“La satira non è riverente, infatti piace a giorni alterni”
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
Èil più bel libro di satira degli ultimi 30 anni”, garantisce l’ autore, Stefano Disegni, oggi in libreria con la raccolta delle strisce uscite su il Fatto Quotidiano e Sette: Tanta Roba. “Tutta quella che i lettori si sono persi o che vorrebbero rileggere. il libro è diviso per “tipi”. Dagli “Indispensabili” agli “Spettatori”. I più attuali? “Gli spettatori”, tra cui anch’ io. Quelli che si entusiasmano per un nuovo fenomeno e poi sono costretti ad assistere al solito teatrino. E ti ritrovi a dire: “Ma questo non era quello su cui avevamo puntato tutto?” Vale anche per i politici, prendi il caso di Roma: dovevano fare chissà cosa, e invece… Sulla cresta dell’ onda c’ è appunto “La questione capitale”, in cui torna D’ Alema. Facile fare satira su di lui? No, è difficile. Nessuno riesce a fargli male quanto è capace di farsene lui. Io ho accettato questa sfida titanica e mi è andata bene Tra i politici qual è il più riuscito? Siamo tutti orfani di Berlusconi e del suo “circo”. Ora uno può fare lui che si ferisce il dito nel finestrino, ma niente in confronto a prima. Ma il mio Turborenzi che va a velocità supersonica e non si capisce dove vada ha riscosso molto successo. A proposito di fama, un’ altra categoria sbeffeggiata da lei è quella dei presentatori tv. Chi vince? Senza dubbio Vespa. Dio ce lo conservi almeno altri 150 anni. Ma anche con quel programma che hanno visto quattro suoi amici. Giusto il tempo di far arrabbiare il Codacons per aver costretto gli italiani a pagare il canone. Tra Facebook e Realbook siamo così persi come ci disegna? È una questione controversa. Anche io uso i social network. Questo libro l’ ho promosso su Facebook. Penso però che ti permettano di fare cose orrende che nella realtà non faresti. Tipo dire a tutti che hai mangiato gamberoni. E gli altri giù “like”. Citando una delle prime strisce della raccolta, ci siamo tutti o manca ancora qualcuno? Ci sono tutti, quelli che apprezzano la satira solo finché piace. Il Fatto è un giornale libero, ho potuto fare satira su tutto. Ma c’ è stato un momento in cui se facevo strisce sul Pd i commenti erano: “Disegni da Pulitzer”, se la facevo sui 5Stelle ero un “coglione bollito”. La satira invece non può essere riverente. In “Pipp advisor” fai un duro attacco alle app su cui si danno giudizi. Di quelli che poi offendono nella realtà e possono portare anche al suicidio “Pipp advisor” era un prologo: trattare le persone come hotel da recensire è mostruoso. L’ epilogo può essere l’ avvenimento di cronaca di questi giorni. La satira: è come dice lei, la confondiamo con la spiritosaggine da talk? Per ora sembra che quella tv sia morta. Ci sono solo imitatori dei politici. La speranza è che torni quella combattiva.
alessia grossi
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