17 Settembre 2016

Bollette della luce il Tar sblocca i rincari in via provvisoria

Bollette della luce il Tar sblocca i rincari in via provvisoria

MILANO. Il Tar sblocca l’ aumento della bolletta elettrica. Ma non è detto che il rincaro sia definitivo. Perché i consumatori potrebbero riavere indietro i soldi, nel caso in cui il Tribunale amministrativo di Milano decidesse di rivedere la sua decisione. Non a caso, il Tar della Lombardia pur sbloccando gli aumenti congelati nel luglio scorso dallo stesso tribunale amministrativo in una prima sentenza dopo il ricorso del Codacons – ha però obbligato l’ Autorità dell’ energia a preparare un piano per gli eventuali rimborsi. Questo nel caso in cui lo stesso Tar dovesse bocciare gli aumenti quando si riunirà per decidere nel merito, il prossimo 16 febbraio. Basterebbe già questo per avere la conferma di essere di fronte a un pasticcio senza precedenti, destinato trascinarsi ancora a lungo. E che potrebbe portare l’ Autorità per l’ Energia a multare i produttori di elettricità responsabili degli aumenti in bolletta. Ma partiamo dall’ inizio della vicenda. Le tariffe della luce sono rincarate del 4,3% con una decisione dell’ Authority annunciata alla fine del giugno scorso, valida per il trimestre compreso tra il 1° luglio e il 30 settembre di quest’ anno. Un balzo dei costi dovuto soprattutto a «una significativa crescita dei costi di dispacciamento, cioè dei costi sostenuti dal gestore della rete Terna per il mantenimento in equilibrio del sistema elettrico ». Terna (la società pubblica che gestisce la rete ad alta tensione e che ha il compito di garantire che l’ elettricità arrivi in tutto il paese) ha segnalato «un aggravio di costi per il sistema e una alterazione del normale meccanismo di formazione dei prezzi di mercato». Ma come è possibile che le tariffe salgano nonostante siano in costante diminuzione i prezzi per la produzione di elettricità, a cominciare dal gas che alimenta le grandi centrali a ciclo combinato? Dietro al termine “alterazione”, si nasconderebbe un trucchetto usato da alcuni produttori per farsi pagare a livello maggiorato l’ energia elettrica prodotta e venduta a Terna. Secondo una ricostruzione contenuta in un documento di Confindustria, ciò è accaduto perché alcuni operatori hanno deciso di non offrire più energia, tenendo le centrali del tutto ferme. Vendendo energia solo a un prezzo molto elevato, approfittando dei momenti di maggior domanda nell’ arco della giornata. Nel corso dei primi sei mesi del 2016, tutto ciò – sempre secondo l’ associazione degli industriali – ha comportato un extracosto per il sistema che ha raggiunto il miliardo di euro. Anche su sollecitazione del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, l’ Autorità dell’ energia ha aperto un’ inchiesta che dovrebbe concludersi a breve per capire come siano andate esattamente le cose e, nel caso, multare i responsabili. Proprio l’ inchiesta aperta è alla base del ricorso presentato dal Codacons per fermare gli aumenti: in una prima decisione del 20 luglio il Tar li ha sospesi in via cautelare. Tornato a riunirsi dopo il ricorso dell’ Authority, ieri ha sbloccato le nuove tariffe. Con la prima bolletta utile, i vari operatori potranno dunque chiedere il conguaglio di quanto consumato a partire dal 1° luglio. Ma potrebbero restituire tutto, quando a febbraio il Tar deciderà nel merito. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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