Consumi, male luglio: calo dello 0,3%
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fonte:
- Il Mattino
il trend avanzano gli alimentari: giù l’ abbigliamento e i prodotti editoriali
La ripresa dei consumi tra stop and go. Passo indietro a luglio. I pifferi dei saldi non hanno attirato più clienti. Anzi, i capricci di moda sono sempre più rari. Vestiti e calzature, malgrado gli sconti, sono rimasti sugli scaffali invenduti. La crisi dell’ editoria, con il flop delle vendite di libri e giornali, ha fatto sentire poi tutto il suo peso. Gli italiani anche sulla spiaggia non si separano dal tablet o dal pc portatile e snobbano quotidiani e libri. Ma non rinunciano ai piaceri del cibo. Detto in cifre dall’ Istat, a luglio rispetto a giugno le vendite al dettaglio in Italia sono calate dello 0,3%, sia in valore sia in volume. Hanno inciso i prodotti non alimentari, come quelli dell’ abbigliamento, e di cartolibreria ed editoria. Complessivamente, andati giù dello 0,5% in termini di valore. Dato che si confronta con il più 0,3% guadagnato nel mese dagli alimentari. Sul fronte macro può consolare il segno più del commercio estero extra Ue. Ad agosto, grazie soprattutto alla Cina, sale dell’ 11% in un anno. Per i consumi, invece, dopo un 2015 positivo, le famiglie stentano a mostrarsi ottimiste. E questa vena di pessimismo appesantisce gli acquisti. Giù dello 0,2% in un anno (meno 0,8% se si guarda alle quantità). Crisi dei consumi ma anche del commercio. Le statistiche dell’ Istituto di via Balbo ricalcano ancora di più lo storico divario tra piccoli e grandi esercenti. Fra una grande distribuzione che aumenta le vendite, sia pure galleggiando su un guadagno appena superiore al punto percentuale (+1,1), e i piccoli negozi tornati invece in terreno negativo con una perdita dell’ 1,2%. A dimostrazione del fatto che lo shopping si concentra sempre più nei grandi esercizi specializzati, in moda o arredamento per esempio, e nell’ industria di marca, l’ ottimismo espresso dal presidente di Centromarca, Luigi Bordoni. Il comparto mostra «detiene la quota di mercato più elevata d’ Europa», commenta. Il 61% delle firme, inoltre, prevede una crescita a giugno 2017. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, coglie l’ occasione per chiedere l’ abolizione dei saldi già dal 2017: «Va liberalizzato del tutto il settore del commercio in modo da moltiplicare le occasioni di acquisto e dare respiro ai piccoli negozi». Federconsumatori e Adusbef giudicano invece «indispensabile agire per una redistribuzione dei redditi». Massimiliano Dona, segretario dell’ Unione nazionale consumatori, lancia un appello al governo: «Nella legge di Stabilità ridia capacità di spesa alle famiglie». Dai consumatori ai commercianti. Confcommercio, la più importante associazione del terziario torna a invocare una riforma fiscale con un taglio di tutte le aliquote Irpef a partire dal 2017. Mentre Confesercenti prevede per fine 2016 una «grave perdita di fatturato per il piccolo commercio». Anche Federdistribuzione vede nero all’ orizzonte. Il presidente Giovanni Cobolli Gigli fa notare come «anche a fronte di prezzi sostanzialmente fermi e di retribuzioni reali in crescita, le quantità acquistate dalle famiglie diminuiscono. Prevalgono preoccupazione e attendismo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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