30 Agosto 2016

Rassegna stampa del 30 agosto

Rassegna stampa del 30 agosto 

ilgiorno.com, 30/08/2016 18:20
Cantiere M4, Codacons: class action per commercianti danneggiati da lavori – Cronaca – ilgiorno.itWeb Web
Cantiere M4, Codacons: class action per commercianti danneggiati da lavori Cronaca Cantiere M4, Codacons: class action per commercianti danneggiati da lavori Il presidente Donzelli: “Non si può aspettare ad intervenire sul problema né dopo che il danno è stato cagionato né fregarsene bellamente sugli effetti che un’ opera pubblica può causare” Ultimo aggiornamento: Strade chiuse per il cantiere in piazza San Babila Strade chiuse per il cantiere in piazza San Babila 1 min Commercianti esasperati dalla M4: “Caro sindaco, così chiudiamo” Milano, 30 agosto 2016 – Ancora bufera sui cantieri della M4 a Milano. ll Codacons lancia “un’ azione di classe a favore di tutti i commercianti danneggiati dai cantieri per la nuova linea della metropolitana M4”. “Perché per errori della gestione dell’ amministrazione pubblica devono essere i fondi pubblici dei cittadini a rimborsare le vittime di un cantiere mal collocato? Le spese della realizzazione di un’ opera devono contenere anche le spese per i danni che i commercianti possono avere. Come l’ indennizzo per gli espropri”, dichiara il Presidente dell’ Associazione Codacons, Marco Maria Donzelli. Per l’ associazione consumatori “Non si può aspettare ad intervenire sul problema né dopo che il danno è stato cagionato né fregarsene bellamente sugli effetti che un’ opera pubblica può causare”. “Proprio per tale motivo chiediamo a tutti coloro che ritengono di aver subito un danno dai cantieri della nuova linea M4 a contattare il Codacons, che raccoglierà tutte le adesioni e lancerà un’ azione di classe al fine di chiedere il risarcimento” conclude Donzelli. Riproduzione riservata.
 
 
RagusaNews, 30/08/2016 17:48
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un 1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il 0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume nota l’ associazione sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (0,3%). .
 
 
Il Nuovo Giornale di Modena, 30/08/2016 17:42
Libri e corredo scolastico, è partita la caccia al risparmioWeb Web
Libri e corredo scolastico, è partita la caccia al risparmio Le nostre notizie anche sulla prima web radio di Modena Libri e corredo scolastico, è partita la caccia al risparmio Cronaca – In evidenza Powered by Web Agency E’ già tempo di acquisto libri e corredo scolastico. L’ ennesima stangata, denunciano le Associazioni dei consumatori. Le opportunità per risparmiare e i “contributi” della Regione Emilia-Romagna Secondo l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori i prezzi per l’ acquisto del corredo scolastico, mediamente, saranno pari a 514 euro (+1,5% rispetto al passato), mentre sono stabili le spese per libri e dizionari, pari a 531,70 euro. “Ad aumentare in misura maggiore sono soprattutto i prezzi degli zaini, dei trolley, degli astucci e dei diari. Alcune marche, tornate in voga, hanno fatto lievitare i listini. Come sempre, la voce che pesa maggiormente sul budget per la scuola è quella relativa ai libri di testo, il cui aumento però risulta molto frenato”. I costi della scuola secondo Federconsumatori Quest’ anno, si evidenzia, mediamente per i libri più 2 dizionari si spenderanno 531,70 euro per ogni ragazzo, il +0,4% rispetto allo scorso anno (calcolo effettuato prendendo in considerazione le diverse classi delle scuole medie inferiori, licei ed istituti tecnici). Sempre secondo Federconsumatori le spese saranno particolarmente elevate per gli alunni delle classi prime. Nel dettaglio: uno studente di prima media spenderà mediamente per i libri di testo più 2 dizionari 485,20 euro (il +0,2% rispetto allo scorso anno). A tali spese vanno aggiunti +514,00 euro per il corredo scolastico ed i ricambi durante l’ intero anno, per un totale di 999,20 euro. Un ragazzo di prima liceo spenderà per i libri di testo più 4 dizionari 797 euro (il -0,2% rispetto allo scorso anno), più 514 euro per il corredo scolastico ed i ricambi, per un totale di ben 1.311 euro. “Tali spese – sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori ed Adusbef – mettono a dura prova i bilanci delle famiglie, già in forte crisi. Basti pensare che il loro potere di acquisto dal 2008 è diminuito di oltre il -13,4%. E nonostante l’ aumento molto contenuto, le spese per i libri continuano a superare in molti casi i tetti di spesa fissati dal Ministero. È indispensabile adottare misure concrete che consentano alle famiglie di risparmiare: incentivando al massimo l’ editoria elettronica (un dizionario online può costare anche 8 euro); rendendo disponibili in rete gli aggiornamenti per le nuove edizioni, senza obbligare l’ alunno ad acquistare necessariamente un testo nuovo; ampliando iprestiti dei testi da parte delle scuole. I suggerimenti per risparmiare di Codacons Secondo le stime del Codacons, per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) i prezzi al dettaglio saranno sostanzialmente stabili rispetto al 2015. “Ma, aggiungendo i libri di testo la spesa complessiva può raggiungere e superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani”. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40%. Ecco come. Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti “civetta”. Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato! Rinviate gli acquisti.Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. Aspettate i professori.Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. Offerte promozionali e kit a prezzo fisso.Ben vengano! Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le Associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’ acquisto, dando la preferenza al trolley). Le opportunità offerte dalla Regione Emilia-Romagna La Giunta regionale con la deliberazione n. 1116 del 18 luglio 2016 ha approvato i criteri e le modalità riguardanti la concessione dei contributi per l’ acquisto dei libri di testo per gli studenti delle scuole secondarie di I e II grado della regione per l’ anno scolastico 2016/2017. La richiesta di contributo dovrà essere presentata dall’ 1 al 30 settembre 2016 esclusivamente on line. Questa nuova modalità infatti consentirà di accelerare il pagamento del contributoche verrà effettuato dai Comuni alle famiglie. I destinatari dei contributi sono: gli studenti residenti e frequentanti le scuole nella regione Emilia-Romagna, secondarie di I e II grado, statali, private paritarie e paritarie degli Enti Locali, non statali autorizzate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale; studenti frequentanti scuole dell’ Emilia-Romagna e residenti in altre Regioniche erogano il beneficio secondo il criterio “della scuola frequentata”. In questo caso competente all’ erogazione del beneficio è il Comune sul cui territorio si trova la scuola frequentata dallo studente. Il valore ISEE 2016 riferito al nucleo famigliare di appartenenza dello studente deve essere pari o inferiore a euro 10.632,94. Borse di studioscolastiche della Regione Emilia-Romagna. Qui gli tutti gli approfondimenti Libri di testo, la mappa degli sconti Riguardo l’ acquisto dei libri di testo, ecco i preziosi consigli del portale Il Test-Salvagente . L’ usato, ad esempio, va ancora fortissimo ormai anche on line, sia su siti ad hoc come libraccio.it , buono-prezzo.it , libridea.it e cartaruga.it , sia su colossi come amazon.it e ibs.it . Ma quando non si vuole l’ usato o non è possibile acquistarlo perché l’ edizione del libro è stata rinnovata e non è più esattamente la stessa, allora è possibile guardare alle occasioni proposte dalla Grande Distribuzione: Conad, Coop ed Esselunga invitano ad acquistare nei loro punti vendita i libri in lista nella propria scuola proponendo uno sconto notevole (dal 15 al 25%) sulla spesa. Come dire di no in tempi di crisi… Conad Finoal 31 ottobre è possibile prenotare ed acquistare libri di testo (con Carta insieme gratuita) ei punti vendita aderenti. In alcuni casi è possibile prenotare anche on line. In cambio, Conad restituisce il 25% del costo in buoni (spendibili fino al 30 novembre 2016) Coop Le varie coop attuano promozioni leggermente diverse. Coop Alleanza: (anche testi universitari) 15 % per tutti i clienti, e in più, solo per i soci Coop Alleanza 3.0, un ulteriore buono sconto del 5% (se dopo 31 luglio) calcolato sull’ importo pagato al momento del ritiro, al netto dello sconto già ottenuto. Coop centro Italia: Fino al 17 settembre prenotazione libri di testo nuovi o usati online o punti vendita abilitati: se nuovi buono spesa del 10% e uno sconto aggiuntivo del 15% per i soci e del 10% per i non soci, sui libri di testo usati hai il 40% di sconto del prezzo di copertina 2016. Esselunga Prenotazione on line libri di testo per i possessori di carta Fidaty (gratuita) o nei punti Fidaty. Sconto del 15% sul prezzo di copertina, oltre punti Fragola ( da accumulare sulla propria carta Fidaty). In più buoni Amici di Scuola 2016 (1 buono ogni 25 euro spesi per l’ acquisto di libri scolastici) da conservare e consegnare alla propria scuola a partire dall’ 8 settembre. Auchan Prenotazione libri di testo con La tua! Card (gratuita) entro 31 ottobre. Se fatta on line, buono spesa di 25%; se fatta in ipermercato buono spesa del 20% (valore del buono fino a 30 novembre) Carrefour Prenotazione on line o nei punti vendita aderenti (con carta spesa Payback gratuita) e buono spesa pari al 20% del valore dei libri acquistati, utilizzabile fino al 29 novembre. Pagamento al ritiro comunicato via sms o email Simply Prenotazione entro il 31 ottobre (anche universitari) e buono spesa pari al valore del 20% del prezzo di copertina e spendibile entro 30 giorni. Si paga al momento del ritiro comunicato via sms Pam Dal 6 giugno al 25 settembre, prenotazione libri di scuola da Pam e Panorama. Con Carta Per Te, sconto del 20% sul valore del libro e concorso per vincere biglietto per parchi divertimento (info anche app scaricabile)
 
 
gazzettadireggio.it, 30/08/2016 17:29
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
laprovinciapavese.it, 30/08/2016 17:26
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
lanuovasardegna.it, 30/08/2016 17:25
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
nuovavenezia.it, 30/08/2016 17:24
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
lanuovaferrara.it, 30/08/2016 17:23
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Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
ilcentro.it, 30/08/2016 17:23
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Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
ilpiccolo.it (Trieste), 30/08/2016 17:20
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Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
trentinocorrierealpi.it, 30/08/2016 17:16
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
gazzettadimodena.it, 30/08/2016 17:15
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
mattinopadova.it, 30/08/2016 17:15
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
messaggeroveneto.it, 30/08/2016 17:12
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
iltirreno.it, 30/08/2016 17:12
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Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
corrierealpi.it, 30/08/2016 17:07
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
tribunatreviso.it, 30/08/2016 17:04
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
lacittadisalerno.it, 30/08/2016 17:03
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Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
altoadige.it, 30/08/2016 17:02
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
gazzettadimantova.it, 30/08/2016 16:56
Governo si attende crescita positiva nel secondo trimestreWeb Web
Roma, 30 ago. – Il dato sul fatturato dei servizi nel secondo trimestre dell’ anno, diffuso oggi dall’ Istat, e’ incoraggiante e promette per lo stesso periodo una crescita economica di segno positivo, non una crescita zero. Lo riferiscono fonti del ministero dell’ Economia spiegando che il risultato definitivo del Pil del secondo trimestre 2016 sara’ comunicato dall’ Istat venerdi’ 2 settembre, in occasione della diffusione dei dati economici trimestrali. Intanto arrivano timidi segnali di ripresa per il commercio a meta’ anno, anche se i consumi incidono ancora troppo poco. L’ Istat segnala che a giugno le vendite al dettaglio segnano un incremento congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale dello 0,8%, invertendo il brutto trend di maggio, in cui avevano registrato un -1,3% annuale e un +0,3% mensile. Sono le vendite di prodotti non alimentari a fare da traino con un +1% tendenziale e un +0,4% congiunturale, contro il -0,1% mensile dei prodotti alimentari. La Coldiretti sintetizza bene, nel suo commento ai dati Istat, la situazione: ‘Sono solo le piccole botteghe alimentari a fare registrare un calo nelle vendite’, mentre ‘a crescere significativamente sono i discount, con un incremento dell’ 1,3%’ e ‘la grande distribuzione alimentare aumenta le vendite dello 0,3% rispetto allo scorso anno’. Piu’ pessimiste le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef considerano quello sulle vendite di giugno ‘un dato ancora lontano dalla realta’. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi’. ‘I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero’, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Anche il Codacons vede nero e considera ‘la crescita delle vendite al dettaglio a giugno un dato del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno della ripartenza dei consumi’. L’ Unione Nazionale Consumatori, ammette che i dati ‘migliorano rispetto a maggio, ma e’ troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza’. Le vendite alimentari in volume – nota l’ associazione- sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%). .
 
 
ForexInfo, 30/08/2016 15:26
Perché Zuckerberg ha donato €500.000 alla Croce Rossa in pubblicità su FacebookWeb Web
mark zuckerberg ha donato alla croce rossa italiana 500mila euro in pubblicità su facebook. ecco il perché e come ha reagito il web.
Mark Zuckerberg ha donato 500mila euro alla Croce Rossa Italiana sotto forma di crediti per annunci pubblicitari su Facebook , mettendo a disposizione la sua piattaforma per promuovere le attività di cui ci sarà bisogno in seguito al devastante terremoto del 24 agosto . A conclusione della sua visita in Italia , dopo essere stato a colloquio con il premier Renzi e con Papa Francesco , Mark Zuckerberg è stato all’ Università Luiss, dove ha fatto una donazione a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. Quella di Mr Facebook è una donazione atipica : niente contanti, ma 500mila euro di credito da utilizzare sulla propria piattaforma per promuovere le attività degli aiuti e richiedere ciò di cui c’ è più bisogno, dai volontari al sangue ai posti dove stare o mangiare. La donazione di Mark Zuckerberg a favore della Croce Rossa italiana per le zone colpite dal terremoto ha sollevato le critiche da tutto il mondo social. Il numero 1 di Facebook, per i 500mila euro donati in pubblicità, è stato accusato di tirchieria e di sfruttare una tragedia per una operazione di marketing . Vediamo ora i pro e i contro della donazione che Mark Zuckerberg ha fatto alla Croce Rossa italiana: è giusto criticarlo? Poteva fare di più? Zuckerberg e i 500mila euro donati alla Croce Rossa in pubblicità su Facebook Mark Zuckerberg si è detto incredibilmente dispiaciuto per il terremoto al centro Italia, e si è subito chiesto come Facebook poteva essere d’ aiuto. Così ha donato 500mila euro alla Croce Rossa italiana in crediti per annunci sulla sua piattaforma. Zuckerberg voleva fare qualcosa di più del servizio safety check , con cui le persone possono comunicare ai loro amici di stare bene ogni volta che c’ è un disastro nel mondo. Quindi ha messo a disposizione Facebook per le necessità delle zone colpite dal terremoto, aiutando soprattutto la Croce Rossa. La donazione consiste in 500mila euro di credito per annunci pubblicitari su Facebook con cui la Croce Rossa potrà promuovere le sue iniziative, soprattutto ora con l’ emergenza per il sisma. 500mila euro in pubblicità su Facebook: le critiche a Zuckerberg Ad alcuni è sfuggito il momento in cui Mark Zuckerberg alla Luiss di Roma ha specificato che i 500mila euro donati erano “in ad credits”, e quindi non in contanti. Sui social network è partita un’ aspra critica nei confronti del papà di tutti i social: chi ha definito Zuckerberg uno spilorcio, chi ha parlato di raggiro, in generale la maggior parte degli utenti ha lamentato l’ inadeguatezza di una donazione in crediti pubblicitari da utilizzare su Facebook. In molti hanno chiesto una donazione “vera” in denaro per aiutare concretamente le popolazioni colpite dal terremoto. Tra questi si è distinto il Codacons, il cui presidente Carlo Rienzi ha puntato il dito contro quella che più che una donazione vera e propria è sembra una trovata pubblicitaria a favore di Facebook. Secondo Codacons , per far fronte all’ emergenza, sarebbe stato più utile versare soldi direttamente agli enti come la Protezione Civile. Per questo motivo l’ associazione scriverà a Mark Zuckerberg chiedendogli di convertire la sua donazione in denaro da versare alla Protezione Civile. Terremoto: perché Zuckerberg ha donato in crediti pubblitari? Pro e contro Molti utenti dei social media si sono chiesti perché Mark Zuckerberg abbia donato 500mila euro alla Croce Rossa italiana sotto forma di crediti pubblicitari da investire sulla sua stessa piattaforma. Bisogna ricordare che Facebook è una delle vetrine pubblicitarie più importanti del mondo, e che gli advertisings sul web sono ormai divisi tra il social blu di Zuckerberg e il colosso Google. Se oggi internet raccoglie quasi un terzo dei 519 miliardi nel mondo spesi in pubblicità, le stime calcolano che entro il 2020 il social di Zuckerberg ne raccoglierà il 40%, togliendo importanti introiti al mondo della televisione. I 500mila euro donati alla Croce Rossa italiana da Zuckerberg potrebbero fruttare molto di più: il meccanismo che regola le inserzioni pubblicitarie su Facebook è molto complesso e dettagliato, ormai in grado di rispondere ai target e alle esigenze degli inserzionisti. Se Zuckerberg non ha donato contanti pronti all’ uso, ha comunque dato la possibilità alla Croce Rossa di ottenerne molti. La pubblicità su Facebook non è come quella statica di televisione e stampa, e i 500mila euro destinati alla Croce Rossa potrebbero moltiplicarsi grazie al sistema dinamico di inserzioni di Facebook. I 500mila euro donati da Mark Zuckerberg potrebbero portare alla Croce Rossa italiana migliaia di post sponsorizzati in tutte le lingue, con inviti a donare anche tramite sms solidale. Questo significa decine di migliaia di donazioni , una risorsa non da trascurare considerando che la donazione minima proposta dalla Croce Rossa è di 10 euro. Inoltre, gli strumenti offerti da Facebook consentono alla Croce Rossa anche di distribuire la donazione ricevuta in crediti pubblicitari rivendendo gli spazi pubblicitari a organizzazioni terze che promuovano le attività per i territori colpiti dal terremoto. Resta il fatto che se Mark Zuckerberg avesse deciso di aiutare chi è attivo nelle zone colpite dal terremoto donando una cifra in contanti, avrebbe fatto prima, e forse anche una figura migliore. Il suo gesto va letto con lungimiranza . Il sistema offerto da Facebook consentirà di far acquisire più fondi alla Croce Rossa anche quando l’ ondata di solidarietà per il terremoto sarà finita. I 500mila euro da investire in pubblicità su Facebook faranno raggiungere alla Croce Rossa migliaia di persone anche quando sul terremoto calerà il silenzio. Il neo di questa donazione consiste nella necessità di figure in grado di saper gestire il patrimonio sulla piattaforma. Alla Croce Rossa servirà una strategia digitale ben strutturata e complessa affinché il risultato possa essere duraturo nel tempo.
 
 
Travelnostop, 30/08/2016 12:49
associazioni
Ecco la top 10 dei disagi in vacanza stilata dal CodacondsWeb Web
Il Codacons ha stilato una top ten dei disagi più comuni in cui si può incorrere durante una vacanza. Eccola: Cibo negli alberghi (19 %): la maggior parte dei consumatori lamenta la scarsa qualità del cibo fornito dagli alberghi. Con croissant o brioches non fresche, frutta non matura ed in genere con poca scelta. Bagni nei campeggi (16 %): problematica comune a molti che hanno deciso di passare le proprie vacanze in campeggio. Bagni sporchi e molte volte con carta igienica assente. Ritardi dei treni (14 %): molto spesso in estate sono comuni i lavori sulle tratte ferroviarie, per potenziare o effettuare manutenzione delle linee, e ciò comporta molto spesso ritardi e disagi per tutti coloro che si muovono tramite tali mezzi di trasporto. Wi-Fi negli alberghi (12 %): ormai in pochi possono farne a meno, e i disagi sono all’ ordine del giorno. Costi eccessivi per i collegamenti, segnale che va e viene, e molto spesso non prende ai piani alti degli alberghi. Aria condizionata nelle stanze (11 %): coincidente con la vacanza nel periodo estivo è l’ esigenza di avere l’ aria condizionata nella propria stanza. A molti è capitato che non funzionasse nella struttura. Servizi extra assenti (9 %): depliant che pubblicizzano la presenza della possibilità di noleggiare biciclette o di usufruire di parcheggi poi assenti. Convenzione con ombrelloni della spiaggia mancante (8 %): problema comune per tutti coloro che hanno prenotato le vacanza al mare, il dover sopportare altri costi per il posto in spiaggia. Mancanza di forno o bombola del gas nell’ appartamento (5%): circostanza che capita a coloro che hanno usufruito di un appartamento per le vacanze estive, e poi si è ritrovato senza forno o gas per cucinare. Mancanza di mezzi di trasporto per raggiungere il luogo della vacanza (4 %): problema riscontrato da tutti coloro che non si muovono in macchina durante le vacanze. Il dover utilizzare taxi per muoversi in assenza di altri mezzi di trasporto, con aggravio di costi. Mancanza o ritardo dell’ aereo (2 %): incubo per coloro che si muovono tramite aereo, e che può rientrare nella richiesta di risarcimento per danno da vacanza rovinata. Il Codacons invita tutti i consumatori che hanno subito un disagio simile a contattare l’ associazione scrivendo a [email protected] o contattando i numeri 02.29419096/29408196.
 
 
Affari Italiani, 30/08/2016 12:39
Zuckerberg, 500 mila euro in pubblicità per il terremoto: una buona ideaWeb Web
mark zuckerberg a roma dona 500 mila euro per il terremoto in pubblicità. la scelta ha suscitato polemiche. ma è una buona idea. ecco perché
Mark Zuckerberg donerà 500 mila euro per il terremoto in spazi pubblicitari. Una scelta, quella del padre di Facebook, che sta facendo discutere. La donazione in crediti pubblicitari è singolare. La Croce rossa potrà avere mezzo milione di euro in spazi pubblicitari, da utilizzare come meglio crederà. La proposta è stata accolta con scetticismo. In sostanza si rimprovera a Mark Zuckerberg di elargire qualcosa che a lui non costa nulla, cioè uno spazio virtuale. Seconda accusa: ai terremotati e alle associazioni che se ne stanno prendendo cura non serve pubblicità ma soldi, subito. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi, ad esempio, ha sottolineato che “più che una donazione vera e propria sembra una trovata pubblicitaria. ” In questo momento sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla Protezione Civile per far fronte all’ emergenza”. In realtà quei 500 mila, che siano in spazi pubblicitari o in contanti, cambia poco. Innanzitutto perché gli spazi garantiti alla Croce rossa occuperanno un pezzo di social che altri inserzionisti sarebbero stati pronti a pagare. Anche i mancati incassi sono quindi una forma di donazione, non meno nobile. Anche perché Facebook vive quasi esclusivamente di pubblicità. Certo, 500 mila euro non sono una cifra gigantesca in relazione al fatturato. Ma si tratta pur sempre di una società quotata, che deve rispondere ai suoi azionisti e non agli slanci di un solo uomo. I critici sottovalutano poi la potenza comunicativa di Facebook, la più grande vetrina pubblicitaria . Grazie ad annunci sempre più indirizzati, anche investimenti modesti possono andare a bersaglio. 500 mila euro, quindi, sono una cifra consistente. Mark Zuckerberg sa meglio di ogni altro che questo investimento potrebbe trasformarsi in un moltiplicatore: la pubblicità può generare introiti, anche in un periodo breve. La Croce rossa, ad esempio, potrebbe occupare gli spazi con richieste di donazioni. Oppure potrebbe sfruttarli per dare visibilità gratuita alle attività rimaste in piedi dopo il terremoto, per ricreare un circuito turistico virtuoso, capace di far confluire risorse nei territori colpiti. Qualora la Croce rossa lo desideri, potrebbe anche fare quelle che fanno molte agenzie: rivendere gli spazi donati a chi desideri comprarli. E allora i 500 mila di Zuckerberg si trasformerebbero in moneta sonante nel giro di pochissimo tempo. Insomma, la mossa di Facebook sarà anche stata fatta per una questione di immagine, ma non è meno significativa rispetto a una donazione contante.
 
 
ilmattino.it, 30/08/2016 12:06
Zuckerberg dona 500mila euro per il terremoto. Polemica Codacons: “Solo per farsi pubblicità”Web Web
Critiche del Codacons al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che ha donato 500.000 euro alla Croce rossa per l’ emergenza terremoto, ma sotto forma di crediti da utilizzare sul suo social network. «Più che una donazione vera e propria sembra una trovata pubblicitaria a vantaggio di Facebook – scrive in una nota il presidente Carlo Rienzi -. In questo momento sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla Protezione Civile per far fronte all’ emergenza, anziché donare crediti da utilizzare sul famoso social network. Per tale motivo abbiamo deciso di scrivere direttamente a Zuckerberg, chiedendo di convertire la sua donazione» spot« da 500mila euro in un versamento di denaro alla Protezione Civile».
 
 
milanofinanza.it, 30/08/2016 11:51
Istat, le vendite migliorano ma non c’ è la svoltaWeb Web
30/08/2016 11:15 Istat, le vendite migliorano ma non c’ è la svolta A giugno le vendite al dettaglio crescono su base mensile dello 0,2%, in linea con lo 0,3% di maggio, e su base annua dello 0,8%. Per l’ Unc, però, è ancora presto per parlare di inversione di tendenza di Barbara Pianese Vota 0 Voti Le vendite al dettaglio migliorano in Italia, ma non c’ è la svolta. A giugno l’ Istat segnala un incremento congiunturale dello 0,2% in valore, dopo l’ aumento dello 0,3% di maggio, e dello 0,1% in volume rispetto allo 0,3% di maggio. Ma se le vendite di prodotti non alimentari crescono dello 0,4% in valore e dello 0,3% in volume, quelle alimentari frenano dello 0,1% sia in valore sia in volume. Si tratta di dati più positivi dopo quelli di ieri sulla fiducia dei consumatori e delle imprese in calo su base mensile rispettivamente da 111,2 a 109,2, il livello minimo da agosto 2015, e da 103 a 99,4, il minimo da febbraio 2015. Anche nella media del trimestre aprile-giugno l’ indice complessivo delle vendite al dettaglio in valore registra un rialzo congiunturale dello 0,1%, mentre il dato in volume diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Rispetto a giugno dello scorso anno, invece, le vendite crescono dal -1,5% di maggio allo 0,8% in valore e dal -1,9% allo 0,2% in volume con l’ incremento più sostenuto per i prodotti non alimentari (+1% in valore e +0,5% in volume). Sempre su base annua, per quanto riguarda i beni non alimentari si registrano andamenti positivi per quasi tutti i prodotti, in particolare per i mobili, gli articoli tessili e l’ arredamento a +2,1% e i giochi, lo sport e il campeggio a +1,7%. Rispetto allo scorso giugno, infine, il valore delle vendite al dettaglio aumenta dello 0,7% sia nelle imprese della grande distribuzione sia in quelle operanti su piccole superfici. In particolare, nella grande distribuzione le vendite registrano un progresso dello 0,3% per i prodotti alimentari e dell’ 1,3% per quelli non alimentari. Nelle imprese operanti su piccole superfici il dato mostra una variazione tendenziale negativa per i prodotti alimentari (-0,1%) e una variazione tendenziale positiva per quelli non alimentari (+0,9%). Se l’ Ufficio studi Confcommercio ritiene molto probabile una prossima revisione in terreno positivo del dato provvisorio del pil relativo al secondo trimestre, da zero a +0,1/+0,2% su base congiunturale, per Massimiliano Dona, segretario dell’ Unione Nazionale Consumatori, è troppo presto per parlare di un’ inversione di tendenza, sebbene ci sia stato un miglioramento dei dati rispetto a maggio, quando si era registrato un disastroso calo generalizzato. Infatti, le vendite alimentari in volume “sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile. Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 e non si intravede alcuna uscita dal tunnel per i piccoli negozi di alimentari”, spiega Dona. Per il segretario gli unici a registrare un andamento positivo sono i discount. “E questo perché le famiglie”, continua il segretario, “avendo finito i soldi, vanno a caccia dei prezzi più convenienti e bassi, anche se questo li obbliga a rinunciare a marche più conosciute e famose”, conclude Dona. Anche per il Codacons la crescita delle vendite al dettaglio a giugno è del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese. “Il commercio in Italia continua a vivere una crisi pesantissima”, osserva il presidente Carlo Rienzi, “nonostante il segno più registrato a giugno”. L’ aumento certificato dall’ Istat appare per l’ associazione ancora insufficiente soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere l’ anno del rilancio dei consumi. “Si assiste invece”, continua il presidente, “a una crisi delle vendite al dettaglio nonostante i prezzi siano in deflazione, a dimostrazione della necessità di provvedimenti tesi a incentivare gli acquisti da parte delle famiglie”. Da qui il monito di Rienzi: “liberalizzare subito il settore del commercio per far ripartire definitivamente le vendite e salvare migliaia di negozi che rischiano di chiudere entro la fine del 2016”.
 
 
panorama.it, 30/08/2016 11:47
social
Zuckerberg in Italia: aiuti per i terremotati attraverso pubblicità su FacebookWeb Web
donazione di 500 mila euro alla croce rossa in crediti da usare sul social network. ma non a piace a tutti
Mark Zuckerberg attraversa l’ Italia da star. Uno degli uomini più conosciuti e ammirati del mondo, ricevuto come un capo di Stato dal Papa e dal Presidente del consiglio, consultato su quasi ogni argomento dagli studenti che lo hanno incontrato alla Luiss. Il cofondatore di Facebook porta con sé l’ aura dell’ uomo che ha creato l’ ambiente sociale artificiale che inghiotte il pensiero e le emozioni di miliardi di persone. La donazione alla Croce Rossa Nella sua visita ha anche annunciato una donazione alla Croce Rossa di 500mila euro per il sisma, sotto forma di crediti su Facebook, e la promessa in futuro di continuare a migliorare il Safety Check, il sistema che la piattaforma attiva in caso di disastri naturali. La giornata romana è cominciata con il jogging al Colosseo ed è proseguita con incontri istituzionali. “Facebook Italia donerà 500mila euro sotto forma di ‘AD credits’ alla Croce Rossa che sta aiutando a coordinare i soccorsi – ha annunciato Zuckerberg nel suo intervento alla Luiss, la “Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli” di Roma -. Potranno essere utilizzati sulla piattaforma per promuovere le attività di cui c’ è maggiore bisogno: raccolta fondi, ricerca di volontari, richiesta di donazione di sangue, mettersi in contatto con le persone che hanno bisogno di un posto in cui stare. Il successo di una community non si misura dalla condivisione delle foto, ma da quanto può aiutare in caso di disastri naturali”. “Ancora una volta come in passato Zuckerberg non è rimasto indifferente al dolore di una comunità – dice Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa – e ha contribuito nel modo più congeniale al suo social network, utilizzandolo come naturale moltiplicatore della solidarietà che permetterà alla Croce Rossa Italiana di assistere le vittime del terremoto del centro Italia”. I crediti di Facebook non sono denaro contante, ma crediti in pubblicità sulla piattaforma che conta oltre 1 miliardo e mezzo di utenti, dei quali 29 milioni in Italia. Il boss di Facebook ha anche promesso un server da 50mila dollari all’ Università di Modena-Reggio Emilia che verrà usato per le ricerche sull’ intelligenza artificiale. Donazione? Semmai una trovata pubblicitaria a vantaggio di #Facebook #Zuckerberg #30agosto https://t.co/JILOsepDPM pic.twitter.com/tvxPrLtkZ3 Carlo Rienzi (@CarloRienzi) 30 agosto 2016 Pubblicità o donazione La donazione di Zuckerberg ai terremotati, attraverso crediti di pubblicità a disposizione della Croce Rossa su Facebook, non hanno mancato di suscitare qualche mugugno. Al Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) per esempio non è piaciuta per nulla. “Più che una donazione vera e propria sembra una trovata pubblicitaria a vantaggio di Facebook – critica il presidente Carlo Rienzi – In questo momento sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla Protezione Civile per far fronte all’ emergenza, anziché donare crediti da utilizzare sul famoso social network. Per tale motivo abbiamo deciso di scrivere direttamente a Zuckerberg, chiedendo di convertire la sua donazione spot da 500mila euro in un versamento di denaro alla Protezione Civile” Nell’ incontro con Matteo Renzi, Zuckerberg ha invece discettato su come la tecnologia stia contribuendo alla creazione posti di lavoro e a far crescere l’ economia italiana. C’ e’ stato anche scambio di doni: il premier ha regalato il ‘De Amicitia’ di Marco Tullio Cicerone. Poche ore prima, con la moglie Priscilla Chan, il fondatore del popolare social network era stato ricevuto dal papa, con cui ha parlato “di come usare le tecnologie di comunicazione per alleviare la povertà”. Al pontefice Mr. Facebook ha regalato un modello di “Aquila”, l’ aereo ad energia solare che, nei piani di Zuckerberg dovrebbe portare la connessione a Internet nei Paesi più poveri dove mancano le infrastrutture di rete. Quello della connessione a Internet per tutti è uno dei mantra di Zuckerberg, ricordato anche nel botta e risposta con gli studenti della Luiss. Mantra che per altro può essere in parte spiegato con il modello di business di Facebook (più persone connesse a Internet=più utenti per il social network=più ricavi). Alla Luiss comunque Zuckerberg è piaciuto parecchio. Tante le domande e le idee emerse. “Perseveranza, un buon team e sapere quello che si vuole lasciare al mondo”, ma anche “Nessuno è giudicato per i fallimenti, ma per quanto riesce a cambiare il mondo”: sono alcune delle ricette che ha dato il giovane magnate agli studenti, spiegando che anche in Italia si può fare business nella tecnologia (a questo proposito ha ricordato l’ app MusixMatch di Max Ciociola). Tra citazioni mitologiche azzardate (“Enea è un modello per un imprenditore”) e una dichiarazione d’ amore per Roma un po’ scherzosa (“Adoro questa città, ho studiato latino perché sono un disastro con le lingue e il latino non si deve parlare”), spunta anche una domanda più pungente. Uno studente gli chiede se Facebook non abbia rovinato i rapporti ‘faccia a faccia’. “Non si sostituisce a queste relazioni – risponde ovviamente Zuckerberg – ma avvicina le persone che sono lontane o che si vedono magari poco. Se così non fosse, cambierei tutto”.
 
 
Yahoo Notizie, 30/08/2016 11:31
Commercio, Codacons: vendite insufficienti, è ancora crisiWeb Web
Roma, 30 ago. (askanews) – La crescita delle vendite al dettaglio a giugno appare del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dall’ Istat.”Il commercio in Italia continua a vivere una crisi pesantissima, nonostante il segno ‘più’ registrato a giugno – spiega il presidente Carlo Rienzi -. L’ aumento certificato dall’ Istat appare infatti ancora insufficiente ai fini della ripresa economica, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere, secondo gli analisti, l’ anno della ripartenza dei consumi. Si assiste invece ad una crisi delle vendite al dettaglio nonostante i prezzi siano in deflazione, a dimostrazione della necessità di provvedimenti tesi a incentivare gli acquisti da parte delle famiglie”.”Serve liberalizzare subito il settore del commercio – prosegue Rienzi – per far ripartire definitivamente le vendite e salvare migliaia di negozi che rischiano di chiudere entro la fine del 2016″.
 
 
Yahoo Notizie, 30/08/2016 11:31
Zuckerberg e la donazione di 500mila euro alla Croce Rossa (in pubblicità)Web Web
Zuckerberg e la donazione di 500mila euro alla Croce Rossa (in pubblicità) Condividi Guarda le foto Mark Zuckerberg, il fondatore miliardario di Facebook, ha annunciato che il social network donerà 500mila euro alla Croce Rossa Italiana per aiutare a gestire le gravi conseguenze del devastante terremoto che ha colpito il centro Italia e causato la morte di 292 persone. Ma la donazione del miliardario americano non includerà denaro effettivo, ma sarà in forma di crediti pubblicitari su Facebook, una risorsa che secondo Zuckerberg aiuterà l’ organizzazione nel lungo periodo. Non un euro quindi verrà destinato direttamente ai terremotati; in compenso, la Croce Rossa avrà a disposizione sul social network spazi pubblicitari per promuovere le sue attività per un valore di mezzo milione di euro. La decisione dell’ imprenditore, annunciata durante un incontro con gli studenti della Luiss di Roma, ha inizialmente raccolto consensi, ai quali sono seguite ondate di polemiche, una volta chiare le modalità della donazione. Guarda le foto La spiegazione di Zuckerberg è stata questa: “Le organizzazioni come la Croce Rossa saranno impegnate sul disastro anche dopo che le telecamere se ne saranno andate. I crediti pubblicitari possono essere utilizzati per promuovere qualsiasi attività di cui hanno bisogno, come raccogliere fondi, lanciare appelli per donazioni di sangue e ricerca di volontari.” “Facebook ha aiutato l’ Italia nella maniera più congeniale”, ha detto il capo della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca. “I social network hanno mostrato quanto possono essere vitali in situazioni di emergenza.” Guarda le foto Dure le critiche nei confronti di Zuckerberg da parte di Codacons. Il presidente Carlo Rienzi scrive: “Più che una donazione vera e propria sembra una trovata pubblicitaria a vantaggio di Facebook. In questo momento sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla Protezione Civile per far fronte all’ emergenza, anziché donare crediti da utilizzare sul famoso social network. Per tale motivo abbiamo deciso di scrivere direttamente a Zuckerberg, chiedendo di convertire la sua donazione spot da 500mila euro in un versamento di denaro alla Protezione Civile”. Inoltre, in molti si chiedono se la somma donata da Zuckerberg non sia ridotta rispetto al fatturato miliardario del social network più usato al mondo. Reblogga.
 
 
Askanews, 30/08/2016 11:01
Terremoto, Codacons: donazione Zuckerberg pubblicità a FacebookWeb Web
“soldi andavano donati senza crediti e alla protezione civile”
Roma, 30 ago. (askanews) – Dure critiche del Codacons al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che ha donato 500mila euro alla Croce Rossa per l’ emergenza terremoto, ma sottoforma di crediti da utilizzare sul social network: “Più che una donazione vera e propria sembra una trovata pubblicitaria a vantaggio di Facebook”, dice il presidente Carlo Rienzi. “In questo momento sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla Protezione Civile per far fronte all’ emergenza, anziché donare crediti da utilizzare sul famoso social network. Per tale motivo abbiamo deciso di scrivere direttamente a Zuckerberg, chiedendo di convertire la sua donazione ‘spot’ da 500mila euro in un versamento di denaro alla Protezione Civile”. Il Codacons lancia inoltre l’ ennesimo allarme su possibili truffe legate alla raccolta di fondi per l’ emergenza sisma: “Tutte le collette e le attività di beneficenza sono vietate in Italia se non rispettano i criteri previsti dalle normative vigenti – conclude Rienzi – Per tale motivo stiamo monitorando tutte le iniziative di solidarietà legate al terremoto e invitiamo i cittadini a segnalarci irregolarità e sospetti”.
 
 
larepubblica.it, 30/08/2016 10:44
Il cibo dell’ albergo e i bagni in campeggio: i disagi più frequenti in vacanza – Stili di vita – Repubblica.itWeb Web
Cerca Il cibo dell’ albergo e i bagni in campeggio: i disagi più frequenti in vacanza Secondo un’ indagine del Codacons ecco la top ten delle lamentele: seguono i ritardi dei treni, il wi-fi in albergo e l’ aria condizionata nelle stanze (fotogramma) × Poca scelta sul banco della colazione, cornetti e frutta non freschi. La voce del “cibo in albergo” è la prima tra i disagi indicati dagli italiani al rientro dalle vacanze, secondo quanto diffuso da un’ indagine del Codacons che ricorda la possibilità di rivolgersi all’ associazione per lamentare eventuali danni. A seguire, si rimarca la scarsa qualità dei bagni in campeggio, per poi seguire con i ritardi delle Ferrovie e la scarsa possibilità di connettersi alla rete Internet offerta dalle strutture ricettive. Ecco la top ten dei disagi segnalati all’ associazione dei consumatori: CIBO NEGLI ALBERGHI (19%): la maggior parte dei consumatori lamenta la scarsa qualità del cibo fornito dagli alberghi. Con croissant o brioches non fresche, frutta non matura ed in genere con poca scelta. BAGNI NEI CAMPEGGI (16%): problematica comune a molti che hanno deciso di passare le proprie vacanze in campeggio. Bagni sporchi e molte volte con carta igienica assente. RITARDI DEI TRENI (14%): molto spesso in estate sono comuni i lavori sulle tratte ferroviarie, per potenziare o effettuare manutenzione delle linee, e ciò comporta molto spesso ritardi e disagi per tutti coloro che si muovono tramite tali mezzi di trasporto. WI-FI NEGLI ALBERGHI (12%): ormai in pochi possono farne a meno, e i disagi sono all’ ordine del giorno. Costi eccessivi per i collegamenti, segnale che va e viene, e molto spesso non prende ai piani alti degli alberghi. ARIA CONDIZIONATA NELLE STANZE (11%): Coincidente con la vacanza nel periodo estivo è l’ esigenza di avere l’ aria condizionata nella propria stanza. A molti è capitato che la stessa non funzionasse nella struttura. SERVIZI EXTRA ASSENTI (NOLEGGIO BICICLETTE-PARCHEGGI) (9%): Depliant che pubblicizzano la presenza della possibilità di noleggiare biciclette o di usufruire di parcheggi poi assenti. CONVENZIONE CON OMBRELLONI DELLA SPIAGGIA MANCANTE (8%): problema comune per tutti coloro che hanno prenotato le vacanza al mare, il dover sopportare altri costi per il posto in spiaggia. MANCANZA DI FORNO O BOMBOLA DEL GAS NELL’ APPARTAMENTO (5%): circostanza che capita a coloro che hanno usufruito di un appartamento per le vacanze estive, e poi si è ritrovato senza forno o gas per cucinare. MANCANZA DI MEZZI DI TRASPORTO PER RAGGIUNGERE IL LUOGO DELLA VACANZA (4 %): problema riscontrato da tutti coloro che non si muovono in macchina durante le vacanze. Il dover utilizzare taxi per muoversi in assenza di altri mezzi di trasporto, con aggravio di costi. MANCANZA O RITARDO AEREO (2 %): incubo per coloro che si muovono tramite aereo, e che può rientrare nella richiesta di risarcimento per danno da vacanza rovinata. © Riproduzione riservata.
paola jadeluca
 
 
Yahoo Notizie, 30/08/2016 10:27
Terremoto, Codacons contro Zuckerberg: Donazione è pubblicità a FacebookWeb Web
Terremoto, Codacons contro Zuckerberg: Donazione è pubblicità a Facebook Terremoto, Codacons contro Zuckerberg: Donazione è pubblicità a Facebook Altro Dure critiche del Codacons al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che ha donato 500mila euro alla Croce Rossa per l’ emergenza terremoto, ma sottoforma di crediti da utilizzare sul social network. “Più che una donazione vera e propria sembra una trovata pubblicitaria a vantaggio di Facebook – critica il presidente Carlo Rienzi – In questo momento sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla Protezione Civile per far fronte all’ emergenza, anziché donare crediti da utilizzare sul famoso social network. Per tale motivo abbiamo deciso di scrivere direttamente a Zuckerberg, chiedendo di convertire la sua donazione spot da 500mila euro in un versamento di denaro alla Protezione Civile”. Il Codacons lancia inoltre l’ ennesimo allarme su possibili truffe legate alla raccolta di fondi per l’ emergenza sisma. “Tutte le collette e le attività di beneficenza sono vietate in Italia se non rispettano i criteri previsti dalle normative vigenti – spiega Rienzi – Per tale motivo stiamo monitorando tutte le iniziative di solidarietà legate al terremoto e invitiamo i cittadini a segnalarci irregolarità e sospetti allo sportello anti-truffa aperto dal Codacons inviando una mail all’ indirizzo [email protected]”. Reblogga.
 
 
Key4Biz, 30/08/2016 10:24
App4Italy. La recensione del giorno: PokematchWeb Web
L’ approdo di Pokemon Go su smartphone sta provocando una tale frenesia sociale che, persino chi non ha mai giocato in passato, adesso vaga per le strade alla ricerca di mostri da catturare. Il successo dell’ app ha scatenato – e continua a farlo ogni giorno – conseguenze spesso inattese. Da un lato c’ è chi protesta (come il Codacons, che ne ha chiesto il bando in Italia), dall’ altro chi ne approfitta, come hanno fatto gli sviluppatori di Pokematch. Basta aprire gli store mobile per rendersi conto della portata del fenomeno. Decine di applicazioni non ufficiali sono spuntate nelle ultime settimane, alla ricerca di un briciolo di celebrità riflessa. C’ è chi crea tutorial, chi promette trucchi e imbrogli, chi realizza mappe ad hoc. E poi c’ è anche chi ha un’ idea brillante, Pokematch, ovvero un miscuglio del gioco Pokemon Go con le logiche della app di incontri alla Tinder. Un tempo, quando erano solo i ragazzini e i nerd a giocare con i Pokemon, Pokematch non avrebbe avuto grosse speranze. Oggi, però, la moda ha trasformato tutti i aspiranti allenatori, anche gli insospettabili. Il pubblico diventa ampio abbastanza da giustificare una app di incontri per amanti dei Pokemon. Ed è esattamente ciò che promette Pokematch. L’ idea di fondo è di consentire a chi sta giocando di trovare nuovi amici con cui condividere l’ esperienza di caccia al Pokemon. Non solo appuntamenti e potenziali fidanzati/e, quindi, ma la possibilità generica di incontrare gente con la stessa passione. E’ evidente, comunque, come l’ attenzione di tutti si sia concentrata sulla questione ‘dating’. Il meccanismo è semplice: l’ utente effettua il login con l’ account Facebook e sceglie una foto di profilo, che verrà mostrata agli altri utenti. Una volta nell’ app, la persona verrà poi ‘matchata’ con altre che si trovano intorno a lui. A questo punto può decidere se è interessato ad approfondire la conoscenza (swipe a destra) o no (swipe a sinistra). Nel primo caso la persona in questione riceverà una notifica e dovrà effettuare la stessa scelta. La modalità pesca a piene mani dalle app di dating, e ha già creato polemiche. Qualche problema Pokematch deve averlo avuto, almeno a giudicare dal fatto che, nel momento in cui scriviamo, è stata rimossa dallo store Google ed è disponibile per Android solo da app store di Amazon (su Apple store, invece, è disponibile regolarmente). Dovendo dare un giudizio finale su Pokematch, appare chiaro come sia una di quelle mode passeggere e destinate a svanire con il calo di interesse nei confronti della app alla quale si appoggia. Nel frattempo, però, può essere d’ aiuto a chi tra un catch e l’ altro cerca l’ amore eterno. Di seguito i link per il download: https://www.amazon.com/RenualSoftware-B-V-PokeMatch-Meet-trainers/dp/B01IUXPKGM/ref=sr_1_1?s=mobile-apps&ie=UTF8&qid=1469684221&sr=1-1&keywords=pokematch https://itunes.apple.com/us/app/pokematch-meet-new-trainers/id1135238529?ls=1&mt=8 Contenuti: @ Grafica: @ Usabilità: @@ Legenda: @ sufficiente; @@ buono; @@@ ottimo.
di neosperience team
 
 
Ragusa Oggi, 30/08/2016 10:12
istituito il numero verde
INIZIATIVA CODACONS, ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI E MISS ITALIA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNEWeb Web
Codacons, Miss Italia e l’ Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi scendono in campo a difesa delle donne vittime di atti persecutori che spesso sfociano in vere e proprie brutalità. L’ iniziativa spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons intende offrire GRATUITAMENTE consulenze legali e psicologiche per aiutare le vittime a liberarsi dal terrore e dall’ ansia che troppo spesso si manifestano in coloro che vengono fatti oggetto di condotte persecutorie. Abbiamo organizzato – continua Tanasi – un’ equipe multidisciplinare formata da operatori del settore forense (Avvocati, Psicologi, Criminologi, Medici Legali, Informatici, Investigatori) che opera sul territorio nazionale. Il Team Antistalking, che risponde al numero verde 800 199641 , proprio per la sua composizione, fornisce una valutazione completa ed interdisciplinare del caso a tutte le vittime che contatteranno i nostri consulenti. L’ obiettivo dello sportello antistalking è fornire in maniera capillare ed il più rapidamente possibile il supporto psicologico, giuridico e medico necessario per chi è gravato dall’ assedio di uno stalker. Agire tempestivamente ed evitare errori nell’ approccio a questo tipo di scenari si è rivelato un fattore di importanza cruciale nella risoluzione dei vari casi giunti all’ attenzione degli esperti del Codacons. Da qui la decisione di fornire un servizio di supporto alle vittime facilmente accessibile e tempestivo. di F.G.
 
 
Adnkronos, 30/08/2016 10:12
Terremoto, il Codacons contro Zuckerberg: “Si è fatto pubblicità con ‘donazione'”Web Web
Critiche del Codacons al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg , che ha donato 500.000 euro alla Croce Rossa per l’ emergenza terremoto , ma sotto forma di crediti da utilizzare sul suo social network. “Più che una donazione vera e propria sembra una trovata pubblicitaria a vantaggio di Facebook – scrive in una nota il presidente Carlo Rienzi -. In questo momento sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla Protezione Civile per far fronte all’ emergenza, anziché donare crediti da utilizzare sul famoso social network. Per tale motivo abbiamo deciso di scrivere direttamente a Zuckerberg, chiedendo di convertire la sua donazione” spot” da 500mila euro in un versamento di denaro alla Protezione Civile”.
 
 
ilgiornale.it, 30/08/2016 09:59
“La donazione di Zuckerberg è un trovata pubblicitaria”Web Web
polemiche sul web. e il codacons critica: “sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla protezione civile”
Una donazione di 500mila euro alla Croce Rossa per il terremoto e l’ impegno a migliorare il safety Check, la piattaforma attiva in caso di disastri naturali. Mark Zuckerberg ieri ha concluso la sua visita in Italia all’ Università Luiss con un sostegno alla popolazione terremotata. “Facebook Italia donerà 500.000, euro alla Croce Rossa – si legge in una nota – l’ organizzazione che, tra le altre, sta coordinando le attività di aiuto, sotto forma di ADS che potranno essere utilizzate sulla piattaforma Facebook per promuovere le attività di cui c’ è maggiore bisogno: ricerca di volontari, richiesta di donazione di sangue, mettersi in contatto per le persone che hanno bisogno di un posto in cui stare”. Non soldi in contanti, ma sotto forma di pubblcità. La donazione ha scatena la polemica in rete. Alcuni hanno accusato Mr Facebook di spilorceria ricordando che 500mila euro in pubblicità non sono poi molti per un colosso che vale 364 miliardi di dollari. Dure critiche anche da parte del Codacons. “Più che una donazione vera e propria sembra una trovata pubblicitaria a vantaggio di Facebook – critica il presidente Carlo Rienzi – In questo momento sarebbe stato sicuramente più utile versare soldi direttamente alla Protezione Civile per far fronte all’ emergenza, anziché donare crediti da utilizzare sul famoso social network. Per tale motivo abbiamo deciso di scrivere direttamente a Zuckerberg, chiedendo di convertire la sua donazione spot da 500mila euro in un versamento di denaro alla Protezione Civile”. Speciale: Sisma Centro Italia.
luca romano
 
 
La Sicilia Web, 30/08/2016 09:31
Sisma, aumento accise carburanteWeb Web
il governo potrebbe ritoccare i prezzi per fare fronte all’ emergenza terremoto. il codacons: inaccettabile, si reperiscano i fondi tagliando gli sprechi della classe politica”
CATANIA – Reperire fondi da destinare all’ emergenza terremoto attingendo dalle indennità percepite da parlamentari e consiglieri regionali e comunali. La proposta arriva oggi da Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons, che ricorda come i rappresentanti dei cittadini devono dare l’ esempio. “E’ quanto mai indispensabile trovare fondi per il sisma evitando di ricorrere ad aumenti delle tasse o a misure che pesino sulla collettività – spiega Tanasi – Per questo riteniamo possibile, attraverso un provvedimento ad hoc, mettere mano alle indennità di parlamentari e consiglieri regionali e comunali, destinando per almeno un anno il 30% alla ricostruzione delle zone terremotate”. Tanasi torna inoltre a ribadire la sua contrarietà a qualsiasi ipotesi di aumento delle accise sui carburanti per il reperimento di risorse post terremoto, ricordando che oggi, su ogni litro di benzina acquistato in Italia, pesano ancora le accise per il terremoto del Belice del 1968, per il sisma del Friuli del 1976 e per quello dell’ Irpinia del 1980. “Tasse applicate sulla benzina e mai più revocate, alle quali il Governo potrebbe oggi attingere dirottandole alla nuova emergenza terremoto” – conclude Tanasi.
 
 
Cronache di Caserta, 30/08/2016 08:46
milano i dati dell’ istat. e’ una frenata che condizionerà la scrittura della legge di stabilità
Cala la fiducia di consumatori e impresePDF PDF
MILANO – Forte calo della fiducia di consumatori ed imprese ad agosto. Dopo la variazione nulla del Pil nel secondo trimestre, arriva un altro dato negativo sulla nostra economia. Una frenata che condizionerà la scrittura della legge di Stabilità. Nel dettaglio, l’ indice che misura la fiducia dei consumatori espresso in base 100 sui dati del 2010, diminuisce dai 111,2 punti di luglio ai 109,2 di agosto, il dato più basso da agosto 2015. Non va meglio per la percezione del clima economico che precipita da 129,8 punti a 125,5 punti, male anche la percezione sul clima economico personale che passa da 105 a 103,6 punti, ed infine anche la percezione per il clima economico futuro, che passa da 114,8 a 112,2 punti. Crescono i timori sulla disoccupazione con il dato peggiore da gennaio 2015, ed anche sulle possibilità future di risparmio, come sull’ opportunità attuale all’ acquisto di beni durevoli. Proprio questi ultimi dati, preoccupano il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: ” Si preannuncia un autunno nero sul fronte delle vendite e dei consumi”. “In un momento storico deve regna la deflazione e le vendite restano al palo, la diminuzione della fiducia dei consumatori rappresenta una sciagura” – aggiunge Rienzi. Sullo stesso sentiero cammina anche la fiducia delle imprese, che scende da 103,0 a 99,4 punti. Frena la manifattura che scende da 102,9 a 101,1, con attese per la produzione che peggiorano nei beni di consumo (da 15 a 14), nei beni intermedi e in quelli strumentali (in entrambi i raggruppamenti da 9 a 7 il saldo). Anche la fiducia delle imprese di costruzioni scende dai 126,2 punti di luglio a quota 123,5. Ancora peggio va l’ indice delle imprese dei servizi che passano dai 108,3 punti di luglio a 102,4. Il peggioramento del clima è la sintesi di un peggioramento dei giudizi e delle attese sul livello degli ordini nonché delle attese sull’ andamento dell’ economia in generale, spiega l’ Istat. Infine i commercianti, il cui indice sulla fiducia scende da 101,3 punti a 97,1. Peggiorano qui sia i giudizi sulle vendite correnti sia le aspettative sulle vendite future, mentre le scorte di magazzino calano. “Complessivamente siamo lontani dai cali della crisi – spiega in una nota Confesercenti – ad agosto 2013 gli indici erano inferiori di oltre 10 punti” ma “sembra essersi consolidato un clima di ‘non fiducia’ quasi strutturale nel futuro del Paese”. Secondo Federconsuma tori, “non esistono i presupposti, al momento, perché tale situazione possa cambiare”. Va però sottolineato come la frenata della fiducia, i dati vengono raccolti nei primi 12 giorni del mese, abbia risentito per le imprese dei timori legati alla Brexit, e per i consumatori degli attentati terroristici di fine luglio a Nizza e in Germania.
 
 
Il Quotidiano della Calabria (ed. Vibo Valentia), 30/08/2016 06:32
Alienazione mentale da Pokemon Go Chi conduce il gioco?PDF PDF
Mentre continua la batta- glia del Vescovo di Noto Mons. Tonino Staglianò contro i rischi per chi gioca con Pokemon GO, continuano gli incidenti in tutto il mondo, nonostante si mettono in guardia i giovani e non dalla nuova App per smartphone alla ricerca dei pokemon, piccoli animaletti sicuramente malefici. Anche in Italia, come in tutto il pianeta, il gioco sta creando qualche problema. Il gioco consiste nel cercare i Pokemon per strada con lo smartphone è, purtroppo, la distrazione è in agguato con incidenti e morti di giovani intenti ad aumentare i livelli di forza. Ma come in tutte le novità c’ è chi afferma che il gioco in sé potrebbe offrire alcuni benefici per la salute dei giocatori, in particolare quelli che soffrono di malattie mentali come ansia, depressione o fobie. Gli psicologi dicono che attraverso la realtà aumentata, le persone possono esplorare un mondo che permette loro di sfidare le proprie paure, contribuendo a migliorare i loro stati d’ animo e comportamenti. Dall’ altro lato della medaglia, tanti studiosi hanno dichiarato che i videogiochi stanno interessando iragazzi più che mai, alterando il loro comportamento con sofferenze di sonno disturbato e mancanza di abilità sociali. Un’ altra paura è senza dubbio il pericolo stradale, infatti, il Codacons, allertato dalla travol Gente alla ricerca di Pokemon gente presa del gioco, ha ritenuto di dover intervenire richiedendo il blocco totale su tutto il territorio dell’ uso dei cellulari di ogni tipo alla guida dell’ auto. Ma la paura ed il rischio più alto fra i giovani è quello legato alla dipendenza del Pokemon Go e da altri prodotti tecnologici, che aprono le porte della coscienza su un mondo virtuale favorendo un processo di alienazione mentale. Frotte di giovani camminano come poveri rimbambiti guardando il telefonino ormai presi da nuova forma di dipendenza costituita dalla Internet Addiction Disorder (IAD) o dipendenza da Internet e/o da gioco. La IAD è un disturbo nuovo, differente dalle altre dipendenze è una condizione caratterizzata da un forte ed insistente desiderio di connettersi al Web e/o al telefonino, ed è oggetto di studio e di attenzione clinica da po co più di una decina di anni, in continuo sviluppo da parte delle comunità scientifiche, le quali evidenziano che ancora molta strada va percorsa in quanto tanti rimangono gli aspetti da approfondire e i nodi critici da affrontare. Il gioco Pokemon Go non si presenta come un’ occasione di crescita o di socializzazione, anzi al contrario, la dimensione estremizzante dell’ individualismo, sta caratterizzando i giovani d’ oggi verso l’ annullamento della propria individualità, la dimensione dell’ incontro e della condivisione, facendo morire lo scambio e la riflessione. Pubblicità Campania: Strategie srl Sede: via Aldo Pini, 10 – 83100 Avellino Tel. 0825.1735224 – Fax 0825.1800154 Pubblicità Calabria e Basilicata: Publifast srl Sede: via Rossini, 2 – 87040 Castrolibero (Cs) Tel. 0984-854042 – Fax 0984-851041.
salvatore barresi
 
 
Quotidiano del Sud, 30/08/2016 06:32
6 economia italia / mondo lavoro i dati dell’ istat restituiscono un paese che sta perdendo la fiducia
Disoccupati sempre più scoraggiatiPDF PDF
solo il 12,8% trova lavoro a fronte del 15,4% della media europea
di CHIARA MUNAFO’ ROMA – Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un 1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede «a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binet ti. Tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di ‘non fiducia’ quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Federconsumatori e Adusbef.
chiara munafo’
 
 
Gazzetta del Sud, 30/08/2016 06:01
Tornano incalo gli indici Istat sulla fiduciaPDF PDF
imprese e consumatori: prevale il pessimismo. peggiorano le aspettative sulla disoccupazione
Chiara Munafò ROMA Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani, malgrado la concomitanza delle vacanze. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook «ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Caldero li, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Feder consumatori e Adusbef.4.
 
 
La Prealpina, 30/08/2016 05:33
In picchiata la fiducia di imprese e cittadiniPDF PDF
istat oltre un disoccupato su tre rinuncia a cercare lavoro associazioni preoccupate: «rallentamento della spesa»
ROMA – Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook: «Ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vicepresidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti sottolineando come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Federconsumatori e Adusbef.
 
 
Il Quotidiano della Calabria, 30/08/2016 05:32
lavoro i dati dell’ istat restituiscono un paese che sta perdendo la fiducia
Disoccupati sempre più scoraggiatiPDF PDF
solo il 12,8% trova lavoro a fronte del 15,4% della media europea
di CHIARA MUNAFO’ ROMA – Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un 1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede «a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binet ti. Tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di ‘non fiducia’ quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Federconsumatori e Adusbef.
chiara munafo’
 
 
Il Quotidiano della Calabria, 30/08/2016 05:32
Alienazione mentale da Pokemon Go Chi conduce il gioco?PDF PDF
Mentre continua la batta- glia del Vescovo di Noto Mons. Tonino Staglianò contro i rischi per chi gioca con Pokemon GO, continuano gli incidenti in tutto il mondo, nonostante si mettono in guardia i giovani e non dalla nuova App per smartphone alla ricerca dei pokemon, piccoli animaletti sicuramente malefici. Anche in Italia, come in tutto il pianeta, il gioco sta creando qualche problema. Il gioco consiste nel cercare i Pokemon per strada con lo smartphone è, purtroppo, la distrazione è in agguato con incidenti e morti di giovani intenti ad aumentare i livelli di forza. Ma come in tutte le novità c’ è chi afferma che il gioco in sé potrebbe offrire alcuni benefici per la salute dei giocatori, in particolare quelli che soffrono di malattie mentali come ansia, depressione o fobie. Gli psicologi dicono che attraverso la realtà aumentata, le persone possono esplorare un mondo che permette loro di sfidare le proprie paure, contribuendo a migliorare i loro stati d’ animo e comportamenti. Dall’ altro lato della medaglia, tanti studiosi hanno dichiarato che i videogiochi stanno interessando iragazzi più che mai, alterando il loro comportamento con sofferenze di sonno disturbato e mancanza di abilità sociali. Un’ altra paura è senza dubbio il pericolo stradale, infatti, il Codacons, allertato dalla travol Gente alla ricerca di Pokemon gente presa del gioco, ha ritenuto di dover intervenire richiedendo il blocco totale su tutto il territorio dell’ uso dei cellulari di ogni tipo alla guida dell’ auto. Ma la paura ed il rischio più alto fra i giovani è quello legato alla dipendenza del Pokemon Go e da altri prodotti tecnologici, che aprono le porte della coscienza su un mondo virtuale favorendo un processo di alienazione mentale. Frotte di giovani camminano come poveri rimbambiti guardando il telefonino ormai presi da nuova forma di dipendenza costituita dalla Internet Addiction Disorder (IAD) o dipendenza da Internet e/o da gioco. La IAD è un disturbo nuovo, differente dalle altre dipendenze è una condizione caratterizzata da un forte ed insistente desiderio di connettersi al Web e/o al telefonino, ed è oggetto di studio e di attenzione clinica da po co più di una decina di anni, in continuo sviluppo da parte delle comunità scientifiche, le quali evidenziano che ancora molta strada va percorsa in quanto tanti rimangono gli aspetti da approfondire e i nodi critici da affrontare. Il gioco Pokemon Go non si presenta come un’ occasione di crescita o di socializzazione, anzi al contrario, la dimensione estremizzante dell’ individualismo, sta caratterizzando i giovani d’ oggi verso l’ annullamento della propria individualità, la dimensione dell’ incontro e della condivisione, facendo morire lo scambio e la riflessione. Pubblicità Campania: Strategie srl Sede: via Aldo Pini, 10 – 83100 Avellino Tel. 0825.1735224 – Fax 0825.1800154 Pubblicità Calabria e Basilicata: Publifast srl Sede: via Rossini, 2 – 87040 Castrolibero (Cs) Tel. 0984-854042 – Fax 0984-851041.
salvatore barresi
 
 
Libertà, 30/08/2016 05:32
Crisi, un’ estate all’ insegna del pessimismoPDF PDF
giù gli indici istat sulle aspettative dei consumatori e delle imprese. male l’ occupazione
ROMA – Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Face book «ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Cal deroli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e impren ditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Federconsumatori e Adusbef. Chiara Munafò.
 
 
Cronache di Napoli, 30/08/2016 05:16
milano
Cala la fiducia di consumatori e impresePDF PDF
il fondatore di facebook: “si sente quanto tenga alle persone”
MILANO – Forte calo della fiducia di consumatori ed imprese ad agosto. Dopo la variazione nulla del Pil nel secondo trimestre, arriva un altro dato negativo sulla nostra economia. Una frenata che condizionerà la scrittura della legge di Stabilità. Nel dettaglio, l’ indice che misura la fiducia dei consumatori espresso in base 100 sui dati del Ha regalato al Pontefice un modellino di ‘Aquila’, aereo ad energia solare che porterà connettività Internet in luoghi che non ce l’ hanno 2010, diminuisce dai 111,2 punti di luglio ai 109,2 di agosto, il dato più basso da agosto 2015. Non va meglio per la percezione del clima economico che precipita da 129,8 punti a 125,5 punti, male anche la percezione sul clima economico personale che passa da 105 a 103,6 punti, ed infine anche la percezione per il clima economico futuro, che passa da 114,8 a 112,2 punti. Crescono i timori sulla disoccupazione con il dato peggiore da gennaio 2015, ed anche sulle possibilità future di risparmio, come sull’ opportunità attuale all’ acquisto di beni durevoli. Proprio questi ultimi dati, preoccupano il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: ” Si preannuncia un autunno nero sul fronte delle vendite e dei consumi”. “In un momento storico deve regna la deflazione e le vendite restano al palo, la diminuzione della fiducia dei consumatori rappresenta una sciagura” – aggiunge Rienzi. Sullo stesso sentiero cammina anche la fiducia delle imprese, che scende da 103,0 a 99,4 punti. Frena la manifattura che scende da 102,9 a 101,1, con attese per la produzione che peggiorano nei beni di consumo (da 15 a 14), nei beni intermedi e in quelli strumentali (in entrambi i raggruppamenti da 9 a 7 il saldo). Anche la fiducia delle imprese di costruzioni scende dai 126,2 punti di luglio a quota 123,5. Ancora peggio va l’ indice delle imprese dei servizi che passano dai 108,3 punti di luglio a 102,4. Il peggioramento del clima è la sintesi di un peggioramento dei giudizi e delle attese sul livello degli ordini nonché delle attese sull’ andamento dell’ economia in generale, spiega l’ Istat. Infine i commercianti, il cui indice sulla fiducia scende da 101,3 punti a 97,1. Peggiorano qui sia i giudizi sulle vendite correnti sia le aspettative sulle vendite future, mentre le scorte di magazzino calano. “Complessivamente siamo lontani dai cali della crisi – spiega in una nota Confesercenti – ad agosto 2013 gli indici erano inferiori di oltre 10 punti” ma “sembra essersi consolidato un clima di ‘non fiducia’ quasi strutturale nel futuro del Paese”. Secondo Federconsuma tori, “non esistono i presupposti, al momento, perché tale situazione possa cambiare”. Va però sottolineato come la frenata della fiducia, i dati vengono raccolti nei primi 12 giorni del mese, abbia risentito per le imprese dei timori legati alla Brexit, e per i consumatori degli attentati terroristici di fine luglio a Nizza e in Germania.
 
 
La Stampa, 30/08/2016 05:06
i dati istat ad agosto
La ripresa è incerta, giù la fiducia degli italianiPDF PDF
La ripresa economica italiana è sempre più incerta: un altro segnale negativo arriva dall’ indice della fiducia dei consumatori e delle imprese, che peggiora nel mese di agosto. La fiducia sembra qualcosa di impalpabile, e invece è una grandezza importante in economia, forse addirittura la più importante, perché è dal clima di fiducia che dipendono le decisioni di consumo e di investimento. Secondo le rilevazioni dell’ Istat l’ indice di fiducia dei consumatori è sceso da 111,2 a luglio a 109,2 ad agosto e l’ indice composito del clima di fiducia delle imprese è calato anche di più, da 103 a 99,4. Il giudizio è senza ambiguità perché ognuna delle singole componenti del clima di fiducia dei consumatori è in flessione: la percezione del clima economico passa da 129,8 a 125,5 diminuendo per il quinto mese consecutivo; e le componenti personale, corrente e futura, dopo l’ aumento registrato a luglio, regrediscono al livello del mese di giugno. Anche per quanto riguarda le imprese, la caduta del clima di fiducia è corale, coinvolgendo ogni singolo settore: scende in modo più netto nei servizi di mercato (da 108,3 a 102,4) e nel commercio al dettaglio (da 101,3 a 97,1), più lieve nella manifattura (da 102,9 a 101,1) e nelle costruzioni (da 126,2 a 123,5). I consumi in autunno La Confesercenti (associazione di commercianti) mette in guardia: «La preoccupazione per l’ economia italiana pesa sulla fiducia di cittadini e imprese, e mette a rischio la già debole ripresa dei consumi, per i quali si profila il rischio di un ulteriore rallentamento». Rincara la dose il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «In un momento storico in cui regna la deflazione e le vendite restano al palo, la diminuzione della fiducia dei consumatori rappresenta una sciagura, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa nel breve termine. Si preannuncia un autunno nero sul fronte delle vendite e dei consumi. Gli italiani rinunceranno ancora agli acquisti rimandando le spese al futuro, in attesa di tempi migliori. Ribadiamo la necessità di misure d’ urto urgenti per incentivare i consumi e riportare le famiglie a spendere». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
luigi grassia
 
 
La Sicilia, 30/08/2016 05:01
ù avviliti Ue, i disoccupati italiani i piPDF PDF
l’ eurostat. «nel belpaese il 37,1% dei senza lavoro finisce tra gli inattivi, è record in europa»
ANNA RITA RAPETTA ROMA. Imprese e consumatori vedono nero. L’ indice di fiducia ad agosto cala più di quanto avessero previsto gli addetti ai lavori che, sulla scorta dell’ aumento registrato a luglio, non si aspettavano la brusca inversione del trend rilevata dall’ Istat. Dopo i dati sul Pil nel secondo trimestre, che parlano di un’ Italia ferma al palo, un’ altra doccia fredda per il governo, un’ altra cattiva notizia che sarà tradotta nella nota di aggiornamento del Def atteso per il 27 settembre, documento che condizionerà la partita per la scrittura della Legge di Stabilità. Secondo le rilevazioni dell’ Istat, l’ indice che misura la fiducia dei consumatori espresso in base 100 sui dati del 2010, diminuisce dai 111,2 punti di luglio ai 109,2 di agosto, il dato più basso da agosto 2015. Non va meglio per la percezione del clima economico che precipita da 129,8 punti a 125,5 punti; male anche la percezione sul clima economico personale, che passa da 105 a 103,6 punti, ed anche la percezione per il clima economico futuro, che passa da 114,8 a 112,2 punti. Anche sul fronte dell’ occupazione si respira un clima di profondo pessimismo. I timori sulla disoccupazione infatti crescono eguagliando il record negativo di gennaio 2015. Di conseguenza, calano anche la fiducia sulle possibilità future di risparmio e sull’ opportunità attuale di acquisto di beni durevoli. «Si preannuncia un autunno nero sul fronte delle vendite e dei consumi. In un momento storico deve regna la deflazione e le vendite restano al palo, la diminuzione della fiducia dei consumatori rappresenta una sciagura», commenta il presiden te del Codacons, Carlo Rienzi. Il calo di fiducia dei consumatori fa il paio con quello delle imprese, che scende da 103,0 a 99,4 punti. Frena la manifattura (da 102,9 a 101,1), con attese per la produzione che peggiorano nei beni di consumo (da 15 a 14), nei beni intermedi e in quelli strumentali (da 9 a 7). Anche la fiducia delle imprese di costruzioni scende dai 126,2 punti di luglio a quota 123,5. Ancora peggio va l’ indice delle imprese dei servizi che passano dai 108,3 punti di luglio a 102,4. Il peggioramento del clima è la sintesi di un peggioramento dei giudizi e delle attese sul livello degli ordini nonché delle attese sull’ andamento dell’ economia in generale, spiega l’ Istat sottolineando come la frenata della fiducia abbia risentito per le imprese dei timori legati alla Brexit, e per i consumatori degli attentati terroristici di fine luglio a Nizza e in Germania (i dati vengono raccolti nei primi 12 giorni del mese). Infine i commercianti, il cui indice sulla fiducia scende da 101,3 punti a 97,1. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese», commenta Confesercenti. A peggiorare il quadro, i dati dell’ Eurostat secondo cui l’ Italia è il paese in Europa dove più disoccupati hanno rinunciato a cercare lavoro all’ inizio del 2016. Oltre uno su tre è finito a gonfiare le fila degli inattivi: la quota delle persone passate dalla disoccupazione all’ inattività è infatti del 37,1% nel primo trimestre dell’ anno, più del doppio rispetto alla media europea (18,9%). Nello stesso periodo solo il 12,8% dei disoccupati italiani ha trovato lavoro, a fronte di una media Ue del 15,4%.
anna rita rapetta
 
 
La Voce di Romagna, 30/08/2016 05:00
in vista del processo il codacons incontra gli azionisti a rimini e riccione
Ex Carim, sarà battagliaPDF PDF
Conto alla rovescia per l’ inizio del processo a carico degli ex amministratori Carim (udienza preliminare fissata per il 20 settembre). Non a caso il Codacons in questi giorni sta battendo il territorio per incontrare gli azionisti e illustrare loro le possibilità di ottenere il risarcimento/rimborso delle somme perse con la caduta del valore delle azioni. Dopo Santarcangelo, le prossime tappe saranno Rimini (il 31 agosto, dalle 16,30 alle 19,30, al Palazzo del Turismo in piazzale Fellini) e Riccione (l’ 1 settembre dalle 16,30 alle 19,30, nella sala del centro di quartiere San Lorenzo, via Bergamo 2). “In queste occasioni i legali del Codacons – spiega l’ associazione – risponderanno a tutte le domande e curiosità degli azionisti, oltre che raccogliere per chi sarà interessato gli incarichi per l’ atto di costituzione di parte civile nel procedimento penale, volto a recuperare le somme perse a causa della caduta del valore negli anni scorsi delle azioni della Carim spa. Risarcimento che, in caso di riconoscimento di colpevolezza al termine del processo, potrà essere richiesto, da quanti si saranno costituiti parte civile nel processo penale con l’ aiuto dei legali del Codacons, direttamente alla Carim spa, in qualità di datore di lavoro e quindi responsabile dell’ operato dei suoi ex vertici. Solo coloro che si costituiranno parte civile al termine del procedimento penale potranno ottenere tale risultato, in tutto o in parte già al termine del giudizio di primo grado, anche nell’ ipotesi in cui gli eventuali condannati attivino un giudizio di appello”.
 
 
L’Unione Sarda, 30/08/2016 04:57
codacons: un autunno nero per le vendite. confesercenti: clima di pessimismo
Consumatori, fiducia in caloPDF PDF
istat, giudizi negativi su andamento dei prezzi e lavoro
Forte calo della fiducia di consumatori e imprese ad agosto. Dopo la variazione nulla del Pil nel secondo trimestre, arriva un altro dato negativo sulla nostra economia. Una frenata che condizionerà la scrittura della legge di Stabilità. Nel dettaglio, l’ indice che misura la fiducia dei consumatori espresso in base 100 sui dati del 2010, diminuisce dai 111,2 punti di luglio ai 109,2 di agosto, il dato più basso da agosto 2015. Non va meglio per la percezione del clima economico che precipita da 129,8 punti a 125,5 punti, male anche la percezione sul clima economico personale che passa da 105 a 103,6 punti, ed infine anche la percezione per il clima economico futuro, che passa da 114,8 a 112,2 punti. Crescono i timori sulla disoccupazione con il dato peggiore da gennaio 2015, e anche sulle possibilità future di risparmio, come sull’ opportunità attuale all’ acquisto di beni durevoli. Proprio questi ultimi dati, preoccupano il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «Si preannuncia un autunno nero sul fronte delle vendite e dei consumi». Sullo stesso sentiero cammina anche la fiducia delle imprese, che scende da 103,0 a 99,4 punti. Frena la manifattura che scende da 102,9 a 101,1, con attese per la produzione che peggiorano nei beni di consumo (da 15 a 14), nei beni intermedi e in quelli strumentali (in entrambi i raggruppamenti da 9 a 7 il saldo). Anche la fiducia delle imprese di costruzioni scende dai 126,2 punti di luglio a quota 123,5. Il peggioramento del clima è la sintesi di un peggioramento dei giudizi e delle attese sul livello degli ordini nonché delle attese sull’ andamento dell’ economia in generale, spiega l’ Istat. Infine i commercianti, il cui indice sulla fiducia scende da 101,3 punti a 97,1. Peggiorano qui sia i giudizi sulle vendite correnti sia le aspettative sulle vendite future, mentre le scorte di magazzino calano. «Complessivamente siamo lontani dai cali della crisi – spiega Confesercenti – ad agosto 2013 gli indici erano inferiori di oltre 10 punti» ma «sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale». Secondo Federconsumatori, «non esistono i presupposti, al momento, perché tale situazione possa cambiare». La frenata della fiducia ha risentito per le imprese dei timori legati alla Brexit, e per i consumatori degli attentati terroristici a Nizza e in Germania. Proprio dalla Germania arrivano indicazioni contrastanti, da un lato il barometro Ifo sull’ occupazione è salito a 108,7 punti ad agosto. Dall’ altro lato invece l’ associazione per il commercio estero tedesco, la Bga, ha tagliato in modo molto deciso le sue previsioni sull’ andamento dell’ export per il 2016.
 
 
Il Gazzettino, 30/08/2016 04:41
istat il codacons: le spese delle famiglie potrebbero crollare. federconsumatori: ora far ripartire l’ economia
Italiani più pessimisti, giù la fiduciaPDF PDF
imprese efamiglie guardano con decisa preoccupazione al futuro, la borsa sbanda e chiude a-1,12%
ROMA – Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook «ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Tra associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Federconsumatori e Adusbef.
 
 
Gazzetta di Parma, 30/08/2016 03:45
indice istat ad agosto
Peggiora la fiducia delle imprese e dei consumatoriPDF PDF
II Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza, ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo Fiducia In calo tra i consumatori. il12,8% di chi lo cercava hatrovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economiaitaliana, dopo irisultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perchè avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di «non fiducia» quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «E’ ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Feder consumatori e Adusbef.•
 
 
La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/08/2016 03:31
istat codacons: è l’ ennesimo dato negativo, getta ombre inquietanti sul futuro de l l’ economia italiana
Italia, cala la fiducia mai così giù dal 2015PDF PDF
famiglie e imprese credono meno nella ripresa
• ROMA. Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Face book «ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ eco nomia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al con trario, la deputata di Area popolare Paola Binetti sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons «è l’ ennesimo dato negativo, getta ombre inquietanti sul futuro dell’ economia italiana». «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ eco nomia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Federconsumatori e Adusbef. Chiara Munafò 0,637 – 1,47%
 
 
La Provincia di Sondrio, 30/08/2016 03:17
«Ue, in Italia il più alto numero di scoraggiati»PDF PDF
Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook «Ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti che sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare a un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti.
 
 
La Provincia di Lecco, 30/08/2016 03:16
«Ue, in Italia il più alto numero di scoraggiati»PDF PDF
Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook «Ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti che sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare a un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti.
 
 
L’Eco di Bergamo, 30/08/2016 03:15
«Ue, in Italia il più alto numero di scoraggiati»PDF PDF
Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook «Ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti che sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare a un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti.
 
 
La Provincia di Como, 30/08/2016 03:15
«Ue, in Italia il più alto numero di scoraggiati»PDF PDF
Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione. L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook «Ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti che sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di “non fiducia” quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare a un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti.
 
 
Il Resto del Carlino (ed. Rimini), 30/08/2016 02:48
il processo il 13 settembre i soci chiamati a decidere se costituirsi parte civile
Carim vuole chiedere i danni agli ex verticiPDF PDF
BANCA CARIM è pronta a costituirsi parte civile nel processo contro gli ex vertici dell’ istituto di credito e chiedere loro i danni. A deciderlo dovrà essere l’ assemblea dei soci, convocata per il 13 settembre. Cioè soltanto una settimana prima dell’ inizio del processo, a carico di 19 ex amministratori di Carim. All’ assemblea verrà rimessa ai voti anche l’ azione di responsabilità nei confronti sia di presidente e consiglieri in carica dal 2007 al 2010, sia dell’ ex direttore Alberto Martini e del suo vice Claudio Grossi, sia infine dei sindaci e della Deloitte & Touche (la società di revisione della banca). Sull’ azione di responsabilità i soci di Carim si erano già espressi un anno e mezzo fa. Per volontà della Fondazione, socio di maggioranza, si era deciso di limitarsi a interrompere i termini di prescrizione per l’ eventuale azione di responsabilità. Ora però è diverso: quasi tutti gli indagati sono stati rinviati a giudizio, e il 20 parte il processo. Anche la nuova ispezione in corso di Bankitalia ha pesato sulla scelta di Carim di chiamare i soci a esprimersi sul da farsi. Nel frattempo, attraverso il Codacons e il comitato dei piccoli azionisti, sono già centinaia i riminesi titolari di azioni Carim che hanno deciso di costituirsi parte civile.
 
 
Il Giornale Di Vicenza, 30/08/2016 02:45
il termometro. ad agosto peggiorano le aspettative degli italiani e i dati pesano sulla borsa
Istat: «In calo la fiducia di imprese e famiglie»PDF PDF
i disoccupati sono i più pessimisti dell’ ue: uno su tre non cerca lavoro codacons: «questo clima rallenta la propensione alla spesa»
ROMAEstate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione.L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. Dati che scatenano le polemiche tra i partiti, mentre tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di non fiducia quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia, concludono Federconsumatori e Adusbef. o Grano tenero di produzione nazionale: Var. n.1-2 n.q. Var. n.3 fino: 151-153; Var. n. 4 buono: 147-150. Var. n. 5 mer.: nq.-nq.Grano tenero di produzione estera: Manitoba 2 n.q.; Northern spring, prot. 15% base 240-242; Estero p.s. 76/77 f.co partenza porto alla rinfusa 160-161 (arrivo 158-160).Granoturco: Ibrido Veronese 125-130; ibrido alimentare (a norma) n.q.; Ibrido farinoso base Verona e/o prov. limitrofe con garanzie -Aflatossina B1 max. 5 ppb -Deossinivalenolo DON max. 4.000 ppb n.q.; Ibrido farinoso base Verona -umidità 14% -Aflatossina B1 max 20 ppb 171-172; Ibrido estero/comunitario -f.co arrivo alla rinfusa -Aflatossina B1 max. 5 ppb -Deossinivalenolo DON max. 4.000 ppb (possibili ogm) 179-181 (partenza 178-180).Semi di soia: nazionali (Contr. Naz. 132) n.q.; esteri n.q..; esteri ogm 360-370; integrali tostati base 13% di umidità 380-382 (ogm 380-382).o.
 
 
Brescia Oggi, 30/08/2016 02:42
il termometro. ad agosto peggiorano le aspettative degli italiani e i dati pesano sulla borsa
Istat: «In calo la fiducia di imprese e famiglie»PDF PDF
i disoccupati sono i più pessimisti dell’ ue: uno su tre non cerca lavoro codacons: «questo clima rallenta la propensione alla spesa»
ROMAEstate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione.L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. Dati che scatenano le polemiche tra i partiti, mentre tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di non fiducia quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia, concludono Federconsumatori e Adusbef. o.
 
 
Il Messaggero, 30/08/2016 02:36
In Italia in discesa ad agosto la fiducia di famiglie e impresePDF PDF
consumatori e aziende credono meno nella ripresa e i disoccupati sono i più scoraggiati d’ europa
ISTAT ROMA Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese in contrazione per tutti i settori di attività. Ma peggiorano anche le aspettative sulla disoccupazione. Nel dettaglio, l’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 mentre l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Andamenti, questi, che misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, visto che emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. Intanto, segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook «ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di «non fiducia» quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Federconsumatori e Adusbef. R. Ec.
 
 
L’Arena, 30/08/2016 02:35
il termometro. ad agosto peggiorano le aspettative degli italiani e i dati pesano sulla borsa
Istat: «In calo la fiducia di imprese e famiglie»PDF PDF
i disoccupati sono i più pessimisti dell’ ue: uno su tre non cerca lavoro codacons: «questo clima rallenta la propensione alla spesa»
ROMAEstate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione per tutti i settori di attività delle aziende e per tutte le componenti del clima delle famiglie, a partire da quella economica. Peggiorano intanto le aspettative sulla disoccupazione.L’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 e l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Questi andamenti misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, perché emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. I dati dell’ Istat pesano su Piazza Affari che, alla loro diffusione amplia il calo rispetto alle principali Borse europee, toccando -1,5%. La giornata, difficile soprattutto per i titoli bancari, si è poi chiusa con un -1,12%. Segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. Dati che scatenano le polemiche tra i partiti, mentre tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di non fiducia quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia, concludono Federconsumatori e Adusbef. o.
 
 
Il Mattino, 30/08/2016 02:35
Consumatori e imprese tornano pessimistiPDF PDF
Roma. Estate all’ insegna del pessimismo per gli italiani. Tornano in calo, ad agosto, gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese in contrazione per tutti i settori di attività. Ma peggiorano anche le aspettative sulla disoccupazione. Nel dettaglio, l’ indice relativo ai consumatori passa da 111,2 punti di luglio a 109,2 mentre l’ indice relativo alle imprese scende da 103 a 99,4, scivolando sotto quota cento per la prima volta a partire da febbraio 2015. Andamenti, questi, che misurano per la prima volta gli effetti dell’ attentato di Nizza ma non tengono ancora conto dell’ impatto del terremoto nell’ Italia centrale, visto che emergono da interviste concentrate nella prima metà del mese. Intanto, segnali di sfiducia arrivano intanto anche da Eurostat che indica l’ Italia come il paese europeo con il più alto numero di disoccupati scoraggiati. Oltre un disoccupato su tre, il 37,1%, ha rinunciato a cercare lavoro ed è finito a gonfiare le fila degli inattivi nel primo trimestre 2016, una quota superiore al doppio del livello medio europeo (18,7%). Nello stesso periodo solo il 12,8% di chi lo cercava ha trovato un impiego a fronte di una media Ue del 15,4%. Si tratta di un nuovo indice delle difficoltà dell’ economia italiana, dopo i risultati deboli arrivati dal Pil, rimasto fermo nel secondo trimestre, dai prezzi, dalla produzione industriale e dai consumi. «Nessuno ha più fiducia nel Bomba», attacca su Twitter Beppe Grillo mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta chiede su Facebook «ma a cosa sono serviti i famosi 80 euro se i consumi vanno sempre peggio?». Rincara ancora la dose il vice presidente del Senato della Lega, Roberto Calderoli, che vede nei dati Istat la certificazione di «quanto il governo Renzi faccia male all’ economia, e abbia reso poveri gli italiani continuando a massacrarli di tasse». Vede rosa, al contrario, la deputata di Area popolare Paola Binetti sottolinea come «c’ è un tipo di fiducia che in questi giorni è cresciuta: è la fiducia nella solidarietà umana; una fiducia tutta speciale che consiste nel rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di quel che si può fare, senza tante teorie». Mentre nella politica infuriano le polemiche, tra le associazioni di consumatori e imprenditori prevale la preoccupazione. La diminuzione della fiducia dei consumatori è «una sciagura», per il Codacons, perché avrà effetti negativi sulla propensione delle famiglie alla spesa. «Sembra essersi consolidato un clima di «non fiducia» quasi strutturale nel futuro del Paese che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie», teme anche Confesercenti. «È ora di mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’ economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese», concludono Federconsumatori e Adusbef. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena), 30/08/2016 02:30
Ecco la “top ten” delle problematiche presenti in vacanzaPDF PDF
treni ed aerei assenti o in ritardo vengono indicati assieme alla wifi ed ai parcheggi mancanti
CESENA. Il periodo “delle ferie” sta sfilando via. Anche quest’ anno i cesenati, oltre che a rilassarsi ed a divertirsi, nel momento tanto atteso delle vacanze si sono dovuti scontare con disagi che arrivano in alcuni casi a disturbare ed irritare la quiete del momento che dovrebbe essere in assoluto tra i più sereni dell’ anno. I tanti che usufruiranno della parte finale dell’ estate per le proprie ferie, grazie a Codacons hanno ora a disposizione la “Top ten” dei disagi rilevati dai viaggiatori e dai vacanzieri in questo 2016. In cima alla classifica delle lamentele c’ è il cibo negli alberghi, indicato nel 19% dei casi. La maggior parte dei consumatori anche cesenati lamenta la scarsa qualità del cibo fornito con specifiche su crois sant o brioche non fresche, frutta non matura ed in genere poca scelta. Un “sempre verde” tra i disagi (16% di indicazioni) è il problema dell’ igiene nei bagni dei campeggi tra sporcizia e carta igienica assente. A terzo posto (14 %) ci sono i ritardi nei treni: molto spesso in estate sono comuni i lavori sulle tratte ferroviarie e ciò comporta problemi. La quarta piazza è qualcosa che ha guadagnato i classifica solo in tempi recenti. Contestata dal 12% dei clienti c’ è la wifi negli alberghi. Ormai in pochi possono farne a meno ma pare che i disagi siano qui all’ ordine del giorno tra costi eccessivi dei collegamenti, segnale che va e viene o assente ai piani degli hotel. Segue al 5° posto (11 %) l’ aria condizionata: d’ estate averla ben in fun zione nella propria stanza può cambiare il riposo (ed il relax). Il 9 % indica tra le problematiche i servizi extra assenti negli alloggi con brochure che pubblicizzano la presenza della possibilità di noleggiare bici o di usufruire di parcheggi poi inesistenti. L’ 8 % indica come problema la mancanza di strutture in spiaggia collegate agli hotel e quindi di dover spendere molto di più per lettini ed ombrelloni. Per chi invece noleggia appartamenti un problema (al 5% dell’ utenza) è la mancanza di bombole di gas funzionanti per gas e forni di vacanza. Chiudono la classifica gli scarsi mezzi di trasporto per raggiungere le mete prescelte e all’ ultimo posto (ma ugualmente spaventoso per chi viaggia) la mancanza o il ritardo del proprio aereo.
 
 
Corriere di Romagna, 30/08/2016 02:00
Carim, il Codacons in campo per rimborsare gli azionistiPDF PDF
RIMINI. Parte la corsa ai rimborsi per le vittime della Carim. E scende in campo il Codacons che organizza assemblee pubbliche con gli azionisti Carim. L’ obiettivo dichiarato è dare gli strumenti a chi è stato beffato di potersi rifare sulle somme perdute a causa del crollo del valore delle azioni della banca. «Con l’ approssimarsi della data di inizio del processo penale a carico di diversi ex amministratori della Carim spa si legge in una nota a firma dell’ avvocato Bruno Barbieri, presidente regionale del Codacons -. deciso dal Gup (giudice udienza preliminare) di Rimini, fissato per il giorno 20 settembre 2016, il Codacons – conscio dei problemi di comunicazione insorti a causa dell’ ostacolo frapposto dagli attuali vertici di Banca Carim spa al rilascio degli elenchi con gli indirizzi di tutti gli azionisti della banca, ostacolo superato ma con perdita di tempo prezioso nel tentativo di ovviare a tali carenze informative – ha deciso di organizzare altre assemblee pubbliche, dopo l’ ultima organizzata il 25 agosto presso il Comune di Santarcangelo di Romagna. Gli appuntamenti da segnare per gli azionisti sono il 31 agosto (domani) a Rimini, dalle 16,30 alle 19,30 al palazzo del Turismo in piazzale Fellini 3 e il 1 settembre (giovedì) dalle 16,30 alle 19,30 nella sala centro di Quartiere San Lorenzo di via Bergamo 2. «In tale occasione i legali del Codacons risponderanno a tutte le domande e curiosità degli azionisti, oltre che raccogliere per chi sarà interessato gli incarichi per l’ atto di costituzione di parte civile nel procedimento penale, vol to a recuperare le somme perse a causa della caduta del valore negli anni scorsi delle azioni della Carim spa e la condanna dei rinviati a giudizio, se riconosciuti colpevoli al termine del processo». Risarcimento che potrà in tal caso essere richiesto – per coloro che si saranno costituiti parte civile nel processo penale con l’ aiuto dei legali del Codacons – direttamente alla Carim spa, in qualità di datore di lavoro e quindi responsabile dell’ operato dei suoi ex vertici. «Solo coloro che si costituiranno parte civile al termine del procedimento penale potranno ottenere tale risultato – fa notare Barbieri -, in tutto o in parte già al termine del giudizio di primo grado, anche nell’ ipotesi in cui gli eventuali condannati attivino un giudizio di appello». Per chi non potrà presenziare è possibile rivolgersi allo studio dell’ avvocato Marina Cucchiarini di Rimini (con sede in via Roma 102 tel 0541.57429) nonché la sede del Codacons a Rimini (in via Ja no Planco 16 tel 0541.775035).
 
 
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