27 Settembre 2016

Crollo vendite, i saldi non salvano i negozi E il Governo cerca soldi: 7 miliardi di tagli

Crollo vendite, i saldi non salvano i negozi E il Governo cerca soldi: 7 miliardi di tagli

ROMA. Mentre il Governo continua a parlare di ripresa, pessime notizie arrivano dal fronte delle vendite al dettaglio. Il commercio continua a soffrire, e a luglio 2016 le vendite al dettaglio hanno registrato una diminuzione congiunturale dello 0,3% sia in valore sia in volume. Secondo l’ Istat la flessione 8 imputabile ai prodotti non alimentari, le cui vendite calano dello 0,5% in valore e dello 0,4% in volume, mentre quelle di beni alimentari crescono, rispettivamente, dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume. Ma il calo diventa un vero e proprio crollo se si guarda alla dimensione delle imprese: su base annuale le vendite registrano un -2% per le quelle fino a 5 addetti e di -1,3% per quelle da 6 a 49 addetti. L’ unico segno più 8 per le aziende con oltre 50 addetti (+1,5%). Si tratta di numeri particolarmente negativi se si tiene presente che il periodo preso in esame 8 quell dei saldi estivi. «I dati sulle vendite al dettaglio di luglio sanciscono definitivamente la morte dei saldi di fine stagione», afferma il Codacons, per l’ associazione dei consumatori. «Il commercio continua a vivere una crisi nerissima e le norme in materia in Italia sono medievali e obsolete, e necessitano di modifiche urgenti». REDDITO PONTE. Intanto il Governo 8 alle prese con l’ aggiornamento del Def. Il confronto tra Governo e sindacati sugli interventi in materia previdenziale 8 slittato a domani, visto che il nodo risorse non 8 stato ancora definito. Il Tesoro 8 alla ricerca di risorse fresche per coprire i costi delle misure. È caccia a 7 miliardi di tagli, per i quali si ipotizzano interventi su sanità e beni e servizi. in tema di pensioni, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, annuncia che «disoccupati senza ammortizzatori, assicurati con disabilità o lavori usuranti: per queste tre categorie, dai 63 anni alla pensione di vecchiaia, il reddito ponte sarà interamente pagato dallo Stato». Insomma, spiega ancora nannicini, l’ Ape sarà un intervento con una forte impronta sociale: chi lo fa per bisogno 8 lo stato che si fa carico del Reddito ponte. Chi non lo fa per bisogno ma per volontà e scelta individuale» avrà penalizzazioni.
marco rossi

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