16 Settembre 2016

L’Anac stronca le nomine Rai

L’Anac stronca le nomine Rai Il sindacato della tv pubblica Usigrai, che aveva presentato l’ esposto: «Censura senza precedenti»

L’
Usigrai, il sindacato dei
giornalisti della tv pubbli-
ca, parla di «censura sen-
za precedenti» nei confronti del
vertice di viale Mazzini. In effetti
la presa di posizione dell’Anac
sulle nomine Rai – sollecitata con
un esposto presentato proprio
dall’Usigrai – è un inedito. Anche
perché il nuovo piano aziendale
che ha piantato paletti ancora
più fitti per quanto riguarda le di-
sposizioni anticorruzione è in vi-
gore dal 26 gennaio 2016. Ma le
verifiche dell’Autorità guidata da
Raffaele Cantone hanno riguarda-
to anche nove assunzioni effet-
tuate mentre era in vigore il pre-
cedente  piano  anticorruzione
(2015-2017).
In tutto, sono state passate al
setaccio 22 posizioni di dirigenti
chiamati dall’esterno. L’Anac pre-
mette che non è di sua competen-
za valutare «la legittimità o meno
delle procedure di assunzione o
dei requisiti di partecipazione
delle procedure concorsuali» né
«la legittimità dell’ammontare de-
gli stipendi», ma solo «l’applica-
zione e l’efficacia» delle misure
previste dai piani anticorruzione.
Dopodiché avanza una serie di ri-
lievi sulle nomine effettuale nella
Rai  a  guida  Antonio  Campo
Dall’Orto: dalla mancata ricogni-
zione preventiva delle professio-
nalità interne attraverso il
job po-
sting
al conflitto di interessi (in
un caso in particolare) a irregola-
rità procedurali.
Un parere, quello dell’Anac,
non vincolante per viale Mazzini,
che comunque «esaminerà a fon-
do» le raccomandazioni dell’Au-
torità – replica l’azienda – spiegan-
do che comunque l’Anac ha rile-
vato la «sostanziale correttezza
dei principi adottati» nelle assun-
zioni.
Ma la polemica politica monta
immediatamente e il Codacons
ipotizza addirittura l’apertura di
un’indagine chiedendo a Canto-
ne di girare gli atti alla Procura di
Roma. Per il momento, gli atti
dell’Anac, come previsto, sono
stati trasmessi alla Corte dei Con-
ti – che ha il compito di valutare
eventuali danni erariali – e al Te-
soro, azionista della Rai con il
quale l’azienda annuncia che
«aprirà un confronto».
Tra i casi esaminati, e per i qua-
li l’Anac segnala la mancata sele-
zione attraverso il
job posting,
ci
sono quelli della direttrice di Rai-
tre Daria Bignardi e della respon-
sabile di Raidue Ilaria Dallatana,
del direttore editoriale informa-
zione Carlo Verdelli e del diretto-
re di Raisport Gabriele Romagno-
li. Anche l’assunzione di Gianlu-
ca Semprini, giornalista chiama-
to da Sky per condurre
Politics
su
Raitre in sostituzione di
Ballarò
(scelta che per ora non si è dimo-
strata felice: martedì si è fermato
al 3%) è avvenuta con «gli stessi li-
miti e le stesse carenze evidenzia-
te» per le 21 assunzioni di dirigen-
ti esterni effettuate dalla Rai, se-
gnala ancora l’Anac. Si salva inve-
ce Roberto Bagatti, chiamato dal
direttore generale Cdo a ricoprire
lincarico di «Chief of Brand and
Creative»: su di lui, nulla da ecce-
pire. Mentre l’«ipotesi di conflitto
d’interessi» – segnala l’Anac – ri-
guarda il capo della sicurezza in-
terna Genseric Cantournet: a ef-
fettuare la selezione per quell’in-
carico – come aveva scritto
il Fat-
to quotidiano
– sarebbe stata la
società di cacciatori di teste Sal-
via, Cantournet & Partners di cui
è amministratore delegato il pa-
dre del prescelto, Bernard. A via-
le Mazzini già si parla di possibile
licenziamento.   Il   ministero
dell’Economia,  spiega  ancora
l’azienda, valuterà invece le posi-
zioni di Guido Rossi (capo dello
staff del direttore generale) e di
Luigi Coldagelli, arrivato a viale
Mazzini per ricoprire l’incarico
di responsabile delle relazioni
con i media da via Arenula, dove
era il portavoce del ministro della
giustizia Andrea Orlando.
La Rai invece vuole sottolinea-
re che a differenza di quanto so-
stenuto nei mesi scorsi non è sta-
to superato il tetto del 5% di diri-
genti esterni.
Il parere dell’Anac sarà discus-
so anche dalla commissione di vi-
gilanza Rai, dalla quale si levano
già parecchie voci. Ovviamente
anche quella di Michele Anzaldi,
renziano sempre pronto a punta-
re l’indice anche sulle scelte dei
vertici renziani di viale Mazzini:
«Mesi di allarmi e denunce su
inopportunità, irregolarità e as-
senza di job posting. Serviva Can-
tone per fermarsi?», scrive su Fa-
cebook. «Il parere dell’Anac costi-
tuisce  una  censura  secca
dell’operato dei vertici Rai e
conferma le nostre ripetute
obiezioni in merito alla gestio-
ne dei contratti per i dirigenti
e le risorse esterne all’azien-
da», dice anche Nicola Frato-
ianni,  di  Sinistra  italiana.
«Vertici Rai pasticcioni», com-
menta il capogruppo dei 5
Stelle in vigilanza, Alberto Ai-
rola. Che, come Maurizio Ga-
sparri, chiede un’improbabi-
le – salvo eccezioni – revoca
dei contratti.

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