Istat, crescita interrotta, i prossimi mesi saranno ancora deboli
“L’economia italiana ha interrotto la fase di crescita, condizionata dal lato della domanda dal contributo negativo della componente interna e dal lato dell’offerta dalla caduta produttiva del settore industriale”. Così l’Istat nella nota mensile, sottolineando che “l’indicatore anticipatore dell’economia rimane negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell’economia italiana”.
L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane “è sceso sotto quota 100 per la prima volta dal febbraio 2015”, evidenzia l’Istat. Di positivo c’è che “gli indici di diffusione della crescita congiunturale dei settori della manifattura e dei servizi segnalano ancora una percentuale superiore al 50% di settori in espansione”, ma “la quota risulta in diminuzione rispetto ai trimestri precedenti”.
Nel mese di luglio la dinamica del mercato del lavoro ha mostrato una battuta d’arresto. Gli occupati totali
sono diminuiti di circa 63 mila unità (-0,3%) dopo 4 mesi consecutivi di aumento. Inoltre l’Istituto di statistica mette in evidenzia come la riduzione degli occupati a luglio abbia “riguardato esclusivamente gli indipendenti (-68 mila) e in misura maggiore la componente femminile (-51 mila)”. Non conosce invece pause l’aumento del tasso di occupazione tra gli over50: in rialzo “per la settima volta dall’inizio dell’anno”. Nel complesso, guardando al trimestre maggio-luglio, “l’occupazione è comunque aumentata in misura significativa (+0,7% rispetto al trimestre precedente, pari a +157 mila unità)”
Padoan sostiene che il prodotto interno lordo sia in crescita, il Codacons attacca
A riguardo si ricorda la crescita zero registrata dal Pil italiano tra aprile e giugno, con un +0,8% tendenziale (dato quest’ultimo che, seppure positivo, risulta in frenata rispetto all’1% del primo trimestre).
Inoltre, aggiunge l’Istat, “lo scenario per i prossimi mesi non lascia ipotizzare recuperi significativi della dinamica dei prezzi”. Allargando lo sguardo oltre i confini italiani, l’Istat fa notare come a livello internazionale prosegua “la fase espansiva dell’economia statunitense mentre i paesi dell’area euro mostrano segnali di rallentamento nel secondo trimestre”.
I COMMENTI
“La crescita non si è mai vista. E’ necessaria un’azione di responsabilità per dare nuovo slancio al sistema economico. Ripartire dal Lavoro, vera priorità del Paese”: così Federconsumatori e Adusbef commentano i dati Istat. “E’ giunto il momento di reagire per dare una vera scossa e questa fase di lento declino. E’ necessario avviare quel un Piano Straordinario per il Lavoro che invochiamo da tempo e che deve prevedere lo stanziamento di investimenti pubblici per almeno 60 miliardi di euro”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. “Un piano – aggiungono – che non può in alcun modo essere rimandato, se veramente si vuole rimettere in moto il nostro sistema economico. Non dimentichiamo, infatti, che proprio la crisi della domanda interna sottolineata oggi dall’Istat è alimentata dalla mancanza di posti di lavoro e dalla disoccupazione giovanile: secondo quanto calcolato dal nostro osservatorio nazionale la necessità di sostenere figli e nipoti disoccupati pesa sui bilanci familiari per circa 450 euro al mese”.
Si preannuncia un autunno nero per l’economia italiana. Lo afferma il Codacons, commentando la nota mensile Istat che parla di crescita interrotta per il paese. “In arrivo mesi duri per la nostra economia, soprattutto sul fronte dei consumi, delle vendite e del commercio – spiega il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi – ancora una volta l’Istat certifica l’andamento negativo dell’Italia e una ripresa ferma che non rispetta nessuna previsione di crescita. Di fronte a tutto ciò il Governo resta inerme, e continua a elargire bonus in modo scriteriato senza però avviare una seria politica sul fronte della domanda interna. Serve una ‘terapia d’urto – conclude Rienzi – fatta di misure specifiche in grado di rilanciare e sostenere a lungo termine i consumi delle famiglie, perchè proprio dalla spesa ferma partono i problemi dell’economia italiana”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Istat
