15 Settembre 2016

L’ Italia resta ancora in deflazione

L’ Italia resta ancora in deflazione

Nel mese di agosto 2016, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,1% su base annua facendo registrare lo stesso tasso tendenziale di luglio. La stima preliminare dell’ Istat è dunque confermata, con l’ Italia che rimane in deflazione. L’ inflazione acquisita per il 2016 risulta pari a zero (era -0,1% a luglio). Ad agosto, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza sono fermi su base mensile e registrano un aumento su base annua pari a +0,1% (era -0,1% a luglio). La stabilità congiunturale dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, si spiega, «è la sintesi di aumenti da un lato e diminuzioni dall’ altro dei prezzi, rispettivamente, degli alimentari freschi e dei carburanti». I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non variano in termini congiunturali e registrano, in termini tendenziali, un aumento pari a +0,1% (era -0,1% a luglio). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,3% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da +0,4% di luglio). Secondo la Coldiretti, la deflazione ha effetti devastanti nelle campagne dove le quotazioni rispetto allo scorso anno sono praticamente dimezzate per il grano duro (-43%) e «il latte viene ormai pagato quasi come l’ acqua». «Si tratta di un dato senza dubbio negativo, soprattutto perché registrato ad agosto, quando cioè aumenta la spesa degli italiani per effetto delle vacanze. Prosegue l’ emergenza prezzi in Italia e nemmeno le vacanze estive, che ogni anno determinano un generalizzato incremento dei listini, fermano la deflazione», afferma invece in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

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