23 Settembre 2016

Operai tranciano un tubo Mezza Milano sott’ acqua

Operai tranciano un tubo Mezza Milano sott’ acqua
l’ incidente sotto il pirellone, deviate le linee del tram. chiusi i rubinetti in tutto il quartiere

MASSIMO SANVITO A distanza di un mese, la zona attorno alla Stazione Centrale di Milano torna ad allagarsi a causa della rottura di una tubatura, con strade trasformate in piscine nel pieno degli eventi legati alla settimana della moda. È successo in via Filzi attorno alle 16,30, quando un escavatore di un’ impresa privata, durante alcuni lavori sulla sede stradale, ha tranciato accidentalmente un tubo dell’ acquedotto. Oltre a via Filzi, si sono allagate anche via Galvani, via Copernico e via Fara, con parte di strada allagata davanti all’ ingresso del grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia. Parecchi i disagi, non solo per i passanti e gli autombolisti, costretti a fermarsi o a procedere a passo d’ uomo nelle strade allagate (tra i 12 e i 20 cm d’ acqua), ma anche per chi viaggiava sui mezzi pubblici, dal momento che Atm è stata costretta a deviare le linee 9 e 10 dei tram. Oltre che per i residenti, costretti a rimanere senz’ acqua durante la riparazione e per i bambini che a quell’ ora stavano uscendo dalla scuola di via Fara dopo il suono della campanella. Sul posto sono giunte immediatamente due squadre del pronto intervento acquedotto «per poter al più presto ripristinare il servizio alla cittadinanza», come ha reso noto Metropolitana Milanese. L’ azienda «prevede tempi lunghi, ma le squadre di pronto intervento si alterneranno al lavoro continuatamente». Dunque, disagi prolungati per i residenti della zona, ma necessari per ripristinare la normalità nel quartiere. Per prima cosa è stata chiusa l’ acqua per poter riparare il danno. «Venezia? No, via Fabio Filzi», si è chiesto ironicamente il consigliere regionale Pd Fabio Pizzul che dagli uffici del Pirellone si è affacciato alla finestra e ha visto (poi fotografato e postato su Instagram) le auto alle prese con l’ allagamento. Come dicevamo, non è la prima volta che la zona della Centrale si ritrova sommersa d’ acqua, anche se le modalità della volta precedente furono diverse. L’ 11 agosto scorso, infatti, le tubature di via Melchiorre Gioia non furono rotte da un errore negli scavi, ma semplicemente dall’ usura, e il traffico non andò in tilt. In quell’ occasione non mancarono le polemiche, con il Codacons che diffidò Mm a risarcire tutti i cittadini danneggiati dagli allegamenti. Gli episodi, però, non si fermano qui. A luglio fu la volta di un grosso tubo d’ acqua in via Lombroso (70 cm, il doppio di quello di via Filzi) non lontano dall’ Ortomercato, che richiese l’ intervento di tecnici e agenti della polizia locale per ben ventiquattro ore, con traffico sospeso e residenti senz’ acqua per parecchie ore; mentre a maggio, sempre per la rottura di una tubatura, ad allagarsi fu via Adriano, con tanto di asfalto sollevato e negozianti alle prese con 15 cm d’ acqua nei loro esercizi. Dunque, ben quattro casi di allagamenti negli ultimi quattro mesi. Tolto quest’ ultimo caso accidentale, torna a far discutere la manutenzione della rete idrica della città. riproduzione riservata Assi di legno per i pedoni nell’ incrocio allagato tra via Fara e via Galvani \

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