12 Settembre 2016

Primo giorno di scuola in Veneto Zaia: no al caos, meglio iniziare a ottobre

Primo giorno di scuola in Veneto Zaia: no al caos, meglio iniziare a ottobre
il
governatore: mancano 468 insegnanti ed è una situazione che si perpetua
da anni con docenti che arrivano dalla sicilia e viceversa

VENEZIA Un «in bocca al lupo» è stato rivolto a tutti coloro che domani, primo giorno in Veneto, entreranno a scuola dal presidente Luca Zaia il quale sottolinea che «si parte nel caos governativo. Allora è meglio a ottobre». «Lunedì – osserva Zaia – inizia una grande avventura per le matricole e riprende una grande avventura per gli altri ragazzi, per insegnanti, bidelli, personale amministrativo. A tutti va il mio in bocca al lupo, perché la scuola è stata per tutti noi non solo formazione, ma un’ esperienza di vita che segna tutta la vita. Purtroppo però, quest’ anno, si parte pesantemente ad handicap, in una situazione di caos che è il perfetto biglietto da visita di un governo che non riesce nemmeno a gestire la cosa più programmabile del mondo che è l’ inizio di un anno scolastico». Zaia ricorda che l’ apertura dell’ anno scolastico 2016/17, che per le scuole venete è fissata ufficialmente per lunedì 12 settembre, è segnata «da una grave carenza legata alla mancanza di ben 468 insegnanti». «È una situazione che si perpetua da anni – aggiunge – con insegnanti che mancano, altri che arrivano in Veneto dalla Sicilia per fare qualche ora e viceversa: in realtà per la scuola non c’ è la benché minima attenzione, a meno che il governo non voglia sostenere che anche questa è un’ emergenza». «Qui delle due l’ una – conclude Zaia -: o si fanno le cose per bene o si torna all’ apertura a ottobre com’ è stato in passato, dedicando settembre a mettere a posto l’ organizzazione sul serio per poi partire davvero, con la squadra al completo». In una nota il Codacons «il tanto atteso concorso docenti, che avrebbe dovuto essere uno dei fiori all’ occhiello della “Buona scuola” voluta dall’ attuale governo, continua a far discutere. Anzi: l’ esito delle prove scritte, finora corrette, sta causando più polemiche perfino dei requisiti di accesso previsti dal bando stesso. A far discutere – spiega il Codacons – l’ estrema lentezza delle commissioni, che dal 28 aprile ad oggi avrebbero corretto circa 70mila prove, e il preoccupante esito di tali correzioni: oltre la metà dei candidati non è stata ammessa agli orali. Il 55,2% delle prove, secondo fonti stampa, non sarebbero state neppure sufficienti. Il Codacons, da sempre particolarmente attento al mondo della scuola, teme che il concorso possa trasformarsi nell’ ennesima beffa a danno di chi coltiva la legittima ambizione di essere immesso in ruolo. Saranno danneggiati sia coloro che, sebbene preparati, si sono visti bocciare, sia chi, invece, sarà chiamato per l’ ennesima supplenza annuale. Per questo l’ associazione lancia oggi in Veneto un ricorso collettivo contro il Miur, da intraprendere al Tar Lazio, in favore di tutti i docenti residenti in regione che non sono stati ammessi alle prove orali. L’ iniziativa ha lo scopo di ottenere l’ annullamento previa sospensiva dell’ efficacia delle graduatorie di merito e dei giudizi negativi di mancata ammissione alla prova orale e, comunque, l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle successive fasi concorsuali, anche alla luce dell’ orientamento già espresso dal TAR del Lazio in tema. Il ricorso – spiega il Codacons – è diretto a contestare l’ articolazione delle prove concorsuali, i criteri stabiliti per la loro elaborazione e valutazione, nonché le modalità di svolgimento delle prove stesse. Tutti i docenti del Veneto bocciati alle prove scritte possono ottenere informazioni e partecipare all’ azione collettiva attraverso il sito www.codacons.it .

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