13 Settembre 2016

Codacons: azione di chi non è stato ammesso agli orali del concorso

Codacons: azione di chi non è stato ammesso agli orali del concorso

• Proprio mentre suona la campanella nelle aule pugliesi, il Codacons annuncia un ricorso collettivo degli aspiranti docenti di Puglia contro il Miur. L’ a z i o n e, da intraprendere al Tar del Lazio, sarebbe in favore di tutti gli insegnanti residenti in regione che non sono stati ammessi alle prove orali del concorso per l’ immissione in ruolo secondo la normativa della «Buona scuola». L’ inizia tiva, si legge in una nota, ha lo scopo di «ottenere l’ annullamento, previa sospensiva, dell’ efficacia delle graduatorie di merito e dei giudizi negativi di mancata ammissione alla prova orale e, comunque, l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle successive fasi concorsuali, anche alla luce dell’ orientamento già espresso dal Tar del Lazio in tema». Il ricorso, spiega il Codacons, è diretto a «contestare l’ ar ticolazione delle prove concorsuali, i criteri stabiliti per la loro elaborazione e valutazione, nonché le modalità di svolgimento delle prove stesse». Tutti i docenti della Puglia bocciati alle prove scritte possono ottenere informazioni e partecipare all’ azione collettiva attraverso il sito «www.codacons.it». E proprio ieri è stato diffuso il testo della lettera inviata alle scuole pugliesi, dall’ assessore regionale al Diritto allo Studio. Sebastiano Leo si rivolge «ai docenti, ai dirigenti e a tutti gli operatori scolastici» augurando loro «di continuare a lavorare con professionalità e cuore, perché la scuola sia il luogo della tolleranza, della solidarietà e del rispetto», mentre «agli studenti e alle loro famiglie» augura «di vivere questa esperienza con entusiasmo e condivisione, affinché maturino nella cultura della legalità e della partecipazione responsabile». Per Rossano Sasso, coordinatore regionale Noi con Salvini, «l’ inizio del nuovo anno scolastico purtroppo anche in Puglia si connota delle solite caratteristiche: disagi, disservizi, disorganizzazione, alle quali si aggiunge un dato che quest’ anno a causa della cosìddetta buona scuola di Renzi è cresciuto in maniera preoccupante, quello delle cattedre vacanti». «In ogni provincia della regione – sottolinea Sasso – già dal primo giorno di scuola sono state lamentate dalle famiglie degli alunni molte cattedre vacanti ed insegnanti supplenti con classi già divise ed accorpate in classi pollaio. In alcune scuole addirittura si sarebbero verificati episodi di inagibilità ma la cosa più odiosa è che mancano gli insegnanti sul sostegno».

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