L’ Italia resta in deflazione
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fonte:
- Milanofinanza.it
31/08/2016 12:10 L’ Italia resta in deflazione I prezzi al consumo aumentano dello 0,2% su base mensile ma risultano in calo dello 0,1% a livello annuale. L’ inflazione acquisita per il 2016 risulta, quindi, pari a zero. Codacons: nemmeno le vacanze estive hanno fatto ripartire i listini di Barbara Pianese Vota 0 Voti L’ Italia resta in deflazione. Ad agosto, infatti, secondo le stime preliminari dell’ Istat, i prezzi al consumo aumentano dello 0,2% su base mensile ma risultano in calo dello 0,1% a livello annuale, piuttosto in linea con le attese degli economisti, rispettivamente a +0,3% e a -0,1%. L’ istituto di statistica precisa che la prosecuzione della fase deflazionistica è la sintesi di dinamiche di prezzo di segno opposto che si compensano. Da una parte, infatti, si attenua il calo tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati dall’ 8% di luglio al 7% e accelera la crescita dei beni alimentari non lavorati dall’ 1,5% al 2,4%. Dall’ altra i prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni registrano un’ inversione di tendenza dallo 0,4% al -1,4% su base mensile, mentre si azzera la crescita di quelli dei servizi relativi ai trasporti dal +0,7% di luglio. Il calo dei prezzi dei beni energetici del 6,5% su base annua, sebbene meno ampio del 7% di luglio, continua a spiegare la diminuzione dei prezzi al consumo che, seppur contenuta, persiste. Al netto di questi beni, l’ inflazione è positiva e pari allo 0,6%. Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici l’ inflazione di fondo scende su base mensile dallo 0,6% allo 0,4%. L’ inflazione acquisita per il 2016 risulta, quindi, pari a zero dal -0,1% di luglio. L’ aumento mensile dell’ indice generale dei prezzi al consumo è principalmente ascrivibile agli aumenti congiunturali dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,2%), degli alimentari non lavorati (+0,9%) e dei servizi ricreativi e per la cura della persona (+0,4%). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,3% su base mensile e dello 0,6% su base annua (dallo 0,4% di luglio). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non variano in termini congiunturali e registrano, in termini tendenziali, un aumento dal -0,1% a luglio allo 0,1%. Secondo le stime preliminari, l’ indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) è stabile sia su base mensile sia su base annua, azzerando così la flessione dello 0,2% di luglio. Per il Codacons questi dati non possono essere in nessun caso essere ritenuti positivi, soprattutto perché si riferiscono ad agosto, quando aumenta la spesa per effetto delle vacanze. “Nemmeno le vacanze estive fanno ripartire i listini in Italia”, mette in guardia il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi, “si assiste ancora a un vero e proprio allarme prezzi nel nostro Paese”. “Un tasso di inflazione al -0,1%”, continua il numero uno del Codacons, “associato alla mancata ripartenza dei consumi e alle vendite al palo, dovrebbe far riflettere il governo sulla necessità di un drastico cambio di rotta”, conclude Rienzi che esorta il premier, Matteo Renzi, a pensare meno alle banche e più alle famiglie, con incentivi alla spesa in grado di far ripartire l’ economia. Per la Coldiretti il carrello della spesa è più caro per gli italiani anche per effetto dell’ aumento degli alimentari, mentre la deflazione ha effetti devastanti nelle campagne dove le quotazioni rispetto allo scorso anno sono praticamente dimezzate per il grano duro (-43%) ma sono calate anche del 33% per l’ olio extravergine di oliva, del 24% per il latte e del 18% per le uova. L’ analisi dell’ associazione sull’ andamento dell’ inflazione ad agosto ha quindi visto rincarare gli alimentari dello 0,9% su base annua in netta controtendenza con la riduzione dei prezzi nelle campagne. Dai campi alla tavola, spiega la Coldiretti, i prezzi aumentano di 5 volte per la pasta e di 15 volte per il pane, con la forbice che si è fortemente allargata quest’ anno.
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