggi vi fazzu a facci tanta, va fazzu tanta (vi gonfio il viso), bastarda», registrano le microspie in aula, assieme al suono degli schiaffi. Forte, violento, inconfondibile e confermato dalle videocamere nascoste. Il disabile era il più preso di mira: più volte viene trascinato a terra e picchiato, anche col tacco della scarpa della maestra, sul piede e sul ginocchio. «Crudeltà, condotta sprezzante», scrive il gip Maria Cristina Sala nell’ ordine di custodia, chiesto dai pm Salvatore De Luca e Ilaria De Somma: «Emerge dalle immagini la disinvoltura con cui le presunte educatrici esibiscono odiosi comportamenti, immotivata violenza verbale e fisica, gratuite minacce». Insorge il Codacons, che chiederà i danni, mentre il sottosegretario all’ Istruzione, Davide Faraone, sabato esprimerà solidarietà alle famiglie degli alunni maltrattati.
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