Concorsone class action per gli esclusi agli orali
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fonte:
- la Repubblica
la promuove codacons per i docenti toscani esclusi dalle prove prof in rivolta a siena e a pistoia
ANDREA BULLERI A DUE giorni dal suono della campanella che darà il via al nuovo anno scolastico, grande è (ancora) la confusione sotto il cielo della scuola. E se docenti e associazioni sono sul piede di guerra e annunciano ricorsi (ultima in ordine di tempo, ieri, il Codacons) sia a Siena che a Pistoia devono intervenire le forze dell’ ordine. È successo ieri mattina, quando circa un’ ottantina di insegnanti rimasti senza cattedra, alla vista delle graduatorie ha fatto arrivare i carabinieri al provveditorato agli studi di Siena per presunte irregolarità nella classifica delle assegnazioni. Oltre al danno di non vedersi riconosciuta la cattedra, a scatenare la rabbia dei prof senesi è stata la beffa: una collega 61enne infatti, insegnante da più di trent’ anni con il solo diploma magistrale, non ha ottenuto un punteggio abbastanza alto per essere ammessa alla graduatoria. Copione simile a Pistoia, con l’ arrivo delle forze di polizia all’ ufficio scolastico e l’ invito ai docenti, laddove lo ritenessero necessario, di rivolgersi al Tar. Proprio sul fronte ricorsi, a dare battaglia si è aggiunto ieri il Codacons, che ha lanciato in Toscana una campagna adesioni tra gli insegnanti bocciati alle prove scritte del concorsone. Obiettivo della class action, che sarà presentata nelle prossime settimane al Tar del Lazio, è quello di ottenere l’ annullamento delle graduatorie di merito attuali e consentire così anche ai docenti “rimandati” nella prima fase del concorso, l’ ammissione alle prove orali. «Come Codacons – spiega l’ avvocato Silvia Bartolini, presidente dei consumatori toscani – ci siamo più volte occupati di scuola, presentando numerosi ricorsi sul tema del precariato. Molti dei quali – aggiunge – sono stati vinti». Del concorsone, spiega Bartolini, il Codacons contesta sia il merito che il metodo. Ovvero sia e modalità di svolgimento delle prove scritte che l’ assegnazione automatica delle cattedre da parte del “cervellone” del ministero, oltre alla lentezza nell’ arrivo dei risultati. Sulle prove sottoposte ai docenti si era levato già nelle scorse settimane un coro di critiche, con la metà degli insegnanti bocciata agli scritti e impossibilitata a partecipare agli orali. Anche a costo di non coprire tutti i posti disponibili: emblematico il caso della Toscana, con soli 143 prof di italiano ammessi agli orali per 664 posti da coprire. Se il ricorso venisse accolto, per i docenti potrebbero aprirsi le porte dell’ entrata in graduatoria «con riserva». Per gli studenti invece, il rischio è quello di vedersi cambiare docente dopo pochi mesi. Comunque vada a finire. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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