«Sarà un anno scolastico all’ insegna dei supplenti»
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fonte:
- La Provincia Pavese
il provveditore
renato rovetta ammette 20 giorni di ritardo a causa dei concorsi «la
buona scuola ha portato tanti cambiamenti, copriremo tutti i posti
vacanti»il codacons presenterà una class action
Il Codacons presenterà una class atcion volta a ottenere un rimborso per per ogni alunno che vede leso il proprio diritto allo studio. «Certificati medici, domande di aspettativa, congedi parentali, permessi straordinari – si legge nel comunicato del Codacons – Piovono le richieste dei professori sulle scrivanie dei presidi in vista del primo giorno di scuola: pur di rinviare un trasferimento forzato, e inutilmente dispendioso, si ricorre a qualsiasi mezzo. Nonostante l’ inizio della scuola, regna ancora il caos nell’ attribuzione delle cattedre, e molte aule rischiano di rimanere vuote, soprattutto al Nord. Per partecipare all’ iniziativa, scrivere a [email protected] oppure telefonare allo 02.29419096 / 02.29408196». di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA La riforma della Buona Scuola è ancora in una fase di rodaggio. Ma dal prossimo anno scolastico le criticità di questo avvio di lezioni saranno superate. Ne è convinto il provveditore Renato Rovetta che infatti dice: «L’ allungamento dei tempi è dovuto ai concorsi che stanno immettendo in ruolo un numero senza precedenti di insegnanti». Il rientro in classe, nella provincia di Pavia, è avvenuto con dei vuoti significativi nell’ organico: 100 maestre, 120 insegnanti di sostegno. «Non sono in grado di fornire dei numeri esatti – risponde il dirigente facente funzione nell’ ex provveditorato di via Taramelli – ma anche prima dell’ ultima riforma il ritorno sui banchi non coincideva affatto con la copertura di tutte le cattedre. Certo quest’ estate, a causa della selezione dei candidati, siamo partiti in ritardo di una ventina di giorni. In passato la situazione era definita nella prima settimana di agosto, quest’ anno non è stato possibile con i concorsi per l’ abilitazione dei docenti finiti a giugno, se non addirittura più tardi. E diversi devono ancora terminare». Cosa sarà di questi insegnanti che coltivano la legittima aspirazione di un posto di ruolo? «Purtroppo non potranno avere la cattedra quest’ anno scolastico, ma di sicuro il prossimo toccherà a loro». I sindacati lamentano una confusione senza precedenti nonostante, ve lo riconoscono, il grande lavoro svolto nei vostri uffici di via Taramelli. Ma il problema, per chi si occupa di scuola, è a monte: la riforma avrebbe aumentato le difficoltà. «In realtà le immissioni in ruolo da graduatorie ad esaurimento si sono concluse, ora siamo nella fase delle cosiddette chiamate per competenze, che spetta ai dirigenti. I presidi devono scegliere in base ai curriculum che vengono loro inviati dagli insegnanti». Eppure la riforma non sembra in grado far partire le lezioni con tutte le caselle coperte, tanto è vero che sarà necessario fare ricorso, ancora una volta, ai supplenti: mancano maestre, insegnanti di sostegno e vi sono problemi in certe materie tecniche. «Attenzione, però: molti dei supplenti che prenderanno servizio nei prossimi mesi magari sono gli stessi che hanno vinto un concorso o che sono in attesa di conoscerne l’ esito. La situazione attuale è estremamente fluida ed è fluida anche a causa della mobilità, dei trasferimenti». Il 90 per cento delle maestre che hanno avuto un incarico a Pavia sono originarie del Sud. Diverse chiederanno un avvicinamento a casa avendo i requisiti per pretenderlo: un figlio disabile per esempio. «Le singole scuole hanno già iniziato a chiamare i supplenti, che in futuro diminuiranno di numero. I nostri studenti comunque non resteranno privi di insegnanti. Credo si debba avere un po’ di pazienza. In questi ultimi due anni è stato introdotto un numero senza precedenti di riforme. Proprio la mole dei cambiamenti dovrebbe consigliare una sospensione, almeno temporanea, del giudizio. Sono convinto che una volta finiti i concorsi anche l’ immissione in ruolo dei docenti sarà molto più semplice e lineare. Certo, servirà un altro anno scolastico perché questa riforma possa andare pienamente a regime».
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